
loc. Levizzano
mulino ad acqua a ruota verticale
secolo: XX
contesto naturale: pianura
L'edificio attualmente visibile e che presenta apparato molitorio anch'esso, ha sostituito il mulino Vecchio distrutto nel 1927 a causa della realizzazione della strada delle Radici.
La struttura risulta di vaste proporzione monumentale, ed è articolata su una pianta rettangolare con due avancorpi posti in facciata, che inquadrano un elegante portico d'ingresso segnato da due esili colonne e altrettante paraste, sulle quali appoggiano le loro reni due archi a tutto sesto e un arco a sesto ribassato. Al di sopra si trova invece un ampio terrazzo.
Oggi la struttura è abbandonata e diversi locali hanno i solai esposti a un alto pericolo di crollo. L'ingresso, riparato dal portico sopracitato, immette direttamente al vano macine dove sono ancora visibili alcune delle mole con le loro intelaiature in legno.
Accedendo a diversi locali, si rileva la presenza di un'articolata pianta disposta su più livelli, e oggi di difficile comprensione per la mancanza di numerosi elementi che sono stati nel tempo asportati. All'esterno la struttura si presenta come un elegante complesso di tipo industriale, con richiami allo stile liberty come ad esempio, oltre al portico, le angolature realizzate con blocchi di pietra disposti a pettine. Due dei quattro lati sono realizzati controterra e risultano quindi di minore sviluppo verticale rispetto ai restanti due. Si tratta in particolare della facciata principale e del lato sinistro.
Il lato destro sfrutta invece il pendio scosceso per realizzare un lato maggiormente sviluppato in altezza così da ospitare i sottoservizi utili al funzionamento del mulino. Sul lato posteriore è stato invece poggiato, in una fase successiva, un secondo edificio di cui non si è riusciti a stabilire la funzione.
Evidenze rimaste
Il mulino, di tipo industriale, era azionato da due turbine da 65-70 cavalli e da un motore a nafta da 210 cavalli, che permetteva anche la produzione di energia elettrica per circa 700 utenti.
Delle turbine restano i silos di carico e, in connessione a essi, gli ingranaggi utili alla movimentazione delle macine. Numerose cinghie sono sparse dentro il vano delle turbine e testimoniano l'utilizzo massivo della struttura.
Un sistema di chiuse, poste all'ultimo piano, consentiva il carico dei silos e il conseguente utilizzo delle turbine.
Il sistema di scarico era invece ricavato nelle fondazioni della struttura che risultano ancora oggi invase da uno spesso strato di fanghiglia. Non è stato possibile appurare la presenza della ruota verticale costruita da "Velani di Scandiano", nota da bibliografia.
Degli impianti molitori restano tre delle quattro macine, ancora ospitate nella grande intelaiatura lignea che si trova subito dopo l'ingresso principale alla struttura. Si tratta di un'intelaiatura che definiva anche il cassone per la raccolta del macinato. Essa forniva i fori entro i quali erano ospitati i meccanismi di movimentazione delle banchine e di apertura/chiusura dei silos per il caricamento dell'acqua necessaria al funzionamento delle turbine.
Alcune tende in tessuto consentivano di chiudere gli spazi, in modo che il vano delle macine non fosse invaso dalla polvere proveniente dalle operazioni di molitura.
Tra gli spazi che definivano le paratie entro le quali erano poste le macine, sono realizzati degli anditi utili al raggiungimento delle tramogge impiegate per il carico dei prodotti destinati alla macinatura. Alcune di esse hanno ancora i meccanismi di movimentazione azionati da una piccola ruota in metallo posta sulla sinistra delle macine. Queste ultime sono ancora ospitate nella loro corona di legno.
Insediamento e paesaggio Il mulino conserva integra la sua morfologia originaria. All'edificio oggi visibile sono poi stati aggiunti nel tempo ulteriori edifici rurali. La costruzione di tali edifici ha contribuito alla creazione di un piccolo complesso rurale oggi visibile e noto, nella moderna cartografia, col nome di "Muraglione" (Fonte: IBC – Insediamento storico e beni culturali, Appennino reggiano, 1988, p. 51).
Insediamento e paesaggio Il mulino è situato nei pressi del fiume Secchia dal quale prelevava le acque per la sua attivazione. L'area prevalentemente pianeggiante entro cui insiste la struttura è caratterizzata dall'alternarsi di distese prative e campi coltivabili intervallati a piccoli nuclei abitati che sorgono lungo gli assi viari locali. Si segnala inoltre la presenza di vegetazione boschiva ad alto fusto. Tale vegetazione raggiunge la massima concentrazione in corrispondenza degli argini del limitrofo corso d'acqua.