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Mulino di Gnana

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Castelnovo ne’ Monti (RE)

mulino ad acqua a ruota orizzontale

secolo: XIX

contesto naturale: collina

stato del bene: in uso
proprietà privata
accesso: non aperto al pubblico

L'edificio che ospitava il mulino è stato trasformato in una moderna abitazione, con l'asportazione dei meccanismi molitori e idraulici. Sono state però conservate, nello stato originario, le stanze all'interno delle quali erano poste le macine.
Da quanto si è potuto apprendere dal proprietario, erede dei mugnai, le tre stanze, poste a quote differenti tra di loro, ospitavano ognuna una mola. Di una è ancora presente il bancone che la sorreggeva.
L'impianto rurale termina ancora oggi in un grande volume che fungeva da stalla/fienile con la presenza, al piano superiore, di gelosie per l'areazione dei prodotti cerealicoli. La presenza di oggetti privati all'interno degli ambienti che ospitavano le macine e nei limiti esterni della proprietà, non ha consentito l'acquisizione di immagini più dettagliate degli interni e degli esterni della struttura. Le notizie fornite dal proprietario sono state comunque sufficienti a individuare gli spazi originari e a definire la presenza di un impianto molitorio a due salti.

Evidenze rimaste Sia gli impianti idraulici che quelli molitori sono stati dismessi per la realizzazione della moderna abitazione. È ancora possibile verificare la presenza di un mulino a due salti, che sfruttava la pendenza realizzata attraverso la costruzione di tre sale delle macine, poste a quote differenti e digradanti verso il rio Spirola.

Insediamento e paesaggio Il mulino ha subito interventi di ristrutturazione che hanno comportato la sua trasformazione in abitazione. Sono presesnti ulteriori edifici rurali che hanno subito i medesimi interventi. Tali edifici possono essere ascrivibili all'aggregato rurale, segnalato ancora oggi in cartografia con la denominazione "Gnana", di cui faceva parte anche l'antico opificio.

Insediamento e paesaggio Il mulino si trovava sulla sinistra orografica del rio Spirola da cui prelevava le acque per la sua attivazione. La struttura sorge in un'area di fondovalle inglobata entro un sistema di alture che marca il paesaggio a occidente e meridione. Tali alture sono inoltre interessate dalla presenza di fitta vegetazione ad alto fusto. La medesima interessa anche la zona circostante l'edificio, nell'area prativa.

Notizie storiche Il mulino figura già esistente agli inizi del XIX sec. ed è censito nella Carta idrografica d'Italia del 1888. Nel 1954 è stata installata una turbina. Ad oggi l'impianto originario è stato dismesso e l'edificio ridotto ad abitazione come segnalato nel censimento del 1988.

Fonte: IBC – Insediamento storico e beni culturali, Appennino reggiano, 1988, p. 214.
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