
loc. Tolè
mulino ad acqua a ruota orizzontale
secolo: XVII
contesto naturale: pianura
L'edificio di modeste dimensioni è realizzato interamente in pietra locale ed è stato costruito sfruttando l'orografia del terreno al fine di porne una parte controterra. Si compone di due volumi di differente elevazione. In quello di minori dimensioni erano ospitate le attività molitorie il cui ricordo è affidato alle due macine che vi sono appoggiate all'esterno. La struttura di maggiori dimensioni era invece destinata a residenza del mugnaio. Era accessibile da una porta sopraelevata rispetto al piano di calpestio e raggiunta da una scala a singola rampa. Una raffigurazione del mulino è oggi affissa sull'edificio che si trova nel centro di Tolè all'incrocio tra via Giuseppe di Vittorio con via Basabue in Tolè. L'impianto molitorio faceva riferimento al vicino edificio padronale dal quale ha preso il nome (La Torre).
Evidenze rimaste
Durante il sopralluogo non è stato possibile visionare i vani interni della struttura dal momento che questa presenta accessi sbarrati. Non si è quindi potuto verificare la presenza dell'impianto molitorio o parti di esso. Da precedenti studi è stato tuttavia possibile appurare che gli impianti molitori sono stati smantellati una volta terminata l'attività dell'opificio. Due delle sue macine sono poggiate, a ricordo dell'antica attività molitoria, alla parete esterna del volume di minori dimensioni.
(Fonte: G. Medici, B. Sidoli, F. Venturini, Là dove scorre il Reno. Antichi opifici nelle zone di Marzabotto, Vergato, Castel d'Aiano, 2014, p. 76-78).
Insediamento e paesaggio Il mulino con casa del mugnaio era inserito in un complesso rurale dotato di corte aperta noto col nome "La Torre".
Insediamento e paesaggio Il mulino (le foto allegate riportano un affresco del mulino posizionate in altro luogo vicino, mentre la georeferenziazione riporta la posizione del mulino originario) era situato lungo la valle attraversata dal torrente Ghiaia nel borgo detto "la Torre" al confine tra il territorio modenese e bolognese. La struttura che ospitava le attività molitorie sorge in un'area pianeggiante circondata da campi messi a coltivazione e fitta vegetazione ad alto fusto. Tutt'intorno si stagliano alture interessate dalla medesima vegetazione.