
mulino ad acqua a ruota orizzontale
secolo: XVII
contesto naturale: collina
Il mulino cosiddetto del Povolo localizzato nella parte più alta del complesso, è inserito all'interno del complesso rurale nel quale sorge un secondo impianto, a valle. Sono collegati da un salto realizzato con un canale scoperto con muretti laterali, sorpassato sia da un ponte, sia da un edificio, un tempo destinato a essiccatoio di castagne. Il mulino è realizzato in parte controterra e si dispone, quindi, su diversi livelli.
È formato da due volumi di differente altezza. Il maggiore è interamente costruito in pietra locale con angolature in blocchi litici fino a circa due terzi della sua elevazione. L'ultimo piano presenta invece angolature in laterizi. Il volume minore è decorato con una intonacatura grezza che permette tuttavia di osservare come questo corpo sia in appoggio a quello di maggiori dimensioni. Questi interventi permettono di ipotizzare una storia costruttiva dell'edificio che potrebbe essere originariamente stato soltanto a due piani, poi sopraelevato e integrato dal corpo di minori dimensioni.
L'ingresso all'edificio principale è quello posto sulla facciata principale rivolta verso NE dove un portone con cornice in marmo e arco a sesto ribassato è ancora sormontato da un'iscrizione che riporta la data 1825. Un secondo accesso che immette direttamente al piano ammezzato si trova nella parte controterra dove una piccola corte è stata realizzata con uno spesso muro di contenimento semicircolare all'interno del quale si trova una scala in pietra che consente di connettere i diversi piani di differente quota che circondano l'edificio. Nel suo insieme l'edificio, privo delle sue perfetazioni posteriori, risultava di dimensioni ridotte e destinato ad ospitare gli impianti molitori al piano inferiore e la casa del mugnaio a quello superiore.
Il mulino posto più a valle e collegato tramite il canale a quello posto a monte, è stato realizzato interamente in pietra locale, con angolature in blocchi litici disposti a pettine. L'impianto si compone di due corpi di differente altezza. Il maggiore si sviluppa su una pianta rettangolare articolata su due livelli. Il volume di minore elevazione è invece da ricondurre a una fase costruttiva posteriore rispetto a quella del mulino. Viene oggi verosimilmente utilizzato come deposito e presenta l'ingresso posto sul lato E.
L'edificio che ospita il mulino presenta invece l'accesso principale posto sul lato S e riparato da una piccola pensilina di recente fattura. Il nucleo edilizio è nel suo insieme improntato alla semplicità compositiva con poche luci distribuite in maniera irregolare sulla fronte e sul lato destro della struttura. Sul lato sinistro si osserva il punto di arrivo del canale di carico che conduce le acque verso le due trombe di alimentazione delle docce dell'impianto idraulico posto nella parte bassa dell'edificio. Su questo stessa facciata si segnala la presenza di una scala esterna utile a connettere i due pianerottoli con portefinestre di chiara fattura moderna.
Evidenze rimaste
Durante il sopralluogo non è stato possibile accedere ai locali interni delle due strutture molitorie. Si è potuto tuttavia osservare il complesso sistema idraulico, mantenuto e ristrutturato, che consente alle quattro macine, note da bibliografia, di essere azionate. Il lungo canale di carico preleva l'acqua dal torrente Aneva giungendo sotterraneamente sul retro del mulino posto più a monte. Da qui viene convogliata da due docce nel vano di ritrecine dove si possono osservare ancora i due alberi perfettamente conservati. Uno di essi è in legno, l'altro in metallo. Entrambi dispongono delle banchine con i relativi meccanismi a vite i quali, grazie alle ruote poste nel soprastante vano macine, consentono la regolazione del grado di macinatura. Una volta impiegata, l'acqua viene convogliata all'interno di un canale di scarico che prosegue verso il mulino posto più a valle, passando, tramite un corridoio passante voltato a botte, nella parte inferiore dell'edificio dove era ospitato l'essiccatoio di castagne. Giunto sul retro dell'impianto molitorio, il canale si sdoppia, grazie a due bocche di presa, in altrettante canalizzazioni di minori dimensioni che terminano all'imbocco delle aperture strombate connesse alle docce presenti nella sala di ritrecine. Non è stato possibile verificare la persistenza degli impianti o resti di essi all'interno di quest'ultima.
Gli impianti molitori non sono stati osservati poichè non è stato possibile accedere ai locali interni. Da quanto è tuttavia possibile apprendere dalla bibliografia , le due macine del mulino a monte sono state ricostruite nel 1823 e sono ancora conservate nella relativa sala. Dalla documentazione fotografica prodotta durante l'ultimo sopralluogo del 2014 si evince la presenza di un impianto molitorio a due macine poste al di sopra di un bancone in pietra e separate da uno stretto andito che consentiva il carico delle tramogge. Queste ultime, in legno, sono poste al di sopra delle corone che riparano le macine, le quali hanno dinanzi il cassone per la raccolta del macinato. Si osservano inoltre le ruote utili alla manovra dei meccanismi a vite che consentono di regolare le banchine sottostanti così da definire il grado di macinazione.
Insediamento e paesaggio L'articolazione dei due mulini, a un salto, in cui risulta integro il collegamento idraulico, sono inseriti in un complesso rurale di ampie proporzioni dotato di corte aperta. Tra gli edifici che lo compongono, oltre ai volumi che ospitano gli impianti molitori, si possono riconoscere strutture aventi oggi funzione residenziale che in origine erano verosimilmente adibite anche a deposito, stalla/fienile e essicatoio. Quest'ultime, insieme ai nuclei edilizi pertinenti il mulino a valle e a monte sono stati, nel corso del tempo, oggetto di alcuni interventi di ristrutturazione, che mantengono intatti e leggibili i caratteri originari del complesso. È stato recuperato recentemente dai proprietari il primo mulino, rendendolo nuovamente funzionante, insieme alla canalizzazione idraulica di fornitura e sbocco delle acque del primo mulino.
Insediamento e paesaggio I due edifici che ospitano i mulini, inseriti nel complesso rurale, sorgono lungo il corso del torrente Aneva, dal quale gli impianti traevano le acque utili al loro funzionamento. Il paesaggio in cui insiste il piccolo borghetto, è caratterizzato dalla presenza di ampie distese boschive che si estendono a meridione e a settentrione, intervallate da aree prative e campi messi a coltivazione. Il luogo risulta inoltre ben collegato con i complessi residenziali situati lungo la Strada Provinciale 68 e Via del Povolo.