
loc. Pieve di Roffeno
mulino ad acqua a ruota orizzontale
secolo: XIV
contesto naturale: montagna
La struttura, di pianta poligonale e in pietra locale, è articolata su diversi livelli che si armonizzano con la situazione orografica circostante.
Il fronte SE è su strada, si compone di tre piani ed è caratterizzato dalla presenza di finestre allineate secondo le direttrici orizzontali ma non tutte disposte sulla medesima verticale. Ogni livello ha aperture differenti, soluzione che da movimento alla facciata altrimenti massiccia e compresa tra angolate ben definite da grossi blocchi in pietra.
Le finestre al piano terra sembrano essere il risultato di interventi che hanno modificato la morfologia originaria. Si riconoscono infatti nella muratura architravi lignei non in linea con la luce delle sottostanti finestre. Una di queste è inoltre contornata da spesse cornici in pietra, le altre due no. In quella centrale si ravvisa poi un'opera di risarcitura degli stipiti, della stessa dimensione delle cornici della precedente.
Le finestre del primo piano sono tutte coerenti nella loro composizione che prevede delle cornici in laterizi a definizione degli archi a tutto sesto di chiusura superiore. Alle due finestre centrali sono al di sopra allineate le aperture dell'ultimo piano: presentano medesime cornici, ma colmi a timpano. In corrispondenza delle due finestre laterali si trovano infine dei fori di aerazione per il sottotetto, decorati, almeno in un caso, con una cornice simil floreale.
All'angolo S si apre un vano quadrangolare con finestre verso il fronte SO. Il suo accesso è segnato da due piedritti con pulvini laterizi sui quali si appoggiano le reni dell'arco a sesto ribassato con conci in laterizi a formare un archivolto.
La facciata principale è rivolta verso SO, dove a pochi metri si distende il rio Dozzone, superato da un ponticello ligneo. Data la presenza di una falda a doppio spiovente questo fronte è meno sviluppato del precedente e si dispone su due soli livelli.
Il lato sinistro (NO) è realizzato contro terra e comporta il passaggio tra la quota del piano di calpestio dei due fronti SE e SO e quella, maggiore, attestata per lo spazio a NE dell'edificio. La facciata si presenta disarmonica con le aperture disposte soltanto sul lato sinistro. La motivazione deriva dalla presenza della canna fumaria che è stata evidentemente oggetto di interventi recenti per i quali è stata tagliata la muratura originaria, successivamente risarcita. Si segue ancora con chiarezza il percorso di tale azione di asportazione. Su questo lato si rileva la presenza di una porta tamponata: dal momento che il suo piano di posa risulta sopraelevato rispetto alla rampa posta dinnanzi, se ne deduce una differente composizione dell'area affrontata in passato.
Il retro dell'edificio (NE) è quello che accoglieva le opere idrauliche per il funzionamento dell'impianto molitorio.
Nella corte dell'edificio si trova, posta al di sopra della roccia emergente, un'edicoletta sacra formata da tre dadi sovrapposti. L'ultimo ha un piccola nicchia modellata con conci in pietra e utilizzata per ospitare un'immagine sacra di Madonna con bambino. Il piano della roccia è raggiunto da una scala con due gradini formati da una mezza macina ognuno. Al lato si trova un forno realizzato con la medesima pietra della struttura principale e con segni di utilizzo non recente.
Evidenze rimaste
La botte risulta oggi ancora visibile ma compromessa dalla vegetazione e dalla presenza di rifiuti. Si rileva la presenza di due sole aperture e di estese risarciture all'angolo sinistro che sono evidentemente state messe in opera per chiudere gli accessi alle vasche di ritrecine delle quali non resta oggi alcuna traccia.
Il canale di carico è percettibile soltanto durante la stagione invernale ma è in via di riempimento dalla terra che vi si è accumulata all'interno durante le piogge.
Non risulta più visibile il canale di scarico.
Nella corte posta di fronte all'ingresso è possibile verificare la presenza di macine deposte sul terreno e di un tavolo realizzato con una di esse.
Pubblicazioni
Medici G./ Sidoli B./ Venturini F.
Là dove scorre il Reno : antichi opifici nelle zone di Marzabotto, Vergato, Castel d’Aiano
Ada
2014
Insediamento e paesaggio
Il mulino è un corpo unico con la casa del mugnaio. Si trova a pochi metri dal rio Dozzone dal quale prelevava le acque e le scaricava dopo l'utilizzo per l'impianto di molitura. L'edificio è posto al termine di un declivio che termina lungo i lati settentrionali della struttura. Per questa ragione è stata realizzata una rampa che collega i diversi piani di quota.
La struttura affaccia sulla strada principale che immette alla corte antistante. Non si rileva la presenza di altri edifici facenti parte del fondo originario. Una casa di fattura recente si trova a pochi metri a S.
Al mulino afferiscono infine un forno posto nella corte e un'edicoletta sacra.
Insediamento e paesaggio Il Mulino con casa del mugnaio è situato a monte della Pieve di Roffeno. Il quadro attuale è caratterizzato dalla presenza di coltivazioni estensive che, nei loro tratti principali, sembrano aver mantenuto le più antiche composizioni parcellari. Si rileva inoltre la presenza di silvicolture e di aree con vegetazione ad alto fusto e macchia boschiva allineata in particolar modo lungo le rive dei corsi d'acqua.