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Copia di GS000136_A
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Copia di GS000136_B
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Pia donna

Copia di GS000136_A
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Copia di GS000136_B
Copia di GS000136_B
sede centrale: via dei Servi 21; sede storica: via Belle Arti 16 – Modena (MO)

ambito modenese

calco

gesso/ calco/ a tasselli
cm
32(a) 35(la)
sec. XIX (1810 – 1866)

testa femminile ruotata e rivolta verso a destra. Sul capo, caratterizzato da un’ acconciatura ricercata, si nota un velo, mentre il collo è incorniciato dal bordo dell’ abito. Il calco riproduce, solo nella parte anteriore, la testa di una delle Pie donne che circondano la Madonna, specificamente la figura che si trova dietro la Vergine. La pia donna, considerata la sua espressione con la bocca aperta come per gridare, esprime un grande dolore.

Antonio Begarelli eseguì il celebre gruppo scultoreo della “Deposizione di Cristo dalla croce” negli anni 1527- 1531 su commissione dei frati francescani della chiesa di Santa Cecilia di Modena. Pochi anni dopo l’opera fu trasferita nella chiesa di Santa Margherita. A causa della soppressione e conseguente chiusura del luogo di culto, durante l’occupazione francese, alla fine del XVIII secolo, la “Deposizione” fu sistemata presso l’ Accademia Atestina di Belle Arti, in una nicchia realizzata per l’occasione “in fondo alla loggia terrena”. Durante il soggiorno in Accademia il gruppo fu sottoposto a interventi di restauro ad opera di Michelangelo Borghi, professore di scultura, e in seguito di Luigi Righi, famoso plasticatore. Nel 1828 la Deposizione fu spostata nella sua attuale sede, la Chiesa di San Francesco.
La realizzazione del calco in esame, come pure degli altri conservati nella gipsoteca modenese (GS000135, GS000137) potrebbe risalire al periodo in cui il gruppo del Begarelli era ricoverato in Accademia, forse in relazione ai ricordati interventi di restauro; comunque prima del 1866, quando tre "maschere diverse in gesso dal Begarelli" sono menzionate nel "magazzeno di prospettiva e di paesaggio" dall' “Inventario generale dei mobili ed oggetti appartenenti alla R. Accademia Modenese delle Belle Arti ed esistenti al 31 Dicembre 1866”.

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