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Copia di GS000025
Copia di GS000025

rilievo dal fregio panatenaico

Copia di GS000025
Copia di GS000025
sede centrale: via dei Servi 21; sede storica: via Belle Arti 16 – Modena (MO)

ambito italiano (?)

calco

gesso/ calco/ a tasselli
cm
110(a) 123(la)
sec. XIX (1822 – 1866)

n. 728

nella lastra si riconoscono quattro cavalieri: in primo piano è un giovane seminudo con la clamide scivolata sui fianchi, che alza il braccio destro che forse impugnava una frusta originariamente dipinta; appaiato e parzialmente nascosto da quest'ultimo è un secondo cavaliere con clamide sulle spalle e copricapo di cuoio; un terzo giovane vestito nello stesso modo guida il gruppo, mentre all'estrema destra della lastra si intravede un altro cavaliere

il calco riproduce la lastra XLIII dal fregio nord del Partenone raffigurante la solenne processione delle Panatenee, la festa religiosa più importante dell'antica Atene, celebrata ogni anno in onore della dea Atena, protettrice della città. Fidia con la sua bottega scolpì sul muro esterno della cella il grandioso corteo di cavalieri, sacerdoti, magistrati, portatori di offerte e di animali per il sacrificio che, procedendo dall'angolo sud-ovest del tempio, si muove contemporaneamente sui lati lunghi della cella, nord e sud, per confluire sul lato orientale, dove le divinità dell'Olimpo assistono sedute alla cerimonia e ricevono l'omaggio dei cittadini ateniesi. La lastra XLIII rappresenta un momento della sfilata dei cavalieri ateniesi.
Agli inizi del XIX secolo Thomas Bruce Elgin, ambasciatore inglese a Costantinopoli, patrocinò l'impresa di distacco e di invio in Inghilterra di gran parte delle sculture del Partenone, fra cui numerose lastre del fregio panatenaico, acquistate poi nel 1816 dal British Museum. La fama del fregio panatenaico è testimoniata dalla intensa produzione di calchi già nella prima metà dell'Ottocento, a opera di formatori di origine italiana, come Pier Angelo Sarti, Lewis e Domenico Brucciani, che lavoravano in collaborazione con il museo.
Il gesso modenese fa parte di un gruppo di calchi risalenti, almeno in parte, alla prima metà del XIX secolo: "tre bassirilievi d'Atene" sono infatti elencati nella "Nota delle Statue ed Ornati che sono venuti nella Accademia dopo che vi è il Sig. Direttore e Prof.re Giuseppe Pisani" del 1839, mentre una decina di "bassorilievi in gesso dal Partenone" sono registrati nell'Inventario del 1866. E' possibile che alcuni di essi siano stati acquistati presso il restauratore Giovanni Andreoli, fornitore delle Accademie di Parigi, Vienna e del museo di Berlino, che nel 1847 invia all'Accademia modenese un elenco di copie di fregi e decorazioni del Partenone e di altri monumenti ateniesi, proponendone l'acquisto. Nel calco in esame i margini della lastra originale sono stati regolarizzati per uniformarne le dimensioni; il bordo inferiore è aggettante e il pannello è delimitato da una cornice lignea modanata

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