Cerca nel catalogo PatER

location_on

Ricerca avanzata

afm023779
afm023779
afm023800
afm023800

ritratto di bambino

afm023779
afm023779
afm023800
afm023800
Via Sacchi, 4 – Imola (BO)

Biancini Angelo

1911/ 1988

scultura

bronzo/ fusione/ doratura,
pietra
cm
29.5(a) 21.5(la)
sec. XX (1955 – 1955)

n. 1171

Su una base in pietra stondata e innestata la testa di un bambino volta leggermente verso l'alto e caratterizzata dalla pettinatura con onda centrale e riccioli sul collo.

Ritratto di Giorgio Lanzoni all'età di tre anni.

La testina in bronzo leggermente patinato con doratura, ritrae Giorgio Lanzoni all'età di tre anni. Il ritratto venne commissionato dalla famiglia Lanzoni allo scultore e ceramista Angelo Biancini (1911/1988). Esiste una ricca documentazione che attesta gli ottimi rapporti tra la famiglia imolese Lanzoni e lo scultore di Castelbolognese e che riporta l'anno di esecuzione dell'opera (1955).

Riportiamo la scheda redatta dal critico Franco Bertoni su Biancini:
Nel 1929, Angelo Biancini si iscrive all’Istituto d’Arte di Firenze dove frequenta soprattutto lo studio di Libero Andreotti. Nel 1934 partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia e l’anno successivo realizza la statua dell’Atleta vittorioso nel Foro Mussolini a Roma. Nel 1937 esegue i due gruppi statuari in bronzo del Ponte delle Vittorie a Verona ed è di questi anni l’incontro con Arturo Martini. Nel 1937 si trasferisce a Laveno per collaborare con Guido Andlovitz alla direzione artistica della Società Ceramica Italiana, fino al 1940. L’apporto dato da Biancini alla produzione della S.C.I. è caratterizzante: sculture e oggetti da arredamento, di piccola e grande dimensione, prodotti in serie e accomunati, da un punto di vista stilistico, da una adesione ad un “vero” inteso come perenne fonte emozionale. Nel 1940 partecipa alla VII Triennale di Milano. Tornato a Faenza, entra nel 1942 all’Istituto d’Arte per la Ceramica assumendo la cattedra di Plastica che era stata di Domenico Rambelli. Manterrà l’incarico fino al 1981. Già in questi anni la figura di Biancini emerge come una delle più autorevoli tra le nuove leve della scultura italiana. Nel 1946 riceve il Premio Faenza con Annunciazione, opera in ceramica maiolicata da Anselmo Bucci. Nello stesso anno viene invitato alla prima grande mostra della scultura italiana del dopoguerra organizzata dalla Galleria della Spiga a Milano. Le due personali di Milano, alla Galleria dell’Illustrazione Italiana nel 1948 e alla Galleria San Fedele nel 1956, lo impongono ulteriormente all’attenzione della critica nazionale. La notorietà è consacrata quando, in occasione della XXIX Biennale di Venezia, gli viene allestita una mostra personale. Nel 1957 ottiene nuovamente il Premio Faenza. La ceramica, in particolare la maiolica, è ormai il suo mezzo espressivo privilegiato, anche se non esclusivo. Numerose divengono le commissioni di opere a livello monumentale: il complesso scultoreo sul Monte Carmelo a Chicago (1959), i rilievi per la nuova Basilica di Nazareth (architetto Giovanni Muzio,1959), il baldacchino del Tempio dei Martiri Canadesi a Roma (1961), il ciclo scultoreo per l’Ospedale Maggiore di Milano (1964), La testimonianza a Cristo per il Collegio Pio Latino Brasiliano di Roma (1964), Le nozze di Cana per la Chiesa dell’Autostrada del Sole di Firenze (architetto Giovanni Michelucci, 1964), i tre portali per la Chiesa del Sacro Cuore di Firenze (1965), il grande portale per il Collegio dei Padri Maristi a Roma (1965), La cena in Emmaus e San Romualdo per l’Hospitium di Camaldoli (1966), la statua dedicata a Dante nel Parco Nazionale di Madrid (1967), gruppi scultorei per istituti culturali di Miami in Florida (1967), la scultura per il Palazzo della FAO di Roma (1970), l’Incontro di Paolo VI con Atenagora per la Delegazione Apostolica di Gerusalemme (1971), il ciclo in maiolica per il Santuario di Gesù Bambino ad Arenzano (1973), l’altorilievo Rinascita e Ricostruzione per la Regione Emilia-Romagna (1973), la grande scultura Consiglio dei Ministri per l’omonimo Salone di Algeri (1978), la scultura Maternità a Buenos Aires (1978), la scultura Algeria Moderna per il Palazzo dei Congressi Politici di Algeri (1979), il Cristo Maestro e il portale per la Cattedrale di Buenos Aires (1979). Tra le opere di carattere commemorativo si ricordano il Monumento ai Caduti di Castelbolognese (1962), il Monumento alla Resistenza di Alfonsine (1972), il monumento a Dina Galli a Milano (1954), a Grazia Deledda a Cervia (1956), ad Angelo Celli a Cagli (1958), ad Alfredo Oriani a Casola Valsenio (1963), a Don Minzoni ad Argenta (1973), a San Tommaso ad Aquino (1974).
https://www.arteromagna.it/angelo-biancini/

Altre informazioni

Committenza:
Nome: famiglia Lanzoni
Data: 1955
Circostanza: ritratto del figlio Giorgio bambino

Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: A/ BIANCINI/ 19 (…)

Altre opere in Museo San Domenico (960)
Altre opere di Biancini Angelo (64)
Altre opere simili del sec. XX (2587)
PatER