
n. R130
Stele del tipo pseudoarchitettonico, con propspetto a edicola di ordine corinzio. Si compone di frontone triangolare, sormontato da statue acroteriali; alta trabeazione iscritta; edicola definita lateralmente da due paraste; alto zoccolo.,Al di sopra degli spioventi del tetto sono collocati due acroteri in forma di leoni a tutto tondo, i guardiani della tomba, che poggiano ciascuno una zampa su una testa di ariete. E' perduto l'acroterio centrale (una pigna?), in corrispondenza del quale resta un profondo incavo rettangolare con tracce di piombo. Il timpano accoglie una coppia di grifi, disposti in schema araldico ai lati di un vaso (cratere o urna cineraria), su cui poggiano una zampa, quasi per custodirlo. Lo spazio sottostante è delimitato da paraste scanalate con capitelli corinzi su basi tuscaniche. Nell'intercolumnio dell'edicola si stagliano, a bassorilievo, due figure, di uomo e di donna, affrontate di tre quarti, stanti, dai volti completamente erasi, nel gesto nuziale di dextrarum iunctio. L'uomo indossa la toga, la donna tunica e palla. Calzano entrambi le alutae. Con la mano sinistra impugnano rispettivamente un rotulus e un fiore o frutto (una melograna ?). Sullo zoccolo sono rappresentati con didascalica precisione gli strumenti del marmorarius (artigiano specializzato nella lavorazione del marmo o piuttosto imprenditore edile): da sinistra, il martello (malleus), l'archipendolo (libella), il filo a piombo (perpendiculum), lo squadro (norma), lo scalpello (scalprum). Il testo dedicatorio si distribuisce fra la trabeazione e lo zoccolo. Sulla trabeazione si legge la seguente iscrizione, disposta su tre righe con interpunzioni a triangoli e virgolette:,Sibi Pettia Ge et / C(aio) Pettio C(ai) l(iberto) Pyladi patro(no) / C(aio) Clodio C(ai) l(iberto) Antiocho marm(orario).,Ad una mano diversa si deve il seguito dell'iscrizione, alla base dell'edicola:,et Pettiae (mulieris) l(ibertae) Speratae,Sullo zoccolo, oltre all'ultima parte della dedica (aggiunta in un secondo momento, come la riga precedente),et Pettiae (mulieris) l(ibertae) Sice,anche i riferimenti all'estensione del recinto funerario, su due righe,In fro(nte) p(edes) XII In agr(o) p(edes) XV.,"Pettia Ge (dedicò) a se stessa, al patrono Caio Pettio Pilade, liberto di Caio, a Caio Clodio Antioco, liberto di caio, marmorario, e a Pettia Sperata, liberta di donna, e a Pettia Sice, liberta di donna. In larghezza (l'area sepolcrale misura) dodici piedi. In profondità quindici piedi". ,I nomi di Pettia Sperata e di Pettia Sice furono chiaramente aggiunti in un secondo momento, essendo le due liberte di Pettia Ge scomparse dopo la realizzazione del monumento.