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180327
180327

stele funeraria

180327
180327
Via Spallanzani, 1 Reggio Emilia (RE)
stele funeraria
calcare
età tardo-romana (526 d.C. – 526 d.C.)
cm 99 (a) 37.5 (la) 7.5 (s)

n. 180327

L'epigrafe venne rinvenuta negli anni '50 del secolo scorso nel corso di lavori di ristrutturazione in via Emilia all'Angelo 1, lungo il tracciato dell'antica via Aemilia verso Parma. La lastra ricorda Rusticus, un membro dell'èlite cittadina, appartenente all'ordine dei viri clarissimi, morto il 24 novembre del 526 d.C. Nella parte superiore della lastra sono tre croci: a due di esse, la prima e l'ultima, è legata una R, a formare il chrismon. Il testo è impaginato senza linee guida, privo di segni interpuntivi, le lettere redatte con modulo non regolare. Si tratta di un documento di grande interesse, testimone di un momento di passaggio, sia dal punto di vista politico e istituzionale, che da quello religioso. Non solo le croci in apertura, ma tutto il testo racconta la fede cristiana di Rusticus: in apertura la formula hic requiescit in pace, evoluzione delle prime formule ireniche di saluto (pax, ??????) che testimonia l'affermazione della visione della morte come sonno, riposo temporaneo in vista di un Regno che si attende, senza dubitarne, in pace; la vita (espressa in anni) e la morte, come allontanamento (recessit), momento così essenziale dell'esistenza del cristiano che se ne danno puntuali coordinate croniche: giorno, anno consolare e indizione, uso che sembra essere attestato solo nell'epigrafia cristiana. Di Rusticus viene nominata la sua appartenenza all'ordine senatorio, attraverso il clarissimato, l'ultimo dei tre,gradi in cui era suddiviso l'ordo a partire dal IV secolo.,Hic requies,cit in pace,Rusticus,v(ir) c(larissimus) qui vixit,annus plus m(inus),L et reces,set sub diae,VIII kal(endarum) decem,[bris O]librio,[—][co]ns(u)l(e),[ind(ictione)] quinte,Qui riposa in pace Rusticus, vir clarissimus, che visse più o meno cinquant'anni e morì l'ottavo giorno prima delle calende di dicembre, nell'anno del consolato di Olibrio, durante la quinta indizione.

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