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Copia di GS000009_A
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Ermafrodito dormiente

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sede centrale: via dei Servi 21; sede storica: via Belle Arti 16 – Modena (MO)

bottega di Vincenzo Ciampi, Firenze

calco

gesso/ calco/ a tasselli
cm
68(la) 152(lu)
base rettangolare in legno: 12 x 70 x 155
sec. XVIII (1775 – 1787)

n. 755

Ermafrodito, il mitico essere dalla doppia natura, figlio di Hermes e di Afrodite, è raffigurato immerso nel sonno; egli è nudo, disteso sul ventre su una roccia coperta da una pelle di pantera, con la schiena arcuata e le gambe accavallate; la testa, dall'elaborata acconciatura, è rivolta a destra e reclinata sul braccio piegato, il volto è quello di un adolescente dai tratti minuti e aggraziati. Secondo quanto narra Ovidio nelle Metamorfosi, Ermafrodito era amato dalla ninfa Salmace che, vedendosi rifiutata, lo attirò nelle acque profonde mentre faceva il bagno e chiese agli dei di potersi unire a lui per sempre; il suo desiderio venne accolto e così diventarono un unico essere metà uomo e metà donna

la statua degli Uffizi, da cui è tratto il calco modenese, è una copia romana derivante da un prototipo greco della metà del II sec. a.C., attribuito a Polykles il giovane; di questo modello statuario sono note varie repliche con piccole varianti; L'Ermafrodito degli Uffizi, di cui non si conosce il contesto di provenienza, appartenne inizialmente alla collezione Ludovisi, fu poi acquistato nel 1669 dal cardinale Leopoldo Medici.
Della scultura si conoscono relativamente pochi calchi in gesso; quello modenese fu acquistato nel 1787 presso il formatore fiorentino Vincenzo Ciampi insieme a un piccolo gruppo di gessi che costituiscono il nucleo più antico della gipsoteca modenese. Collocato inizialmente nella Gran Sala per le Statue Antiche, nell'Inventario generale del 1866 il calco è ricordato nella Scuola di Figura; in seguito fu trasferito nel Salone delle Statue al primo piano, come la maggior parte dei calchi di capolavori antichi.
Il calco è tratto da un modello realizzato con forma a tasselli, in getto unico; la superficie è stata accuratamente lucidata, così da simulare la superficie del marmo.

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