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Copia di GS000006
Copia di GS000006

Sileno con Dioniso bambino

Copia di GS000006
Copia di GS000006
sede centrale: via dei Servi 21; sede storica: via Belle Arti 16 – Modena (MO)

ambito italiano

calco

gesso/ calco/ a tasselli
cm
190(a)
base quadrangolare in legno: 13 x 78 x 89
sec. XIX (1800 – 1839)

il gruppo statuario raffigura Sileno in piedi, con un corpo vigoroso e il volto rivolto a Dioniso bambino che gli tocca la barba; la figura si appoggia a un tronco attorno al quale si avvolge una vite, dono di Dioniso; pampini e grappoli d'uva ornano i capelli di Sileno e del piccolo dio

la scultura originale è una copia romana di età flavia (?) da un prototipo in bronzo non conservato, attribuito a Lisippo (seconda metà del IV sec. a.C.), da cui furono tratte alcune varianti. Scoperta a Roma nel Cinquecento, l'opera confluì in seguito nella raccolta del cardinale Scipione Borghese e poi in quella del principe Camillo Borghese ed esposta nella sua Galleria; interpretata in passato come Saturno che divora uno dei figli, fu correttamente riconosciuta da Winckelmann come Sileno che culla fra le braccia il piccolo Dioniso, affidatogli, secondo il mito, dal padre Zeus. Nel 1807 la scultura fu acquistata da Napoleone e inviata in Francia; dal 1811 è esposta al Louvre.
Elencato nella "Nota delle Statue ed Ornati che sono venuti nella Accademia dopo che venne il Sig. Direttore e Pro.re Giuseppe Pisani", documento redatto dopo il 1817, il calco modenese figura già in un elenco di calchi necessari all'insegnamento accademico compilato da Giuseppe Maria Soli nel 1787, dove la statua viene definita "Saturno di Borghese". La relativa antichità del calco risulta anche dal confronto con un gesso di analogo soggetto già nell'Accademia di belle Arti di Pisa, documentato dal 1812, in cui si osservano identiche linee di assemblaggio delle sezioni che compongono la statua ( https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900508035). Queste, nell'esemplare dell'Accademia Atestina, sono unite per mezzo di elementi troncopiramidali e perni metallici con incastri a baionetta; la superficie è stata poi accuratamente levigata a imitazione del marmo. A differenza della scultura originale è presente un ponticello che unisce la coscia sinistra di Sileno al tronco, per garantire la stabilità dell'opera. Il calco fu collocato inizialmente nella Sala delle Adunanze, l'ambiente monumentale al secondo piano dell'edificio, dove si riunivano i docenti dell'Accademia per le solenni cerimonie di premiazione degli allievi più meritevoli. In seguito, come la maggior parte dei calchi dei capolavori antichi, anche questo fu trasferito nel grande Salone delle Statue al primo piano.

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