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Copia di GS000003
Copia di GS000003

Fauno con capretto

Copia di GS000003
Copia di GS000003
sede centrale: via dei Servi 21; sede storica: via Belle Arti 16 – Modena (MO)

bottega di Vincenzo Ciampi, Firenze

calco

gesso/ calco/ a tasselli
cm
136(a)
base quadrangolare in gesso: 10 x 53 x 53
base quadrangolare in legno: 13 x 59 x 59
sec. XVIII (1775 – 1787)

n. 767

la statua raffigura un satiro che porta sulle spalle un capretto, reggendone le zampe con la mano sinistra, mentre nella destra impugna un bastone ricurvo alla sommità, attributo di personaggi e divinità del mondo agreste; il satiro è nudo, avanza appoggiando il piede destro e sollevando quello sinistro; il volto, incorniciato da una folta capigliatura a riccioli, è rivolto verso il capretto; di lato è un puntello a forma di tronco d'albero a cui è appesa una siringa, antico strumento musicale composto da più canne di diversa lunghezza legate insieme

la statua originale fu scoperta a Roma nel 1675 e affidata allo scultore Ercole Ferrata che ne curò il restauro. Acquistata da Cristina di Svezia, in seguito passò in diverse collezioni e da ultimo fu collocata da Filippo V di Spagna nel Palazzo Reale di S. Ildefonso. La scultura è stata interpretata come una copia romana di un originale in bronzo di età ellenistica, probabilmente un'opera non ancora finita rimasta nella bottega di un antico scultore romano della prima metà del II sec. d.C. Della statua furono eseguite alcune copie di varie dimensioni e con varianti, sia in bronzo sia in marmo, fra la fine del '600 e il secolo successivo.
Attualmente sono documentati relativamente pochi calchi in gesso della statua: quello dell'Accademia Atestina si differenzia nettamente dalla statua originale nel tronco di appoggio. Un documento d'archivio ci informa che il fauno fu acquistato nel 1787 presso il formatore fiorentino Vincenzo Ciampi insieme a un piccolo gruppo di gessi che costituisce il nucleo più antico della gipsoteca modenese.
Il calco è tratto da un modello realizzato con forma a tasselli, composto da sette sezioni assemblate, le cui linee di giunzione sono state stuccate e risultano quasi invisibili; ugualmente sono state accuratamente levigate le caratteristiche bave dovute allo stampo, così da simulare la superficie del marmo.

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