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JacopoDi_Cione_Madonna_in_trono_fra_Santi_e_Angeli_Collezione_Rizzi_Vaccari
JacopoDi_Cione_Madonna_in_trono_fra_Santi_e_Angeli_Collezione_Rizzi_Vaccari

Madonna in trono fra Santi e Angeli

JacopoDi_Cione_Madonna_in_trono_fra_Santi_e_Angeli_Collezione_Rizzi_Vaccari
JacopoDi_Cione_Madonna_in_trono_fra_Santi_e_Angeli_Collezione_Rizzi_Vaccari
Piazza Cittadella, 29 – Piacenza (PC)

Di Cione Jacopo detto Jacopo Orcagna

notizie 1365/ 1400, ante

dipinto

tavola/ pittura a tempera
sec. XIV (1365 – 1400)

La Madonna, seduta con il Bambino sulle ginocchia, è attorniata da sei santi: San Giovanni Battista, Sant'Antonio abate, San Lorenzo, San Pietro, Santa Caterina e un santo vescovo di difficile identificazione. Il disegno rigoroso e aspro dei contorni rimanda alla tradizione dell'Orcagna.

La collezione Rizzi-Vaccari è un fondo privato entrato di recente a far parte delle raccolte dei Musei Civici di Palazzo Farnese, arricchendo la già prestigiosa collezione del museo. In particolare, questa raccolta ha incrementato il patrimonio della pinacoteca civica, con capolavori attribuiti a Jacopo del Casentino, Andrea Bonaiuti, Simone de’ Crocifissi, Giovanni da Milano e altri.
Infatti, nel 2006 Mariapia e Augusto Rizzi hanno deciso di donare alla collettività la preziosa raccolta che avevano ereditato, per onorare la memoria dei loro genitori. I collezionisti a cui si deve la ricchezza di tale patrimonio sono, infatti, i coniugi Paola Vaccari e Luigi Rizzi, che hanno raccolto nel corso della loro vita numerose opere d’arte antiche. In particolare, i due coniugi si sono dedicati al collezionismo fra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, concentrando la loro passione soprattutto su opere d’arte dal Trecento fino ad inizio Cinquecento.
Nello specifico, la collezione Rizzi-Vaccari conta diciassette dipinti e tre sculture lignee policrome appartenenti prevalentemente al periodo tardogotico toscano. I dipinti sono di pregevole qualità e molti di essi hanno piccole dimensioni, poiché si tratta di opere di carattere religioso realizzate per la devozione privata. Inoltre, la raccolta vanta anche due frontoni per cassoni nuziali datati alla metà del Quattrocento.

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