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ID272228_SCA9429
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Noè e la colomba

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IsArt- Liceo Artistico Arcangeli
Via Marchetti, 22 – Bologna (BO)

bottega Italia settentrionale

calco

gesso/ calco
cm
47(a) 50(la)
sec. XX (1900 – 1949)

Calco in gesso di una formella bronzea rettangolare lavorata ad altorilievo; il calco comprende anche la cornice della formella, che nell'originale è dotata di borchie.

Il calco in gesso è la copia di una formella bronzea, attualmente collocata nel battente a destra del Portale maggiore di San Zeno, in cui viene rappresentata ad altorilievo la scena di Noè sull'arca che riceve un ramoscello dal becco di una colomba. In primo piano sono descritte le onde del mare, oltre le quali si innalza l'arca su cui è posto Noè, in asse centrale, raffigurato di profilo mentre tende in alto la mano destra per raccogliere dal becco della colomba un ramoscello di ulivo. La colomba è raffigurata in volo, in alto a destra, con le ali unite mentre porge il ramoscello al patriarca. La raffigurazione dell'arca di Noè si basa sul racconto del diluvio universale che si trova in Gn. 6, 14-16: l'imbarcazione nel testo biblico è descritta come una struttura a forma di cassa (gr. ϰιβωτόϚ; lat. arca) con tetto a due spioventi, qui presentato come una struttura complessa con un corpo centrale timpanato su cui svettano due torrette. L'arca sembra oscillare sulle onde, inclinata leggermente verso destra.

I calchi in gesso di 28 formelle bronzee del portale maggiore di San Zeno sono state effettuati sul vero nella prima metà del Novecento e sono stati acquistati come materiale didattico per il Regio Istituto per le Belle Arti, poi Regia Scuola per le Industrie Artistiche di Bologna. Negli anni 2014-2016 la serie di calchi è stata sistemata a parete nel salone a piano terra della sede storica del Liceo Artistico Arcangeli (ISART), in via Cartoleria 9, inaugurata nel 2016 dopo i lavori di ristrutturazione come Centro Didattica delle Arti.
La sistemazione a parete dei calchi segue e cerca di riprodurre l'originaria collocazione delle formelle bronzee nei due battenti del portale.

Il portale maggiore della Basilica di San Zeno presenta due battenti costituiti da 48 formelle bronzee, 24 per ciascuna anta, affiancate da altre formelle di minori dimensioni. Realizzate da almeno tre diversi maestri fonditori con l’antichissima tecnica della fusione a cera persa, tra la fine del XII secolo e gli inizi del XIII, le formelle costituiscono delle vere e proprie icone culturali della città. Le formelle più grandi (56 x 52 cm) raffigurano immagini neo e vetero-testamentarie, fatta eccezione per 4 formelle raffiguranti scene della vita di San Zeno, mentre in quelle minori sono rappresentate figure di santi, figure storiche e allegorie delle virtù teologali. Questa Biblia Pauperum, ovvero una Bibbia ritratta nel bronzo dedicata al popolo analfabeta, ha suscitato l’interesse di molti ricercatori, sia a livello locale che internazionale, che ne hanno ripetutamente sottolineato l’unicità nel panorama delle porte bronzee medievali.
L'ipotesi della critica più recente sostiene che quando nel 1138 venne costruita la Basilica attuale ci si sia rivolti ad un secondo maestro, chiamato per ingrandire la porta per adattarla alla nuova fabbrica. Oltre alla costruzione del 1138 legata a Nicolò si inserirà più tardi un secondo cantiere duecentesco, quando il Brioloto aggiunge il grande rosone e tra XII e XIII secolo fu realizzata la grande cripta per accogliere il corpo di San Zeno.
Oggi si tende a ritenere che le formelle siano un lavoro di équipe, un gruppo di maestri coordinati da un capo bottega. Le formelle dell'XI secolo con scene del nuovo testamento sono attribuite ad un primo maestro, mentre un secondo maestro avrebbe realizzato le scene con le storie dell’antico testamento. Infine un terzo maestro, per alcuni studiosi si tratterebbe di un componente della bottega del secondo maestro, arriverà a lavorare autonomamente, dedicandosi agli episodi della vita di San Zeno.


Nella gipsoteca dell'IsArt sono numerosi i calchi tratti da bassorilievi e sculture medievali e rinascimentali, che vennero realizzati nella prima metà del XX secolo per le attività didattiche dell'ex Istituto Statale d'Arte di Bologna. I calchi delle opere dei grandi maestri della storia dell'arte italiana dei secoli XIII, XIV, XV e XVI erano considerati modelli fondamentali per la formazione artistica degli allievi negli Istituti d'Arte, poiché consentivano loro di esercitarsi nella copia dal vero per acquisire abilità nella composizione e nella figurazione plastica.

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