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Museo Lapidario, esterno
Museo Lapidario, esterno
Museo Lapidario, ex Chiesa di Santa Libera
Museo Lapidario, ex Chiesa di Santa Libera
Museo Lapidario, ex Chiesa di Santa Libera
Museo Lapidario, ex Chiesa di Santa Libera

Ferrara

Musei Ferrara – Museo Lapidario

Museo Lapidario, esterno
Museo Lapidario, esterno
Museo Lapidario, ex Chiesa di Santa Libera
Museo Lapidario, ex Chiesa di Santa Libera
Museo Lapidario, ex Chiesa di Santa Libera
Museo Lapidario, ex Chiesa di Santa Libera
Via Campo Sabbionario,1 – Ferrara (FE)
Tel. 0532 244949
Email: arteantica@comune.fe.it

Il museo fu istituito nel 1735 per volontà del marchese Ercole Bevilacqua, che donò alla città una stele romana di provenienza locale per festeggiare la sua rielezione a Giudice dei Savi. La collezione si ampliò significativamente tra il XVIII e i primi anni del XIX secolo, grazie alle donazioni di studiosi ed eruditi ferraresi, alle sistematiche campagne di distacchi dei marmi reimpiegati nelle chiese e nei monumenti cittadini e a nuove scoperte archeologiche, tra cui spiccano quelle dell'area del vicus di Voghenza. Nel corso dell'Ottocento alle epigrafi di età romana si aggiunsero iscrizioni medioevali e rinascimentali provenienti da diversi edifici religiosi e civili cittadini. L'eterogeneo complesso così formato fu successivamente diviso tra il Museo del Cattedrale, dove confluirono i reperti di età medievale provenienti dal Duomo, il Museo Lapidario di Casa Romei, in cui furono trasferite nel 1952 le opere medievali e rinascimentali, e la loggia e il cortile di Palazzo dei Diamanti, dove rimase la collezione romana. Quest’ultima fu infine trasferita nel 1984 all'interno della quattrocentesca chiesa di Santa Libera dove è ancora oggi esposta. La sequenza di steli, cippi e sarcofagi, in cui si riconoscono le influenze stilistiche venete e ravennate, costituisce la principale documentazione del popolamento romano del territorio del Delta del Po. Tra i materiali lapidei, si segnala in particolare la stele del medico Pupius (I sec. d.C.), liberto addetto al culto dell’imperatore, e il grande sarcofago degli Aurelii (III sec. d.C.) rinvenuto nel 1713 nell’area archeologica di Voghenza.

Pubblicazioni e cataloghi Gulinelli M.T., Il civico lapidario di Ferrara, guida, Musei Civici d'Arte Antica, Ferrara, 2015

Pubblicazioni e cataloghi Visser Travagli A. M., Per la storia del Lapidario di Ferrara: aspetti e problemi museologici di una raccolta civica, in Donati A. (a cura di), Il Museo Epigrafico, Faenza, 1984, pp. 355-373.

Pubblicazioni e cataloghi Visser Travagli A. M., Il Lapidario del Museo Civico di Ferrara, Firenze, 1983.

Storia dell’edificio La chiesa di Santa Libera, attuale sede del Lapidario, fu fatta erigere di fronte a Palazzo Schifanoia da Antonio Angelici nel XV secolo per i frati agostiniani dell’attiguo convento di Sant’Andrea. Utilizzata fino al 1596 come oratorio, fu poi venduta all’Arte dei muratori che provvide a restaurarla e abbellirla. Dopo l’invasione francese del 1796 la chiesa fu adibita ad usi impropri, divenendo magazzino, stalla, laboratorio e infine officina metallurgica fino al 1979, quando l’amministrazione comunale ne ha disposto il recupero e il restauro per destinarla a Museo Lapidario.

Dove si trova

Via Campo Sabbionario,1
Ferrara (FE)
PatER