
Bologna
A partire dal mese di novembre 2012 il MUSEO MORANDI è ospitato nella sede del MAMbo a seguito agli eventi sismici che hanno colpito la regione Emilia-Romagna.
Interamente dedicato al pittore bolognese Giorgio Morandi (1890-1964), il museo – ufficialmente inaugurato nell'ottobre 1993 – è ospitato al secondo piano di Palazzo d'Accursio, accanto alle Collezioni Comunali d'Arte, in ambienti appositamente ristrutturati e adattati. Nato sulla scorta della sezione Archivio e Centro Studi Morandi, aperta nel 1982 in appositi spazi della Galleria d’Arte Moderna, il museo è stato creato a Palazzo d’Accursio per vincolo testamentario espresso da Maria Teresa Morandi in occasione della donazione delle opere del fratello artista alla città; ed integrate dalla sezione della Galleria. L'esposizione comprende inoltre le ventidue opere della collezione di Francesco Paolo Ingrao, acquistate dal Comune nel 1985, e numerosi legati testamentari, tra i quali figurano la collezione appartenuta a Cesare Gnudi, e alcuni depositi, come la piccola Natura Morta a suo tempo donata dall'artista al critico ed amico Francesco Arcangeli. L'itinerario si completa con la visita alla casa di via Fondazza 36, dove il maestro visse e lavorò tra il 1910 e il 1964, che si presenta come una sorta di "stanza della memoria" comprendente oggetti personali dell'artista e della famiglia. Il percorso prevede la visita allo studio di Morandi ricostruito con gli oggetti originali quali il famoso cavalletto, la tavolozza, i pennelli e gli oggetti ritratti tante volte nei dipinti. La stanza in cui riceveva gli ospiti conserva invece la piccola ma interessante collezione d'arte antica già di proprietà del maestro. A corollario del percorso sono stati predisposti spazi di documentazione, con foto, video e documenti, una sala polivalente e la biblioteca.
Il museo è stato diretto sino al 2001 da Marilena Pasquali e, in seguito, dal 2005 da Claudio Poppi che ne ha ridisegnato il suo ordinamento con corretta filologia storico-artistica.
La collezione monografica si compone di duecentocinquanta opere, di cui sessantuno dipinti ad olio eseguiti tra il 1910 e il 1964, diciotto acquerelli, ottantotto disegni, settantanove acqueforti, due sculture e due lastre matrici esposte in un percorso filologico e dinamico, che ha mirato a ricordare l’atmosfera dello studio dell’artista con la sua collezione di maestri d’arte antica. Giorgio Morandi ha sviluppato la sua straordinaria poetica artistica con grande originalità, pur sfiorando, all’interno della sua ricerca centrata sui temi della natura morta con bottiglie, dei fiori e del paesaggio, tutte le evoluzioni dell’arte, dalla metafisica all’informale, e traendo ispirazione dalla pittura medievale e moderna più geometrica e silente, da Giotto a Masaccio e Paolo Uccello, da Chardin a Cézanne.
L’attività del Museo Morandi è mirata a valorizzare il proprio patrimonio e relazionare la figura del pittore e il suo operato con esperienze similari o parallele alla sua, in ambito nazionale ed internazionale e con particolare riferimento al collezionismo: si ricordano le mostre Zoran Music. Gli acquerelli Veneziani, Mostra dei ventisette dipinti di Giorgio Morandi già appartenuta alla Collezione José Luis e Beatriz Plaza, Jean Michel Folon. Acquerelli e sculture, Paul Klee. Figure e metamorfosi, Alberto Giacometti: disegni, sculture e grafica, Max Klinger. Incisioni da una collezione privata bolognese, Julius Bissier. Opere dal 1925 al 1965, I Morandi della Collezione Giovanardi, Luciano de Vita. Le prime acqueforti. 1950-1956 e Domenico Rambelli. Disegni, Josef Albers.Omaggio al Quadrato-una retrospettiva, Mario Pozzati con Disegni e Concetto Pozzati.
L’alto profilo artistico di Morandi è stato promosso all’estero in varie esposizioni tra cui Giorgio Morandi. Dipinti ed opere su carta dal 1914 al 1963, a Lisbona, Morandi esposizione antologica, a Madrid, Giorgio Morandi. Fiori e Paesaggi, a Tokio e Giorgio Morandi.Acquerelli, a Vienna e Winterthur, ed a Bologna, e fra le più recenti Rembrandt e Morandi: mutevoli danze di segni incisi, Efrem Tavoni e Giorgio Morandi. Omaggio a un’amicizia e Letteratura incisa. Inoltre, per sottolineare la figura del pittore bolognese è stato anche indetto il Premio di incisione Giorgio Morandi.
Gli spazi del Museo hanno anche ospitato mostre di artisti del Novecento e del presente il cui lavoro instaura un profondo dialogo con le opere di Morandi, si ricordino per esempio "Bernd & Hilla Becher" (2009), "Alla dolce patria: il ritorno in Italia di Filippo de Pisis" (2009), "Wayne Thiebaud" (2011) e "Alexandre Hollan. Silences en couleurs" (2011).
Pubblicazioni e cataloghi
Museo Morandi. Catalogo Generale, 3. ed. riv. e ampliata, Cinisello Balsamo, Silvana, 2004.
Pubblicazioni e cataloghi Museo Morandi, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 14.
Pubblicazioni e cataloghi Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo – 2. ed. aggiornata, Bologna, Clueb, 2008.
Pubblicazioni e cataloghi Museo Morandi, in Franzoni G., Baldi F. (a cura di), Bologna: una provincia, cento musei: l'archeologia, le arti, la storia, le scienze, l'identità: guida, Bologna, Provincia Settore cultura, Pendragon, 2005, p. 35.
Pubblicazioni e cataloghi Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo, Bologna, Compositori, 2004, pp. 100-101.
Pubblicazioni e cataloghi Piraccini O., Museo Morandi, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 88, n. 9.
Pubblicazioni e cataloghi Pasquali M. ( a cura di), Morandi. Catalogo delle opere, Milano, Charta, 1993
Pubblicazioni e cataloghi Ghirri L., Atelier Morandi, Bari, Palomar, 1992.
Pubblicazioni e cataloghi Pasquali M. (a cura di), Giorgio Morandi. Antologica per la ricorrenza del centenario della nascita del pittore, Milano, Electa, 1989
Pubblicazioni e cataloghi Arcangeli F. (a cura di), Giorgio Morandi, Torino, Einaudi, 1981
Pubblicazioni e cataloghi Vitali L. (a cura di), Giorgio Morandi, Bologna, Grafis, 1975
Storia dell’edificio Il nucleo più antico, sull'estrema sinistra, è costituito dal cosiddetto Palazzo della Biada o d'Accursio, celebre commentatore del diritto romano, la cui dimora fu acquisita dal Comune nel 1293 ed utilizzata inizialmente come granaio. Nel 1336 divenne residenza degli Anziani, la massima magistratura di Governo del Comune, da allora è la sede del governo della città. Rinnovato e ampliato nella prima metà del Quattrocento con l'intervento dell'architetto Fioravante Fioravanti, fu poi arricchito di un orologio nella torre d'Accursio e, secondo esempi diffusi nel centro Europa, di un carosello con automi in legno (Madonna con Bambino e corteo dei Magi) rimossi nel 1796. La sempre più forte presenza del potere papale nella città, già evocata dalla statua in lamina di rame di Bonifacio VIII (1301) collocata sulla facciata, sopra la ringhiera degli Anziani, promosse consistenti revisioni architettoniche soprattutto a partire dal 1506, con l'arrivo di Papa Giulio II, all'epoca della caduta della signoria dei Bentivoglio. Si fa risalire a quest'epoca il progetto delle due rampe della grande cordonata che conduce al secondo piano (terminata alla fine del Cinquecento), attribuito al Bramante. La facciata, dove è tuttora collocata la Madonna con Bambino di Niccolò dell'Arca (1478) già dorata e policroma, e dove restò per pochi anni un'immagine di Giulio II (distrutta nel 1511 all'epoca di un tentativo di rientro dei Bentivoglio nella città), fu arricchita a metà Cinquecento col bel portale di Galeazzo Alessi, sopra il quale nel 1580 fu posta la grande statua in bronzo di papa Gregorio XIII (pontefice della bolognese famiglia Boncompagni), dovuta allo scultore Alessandro Menganti. Gli ambienti monumentali all'interno conservano memoria di momenti storici e vicende politiche della città. Al primo piano vi è una seconda galleria, adibita oggi a Sala del Consiglio Comunale, la cui volta fu affrescata fra il 1675 e il 1677 da Angelo Michele Colonna e Gioacchino Pizzoli per il Senato Bolognese, con quadrature architettoniche e allegorie che alludono alla ricchezza, alla fama, alle arti e alla cultura della città. Al secondo piano affaccia sulla grande Sala Farnese la Cappella del Legato, in cui nel 1530 si tenne una solenne cerimonia per l'incoronazione dell'imperatore Carlo V. Nella cappella sono ancora visibili affreschi con Storie della vita della Vergine, eseguiti da Prospero Fontana (1562) durante la legazione di Carlo Borromeo sotto il pontificato di Pio IV, che rappresentano uno dei testi più importanti della pittura bolognese fra Maniera e Controriforma. La decorazione della Sala Farnese, eseguita intorno al 1660 da un gruppo di artisti di una generazione successiva a quella di Francesco Albani, loro maestro (fra cui Carlo Cignani e Lorenzo Pasinelli), ripercorre i momenti salienti della presenza della Chiesa e del potere pontificio nella città, attraverso la rappresentazione di episodi che vanno dal Medio Evo al Seicento. Dalla sala si accede alle Collezioni Comunali d'Arte, fondate nel 1936 e al Museo Morandi, inaugurato nel 1993.
Dati specifici Classe: Arte
Dati specifici Sottoclasse: Arte contemporanea storica (1900-1950)
Dati specifici Sottoclasse: Arte figurativa