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Palazzo dei Pio, facciata rinascimentale
Palazzo dei Pio, facciata rinascimentale
Esterno del Castello dei Pio. Ampliato e rafforzato agli inizi del XIV secolo, attorno al 1320 viene costruita la Torre del Passerino.Trasformato e ampliato nei secoli successivi:il Torrione degli Spagnoli intorno al 1440-1450,la cosiddetta Rocca Vecchia è degli anni fra il 1460 e il 1470,la facciata e il Cortile d'onore cinquecenteschi,la Torre dell'Orologio a partire dal 1551,il Teatro a partire dal 1642 su progetto di Gaspare Vigarani.
Esterno del Castello dei Pio. Ampliato e rafforzato agli inizi del XIV secolo, attorno al 1320 viene costruita la Torre del Passerino.Trasformato e ampliato nei secoli successivi:il Torrione degli Spagnoli intorno al 1440-1450,la cosiddetta Rocca Vecchia è degli anni fra il 1460 e il 1470,la facciata e il Cortile d'onore cinquecenteschi,la Torre dell'Orologio a partire dal 1551,il Teatro a partire dal 1642 su progetto di Gaspare Vigarani.
Adeodato Malatesta,Ritratto di Ciro Menotti
Adeodato Malatesta,Ritratto di Ciro Menotti
Mattia Preti,La vendetta di Progne
Mattia Preti,La vendetta di Progne
Giovanni Andrea Donducci detto il Mastelletta,San Cristoforo
Giovanni Andrea Donducci detto il Mastelletta,San Cristoforo
Andrea Becchi,Le tre età dell'uomo
Andrea Becchi,Le tre età dell'uomo
Giovanni del Sega,Fregio,affresco,XVI secolo
Giovanni del Sega,Fregio,affresco,XVI secolo
Bernardino Loschi,Natività,affresco,secolo XVI
Bernardino Loschi,Natività,affresco,secolo XVI
Jacopo Palma il Giovane,Allegoria
Jacopo Palma il Giovane,Allegoria
Lelio Rossi,Monumento a Manfredo Fanti
Lelio Rossi,Monumento a Manfredo Fanti
Andrea Becchi,Alla fonte
Andrea Becchi,Alla fonte
Jusepe de Ribera,Il Filosofo
Jusepe de Ribera,Il Filosofo
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Antonin Mercié, David Vaincuer, 1872-99
Antonin Mercié, David Vaincuer, 1872-99
E. Ximenes, Busto di Giuseppe Garibaldi, 1890 ca.
E. Ximenes, Busto di Giuseppe Garibaldi, 1890 ca.
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Carpi

Musei Palazzo dei Pio

Palazzo dei Pio, facciata rinascimentale
Palazzo dei Pio, facciata rinascimentale
Esterno del Castello dei Pio. Ampliato e rafforzato agli inizi del XIV secolo, attorno al 1320 viene costruita la Torre del Passerino.Trasformato e ampliato nei secoli successivi:il Torrione degli Spagnoli intorno al 1440-1450,la cosiddetta Rocca Vecchia è degli anni fra il 1460 e il 1470,la facciata e il Cortile d'onore cinquecenteschi,la Torre dell'Orologio a partire dal 1551,il Teatro a partire dal 1642 su progetto di Gaspare Vigarani.
Esterno del Castello dei Pio. Ampliato e rafforzato agli inizi del XIV secolo, attorno al 1320 viene costruita la Torre del Passerino.Trasformato e ampliato nei secoli successivi:il Torrione degli Spagnoli intorno al 1440-1450,la cosiddetta Rocca Vecchia è degli anni fra il 1460 e il 1470,la facciata e il Cortile d'onore cinquecenteschi,la Torre dell'Orologio a partire dal 1551,il Teatro a partire dal 1642 su progetto di Gaspare Vigarani.
Adeodato Malatesta,Ritratto di Ciro Menotti
Adeodato Malatesta,Ritratto di Ciro Menotti
Mattia Preti,La vendetta di Progne
Mattia Preti,La vendetta di Progne
Giovanni Andrea Donducci detto il Mastelletta,San Cristoforo
Giovanni Andrea Donducci detto il Mastelletta,San Cristoforo
Andrea Becchi,Le tre età dell'uomo
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Giovanni del Sega,Fregio,affresco,XVI secolo
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Bernardino Loschi,Natività,affresco,secolo XVI
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Jacopo Palma il Giovane,Allegoria
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Lelio Rossi,Monumento a Manfredo Fanti
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Andrea Becchi,Alla fonte
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Jusepe de Ribera,Il Filosofo
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Antonin Mercié, David Vaincuer, 1872-99
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E. Ximenes, Busto di Giuseppe Garibaldi, 1890 ca.
E. Ximenes, Busto di Giuseppe Garibaldi, 1890 ca.
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Piazza dei Martiri, 68 – Carpi (MO)
Tel. 059 649 955
Email: musei@comune.carpi.mo.it

Il Palazzo dei Pio propone tre percorsi espositivi integrati – il Museo della Città, il Museo del Palazzo e il Museo del Deportato – che offrono un quadro esauriente delle vicende cittadine e dell’ingente patrimonio storico-artistico sedimentatosi localmente nel corso secoli.
Il Museo della Città espone le testimonianze della storia sociale, culturale, artistica e artigianale della città di Carpi dall'antichità ai giorni nostri. Si tratta del riallestimento del precedente Museo civico che ha previsto il riordino delle collezioni in chiave cronologica. Le raccolte comprendono materiali eterogenei che vanno dalle produzioni ceramiche, alle scagliole e ai cimeli risorgimentali, passando per volumi a stampa e documenti, ma anche per frammenti architettonici e decorativi della città. Da macchinari, attrezzi e documentazione multimediale inerente le attività agricole si perviene quindi alla produzione del truciolo fino alla più recente attività imprenditoriale dell'abbigliamento tessile.
Il Museo del Palazzo si suddivide in tre nuclei espositivi: l'appartamento nobile, la xilografia, la pinacoteca. Il primo si caratterizza per un insieme eterogeneo di materiali di epoca rinascimentale: dipinti, affreschi strappati, ceramiche, terrecotte e tavolette da soffitto. Il secondo presenta al pubblico il patrimonio xilografico, uno dei principali nuclei della collezione museale; la sezione conserva infatti i sette fogli di Ugo da Carpi, xilografie ottenute mediante una particolare tecnica artistica, matrici lignee e opere di artisti contemporaeni. Il terzo nucleo è costituito dalla pinacoteca, che riunisce opere pittoriche e disegni dal XV al XX secolo.
Nel dicembre 2007 è stata inaugurata, in seguito a restauri, l’ala del Palazzo con l’annessa Loggia. Inoltre, in collaborazione con il Festival di Filosofia 2007, si è svolta la mostra "Rabanus Maurus" sulle opere grafiche di Mimmo Paladino, pittore, scultore, fotografo e scenografo, e la personale di Alberto Manzi con "Non è mai troppo tardi: storia di un maestro". Sono state ospitate recentemente "Genti" (2007) esposizione personale di ritratti dell'artista Enrica Melotti, "Luna d'Agosto" (2008) con scatti fotografici di Francesco Cocco e Paolo Santini, "Il canto del corpo elettrico" (2009) mostra d'arte contemporanea e digitale nata all'interno della prima edizione di Direct Digital e nel 2010 la retrospettiva "Olivo Barbieri, Opere scelte 1978 – 2010".

Il Museo della Città, costituito nel 1895 come Museo civico, venne inaugurato nel 1914 nelle sale del Castello di Carpi, infeudato nel 1331 ai Pio di Savoia che qui animarono una delle corti più prestigiose dell'umanesimo padano. Dell'antico splendore testimoniano, oltre al cortile di gusto bramantesco, documentato nel 1509, alcuni ambienti del castello: la Torre di Passerino Bonacolsi, con decorazioni tardogotiche degli inizi del XV secolo, la sala dei cervi, la stanza dei re, con frammenti delle antiche ornamentazioni, il Salone dei Mori, affrescato dal forlivese Giovanni del Sega nel 1506, le Sale dei Trionfi, ispirate al celebre ciclo pittorico di Schifanoia, e l'elegante cappella rinascimentale, dipinta agli inizi del Cinquecento da Bernardino Loschi, autore delle decorazioni della sala ornata. Nel percorso espositivo si conserva una parte dell'ornamentazione trecentesca della Rocca Nuova. Sono stati esposti nella sala del forno alcuni affreschi commissionati da Alberto III Pio a Giovanni del Sega per la facciata del palazzo su Borgogioioso, l'attuale piazza dei Martiri.

Il patrimonio del museo, incrementato nel 1913 dal lascito Foresti, raccoglie opere dal XV al XVIII secolo riferibili in prevalenza all' ambito locale ed emiliano: Loschi, Del Sega, Mastelletta, Calvaert, Scarsellino, Stringa, Massari, Caula, Frà Stefano da Carpi, con la sola eccezione dei dipinti dei veneti Vincenzo Catena e Palma il Giovane, del calabrese Mattia Preti e dello spagnolo Jusepe de Ribera, cui si attribuisce il Filosofo. L'Ottocento è rappresentato da una cospicua rassegna di tele di Adeodato Malatesta, Giovanni Muzzioli, Luigi Asioli, Albano Lugli, Fermo Forti, Lelio Rossi, Andrea Becchi, Carlo Grossi, Vittorio Guandalini che documentano poi la vivace produzione pittorica locale del XIX secolo, mentre per il Novecento si segnalano opere di Casanova, Salvarani, Baschieri, Bisi, Voltolini, Mazelli, Beltrami, Casarini e Guttuso.

Completano il patrimonio del museo altre raccolte: di sculture, in prevalenza in terracotta e di ambito locale, di ceramiche a graffito, dal Cinque al Settecento, di vetri e di ventagli. Nella loggia sud sono esposte piccole collezioni di medaglie e di monete di interesse locale, ferri battuti, armi, bronzi, arredi sacri e oreficerie. Arredano le stanze del castello mobili e cornici dal XVI al XVIII secolo ma soprattutto pregevoli paliotti in scagliola, peculiarità dell'artigianato artistico carpigiano.

Il nucleo di cimeli risorgimentali include documenti e memorie relative ad alcune figure locali di primo piano legate a questo periodo storico e all’unificazione del Paese. Di particolare interesse il ritratto di Ciro Menotti di Adeodato Malatesta, i documenti e le onorificenze del generale Manfredo Fanti, ritratto nel celebre bozzetto di Paolo Troubetzkoy, nonché il Ritratto di Garibaldi di E. Ximenes.

Nella sezione archeologica sono raccolti reperti locali che documentano gli antichi insediamenti delle terramare dell'età del Bronzo fino all'epoca post classica. Da segnalare gli interessanti materiali relativi all'età del bronzo provenienti dalla terramara in località Savana presso Cibeno. Organizzata nella loggia di Ponente del castello dei Pio, la sezione etnografica ospita una ricca documentazione relativa all'industria carpigiana del truciolo, rappresentata da una cospicua serie di antichi strumenti di lavorazione che illustrano l'altissima qualità tecnica raggiunta in quel settore nel corso del XIX secolo.

Pubblicazioni e cataloghi A. Garuti, Carpi. Museo civico "Giulio Ferrari". I dipinti, Bologna 1990.

Pubblicazioni e cataloghi Svalduz E., Non finte, ma “verissime” le prospettive della sala grande nel palazzo dei Pio a Carpi, in Some degree of appiness: studi di storia dell'architettura in onore di Howard Burns, Pisa, Edizioni della Normale, 2010, pp. 133-154, 693-696

Pubblicazioni e cataloghi Musei di Palazzo Pio, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-2012, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 55.

Pubblicazioni e cataloghi Giordano L., Alberto e i suoi maestri…, in Rossi M., L'immagine del principe: i ritratti di Alberto III nel Palazzo dei Pio a Carpi, Carpi, Assessorato alle Politiche Culturali, 2008, pp. 59-87

Pubblicazioni e cataloghi Dieghi C., Previdi T., Rossi M., L’apparato decorativo di Palazzo dei Pio, in Rossi M., Svalduz E. (a cura di), Il palazzo dei Pio a Carpi. Sette secoli di architettura e arte, Venezia, Marsilio, 2008, pp. 151-203

Pubblicazioni e cataloghi Rossi M., Il palazzo dei Pio a Carpi: sette secoli di architettura e arte, Venezia, Marsilio, 2008.

Pubblicazioni e cataloghi Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo – 2. ed. aggiornata, Bologna, Clueb, 2008.

Pubblicazioni e cataloghi I Musei di Palazzo Pio, in Cantieri culturali: allestimenti, didattica, catalogazione e restauro nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Istituto Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, 2006, p. 13.

Pubblicazioni e cataloghi Rossi M., Guida alla visita degli appartamenti nobili del Palazzo dei Pio di Carpi, Carpi, I musei, 2006.

Pubblicazioni e cataloghi Rossi M., I Musei di Palazzo dei Pio a Carpi, "Taccuini d'arte", 1-2006, pp. 55-63.

Pubblicazioni e cataloghi Musei di Palazzo dei Pio, in i luoghi delle idee. Musei e Raccolte della provincia di Modena, Modena, Provincia, 2005, pp. 58-59.

Pubblicazioni e cataloghi Rossi M., Previdi T., Alle origini del museo, 1914-2004: la donazione Foresti nelle collezioni di Carpi, Carpi, Nuovagrafica, 2004.

Pubblicazioni e cataloghi Rossi Kahn M., Il palazzo del principe a Carpi recenti scoperte nel palazzo dei Pio aprono nuove ipotesi sulla residenza rinascimentale di Alberto III, “Artes”, 2003, 9.2001 (2003), pp. 145-148

Pubblicazioni e cataloghi Landi E., Museo Civico “Giulio Ferrari”, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, pp. 60-61, n. 3.

Pubblicazioni e cataloghi Semper H., Schulze F.O., Barth W., Carpi una sede principesca del Rinascimento (traduzione), a cura di l. Giordano, Pisa 1999.

Pubblicazioni e cataloghi Rossi M. (a cura di), Il Palazzo dei Pio a Carpi, Milano 1999.

Pubblicazioni e cataloghi Garuti A., Carpi Museo Civico “Giulio Ferrari” I dipinti, Bologna, Calderini, 1990, pp. 8-14

Pubblicazioni e cataloghi Garuti A., Museo Civico: Itinerario, Carpi 1985.

Pubblicazioni e cataloghi Foresti P., La Cappella Pio nel Castello Comunale di Carpi, “Bollettino d’Arte del Ministero della Pubblica Istruzione”, 6.1912, pp. 303-322

Storia dell’edificio Il complesso del Palazzo dei Pio, comunemente chiamato Castello, si compone di una struttura stratificata con edifici databili fra l'epoca medievale e il XVII secolo. Delle origini, che risalgono al X/XI secolo, non rimangono tracce mentre l'aspetto attuale è determinato dalle modifiche e dai cambiamenti apportati dalla famiglia dei Pio, signori di Carpi dalla metà del XIV secolo. La successiva trasformazione in vera e propria dimora principesca si attua agli inizi del Cinquecento per opera di Alberto III, che adatta l'edificio ai modelli rinascimentali. Con la fine della signoria dei Pio la città di Carpi passa sotto gli Estensi ed il palazzo, abbandonato, perde progressivamente la sua funzione originaria in quanto adibito ad altri usi, carcere, magazzino, ufficio giudiziario e teatro. Solo dopo l'Unità d'Italia il palazzo, acquistato dal Municipio, è stato sottoposto ad una fase di recuperi che si sono protratti per tutto il secolo scorso.

La Cappella Pio
“…addizione alla fabbrica che era stata realizzata intorno agli anni settanta del Quattrocento” (Giordano) per commissione di Alberto III Pio, la cappella, situata al piano nobile, in corrispondenza dell’angolo sud-est della Rocca, è composta da un vano longitudinale, caratterizzato da una navata con volte a crociera e presbiterio quadrato con copertura a cupola semisferica su pennacchi. Un’arcata con pilastri e capitelli corinzi, divide la navata dalla zona presbiteriale. Le pareti e le coperture della cappella sono rivestite di affreschi, per i quali la critica recente ha proposto una datazione intorno al 1504. Attribuite tradizionalmente a Bernardino Loschi, in base a considerazioni stilistiche le pitture vennero riferite da Luisa Giordano (2008) a una mano diversa, che, limitatamente alle scene con l’Annunciazione e la Presentazione al Tempio, potrebbe essere ricondotta a Jacopo Loschi, padre dell’artista.
Sulla parete ovest sono raffigurati i seguenti episodi: Adorazione, Presentazione di Gesù al Tempio, Disputa di Gesù con i Dottori, Cristo risorto appare alla Vergine. La parete est della navatella è invece decorata, da sud a nord, con Scene della Pentecoste e l’Assunzione della Vergine. In uno spazio architettonico sormontato da monogramma è inserita l’immagine di Cristo in pietà. Sulla parete ovest del presbiterio dedicato alla Vita della Vergine, nel riquadro con la Cacciata di Gioacchino dal tempio, si trova il primo ritratto ufficiale di Alberto III Pio. Avvolto in un mantello foderato di pelliccia, signore di Carpi è affiancato da dal fratello Lionello II, dal padre Lionello, unico personaggio di profilo, seminascosto da una colonna, dal precettore Aldo Manuzio, e probabilmente dall’umanista Pietro Pomponazzi. Le scene che seguono, in senso antiorario, raffigurano Nascita della Vergine, Presentazione di Maria al tempio, Nozze della Vergine, Visitazione.
Nel presbiterio, un’iscrizione a lettere capitali dorate su fondo blu corre lungo la cornice in terracotta policroma e invetriata, indicando la dedicazione della cappella e la committenza: “HOC SACRU(M) DEO BEATAEQ(VE) VIRGINIS MARI(A)E VITAE MISTERIIS CONSECRAVIT. D. ALB(ER)TUS P.P.”. Sui pennacchi del tiburio soprastante sono raffigurati i dottori della Chiesa: San Gerolamo, Sant’Ambrogio, Sant’Agostino e San Gregorio Magno. Ugualmente affrescate le lunette corrispondenti. Sulla parete sud la scena con l’Incoronazione della Vergine è sormontata dal cartiglio con la scritta a lettere capitali “GAVDETE OMNES ET EXULTATE/QUIA HAEC EST REGINA NOSTRA/QUAM CORONAVIT ALTISSIMVS”. “Le altre tre lunette che sostengono la cupola propongono simmetricamente lo stesso motivo con una finta struttura architettonica composta da tre arcate centinate con al centro il busto di un profeta che tiene tra le mani una targa e ai lati due nicchie, con valva conchigliata, all’interno delle quali sono rappresentate le sibille, con la lapide della loro profezia” (Dieghi, Previdi, Rossi). Nella lunetta a ovest, l’iscrizione “EIVS REGNUM SEMPITERNUM/EST ET OMNES REGES SERVIENT/PROPHETA DANIEL” si accompagna a San Daniele e alle sibille Samia ed Ellespontica, mentre, al centro della lunetta nord, accanto al profeta Ageus con le sibille Eritrea e Persia è la scritta “EGO MOVEBO COELVM ET TER/RAM ET VENIET DESIDERATVS/COTIS GENTIBVS/PROFETA AGEVS”. Nella lunetta est si legge invece “EXULTA SATIS FILIA SION ECCE/ REX TVVS VENIET IVSTVS ET/ SALVATOR/PROFETA ZACCARIAS” a commento delle figure delle sibille Tiburtina e Cumana con il profeta Zaccaria, la cui immagine venne ridipinta da Achille Casanova nel corso dei restauri degli anni ’20 del Novecento. L’iscrizione “QUO QUAM GLORIOSVM EST REGNVM IN QUO CVM CHRISTO GAVDET OMNES SANCTI AMICTI STOLIS ALBIS SEQVVNTVR AGNVM QVOCVMQVE IERIT” integra il programma iconografico della cupola, decorata da trentasei tondi su tre ordini decrescenti, intervallati da cherubini convergenti al centro al monogramma di Cristo in un sole radiante, e dai busti dei santi fondatori di ordini religiosi, dei martiri e delle vergini.

Gli affreschi della Cappella Pio sono stati oggetto di intervento conservativo da parte dell'Istituto per i Beni Culturali secondo quanto stabilito dalla L.R. n. 18/2000.

Dati specifici Classe: Misto

Dati specifici Sottoclasse: Archeologia classica

Dati specifici Sottoclasse: Archeologia preistorica/paletnologia

Dati specifici Sottoclasse: Archeologia postclassica

Dati specifici Sottoclasse: Arte medievale (XI-XV secolo)

Dati specifici Sottoclasse: Arte moderna (XVI-XIX secolo)

Dati specifici Sottoclasse: Arte contemporanea storica (1900-1950)

Dati specifici Sottoclasse: Scultura

Dati specifici Sottoclasse: Arti applicate

Dati specifici Sottoclasse: Risorgimento

Dati specifici Sottoclasse: Editoria e Tipografia

Dati specifici Sottoclasse: Arte contemporanea attuale (1950 ad oggi)

Dove si trova

Piazza dei Martiri, 68
Carpi (MO)
PatER