
albero singolo
Famiglia: Pinaceae
Provvedimento di tutela
Albero monumentale d’Italia D.M. n. 5450 del 19-12-2017
D.P.G.R. 139/21
Sono tre i grandi esemplari di cedro del Libano simbolo del Parco; ma tante altre specie sono
rappresentate numerose con esemplari di notevole pregio.
All’ingresso da corso Porta Mare oltre la cancellata si incontrano subito due cedri giganteschi.
Quello riconosciuto monumento nazionale si trova sulla destra, è stimato più che bicentenario;
ha un fusto policormico fin da terra e un fascio di rami possenti che si dirigono paralleli verso
l’alto a formare una chioma a forma di ventaglio del diametro di oltre 35 metri. Nel 2018 ha
ceduto una grossa branca che si sviluppava in orizzontale adagiata al suolo.
Il cedro compagno posto a sinistra dell’ingresso, anch’esso grandissimo, è fortemente inclinato e incombe sulla strada; viene sostenuto da robusti tiranti e da una complessa impalcatura; grazie all’accorato intervento di un cittadino paladino degli alberi durante l’ultima guerra è fortunatamente sopravvissuto ad un abbattimento già programmato da un comando tedesco per farne legna da ardere.
Le testimonianze verbali tramandate riportano che in un cortile adiacente esisteva un altro maestoso cedro del Libano; li superava tutti con i suoi oltre 8 metri di circonferenza del tronco; nel 1981 l’albero si inclinò pericolosamente appoggiandosi al palazzo attiguo e si dovette abbatterlo.
Il pregio storico di questo cedro va attribuito alla sua collocazione all’interno del Parco Massari, il più grande e popolare parco pubblico di Ferrara che si estende per quattro ettari.
Il cedro vegeta di fronte all’ingresso dell’orto botanico di Ferrara e nelle immediate vicinanze del Palazzo dei Diamanti.
Al momento della sua fondazione nel 1780 il Parco Massari era il giardino privato del marchese Camillo Bevilacqua, realizzato su progetto di Luigi Bertelli, pittore, incisore e architetto ferrarese.
Fu depredato nel 1796 dalle truppe napoleoniche; i nuovi proprietari, i conti Massari, tra il 1871 e il 1879 lo trasformarono in giardino paesaggistico, con percorsi sinuosi e nuovi impianti arborei, secondo uno schema molto simile all’attuale.
È poi passato in proprietà al Comune nel 1936.
La maestosità e la robustezza del cedro è evocata nel Cantico dei Cantici. La bellezza dello sposo è paragonata al Libano e ai suoi cedri: “Le sue gambe, colonne di alabastro, posate su basi di oro puro. Il suo aspetto è quello del Libano, magnifico come i cedri” (5,15)
Parco Massari – Corso Porta Mare
Ferrara (FE)