
Ravenna
Al secolo Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva, conosceva Giuseppe a Laguna, in Brasile, durante la rivolta detta "degli straccioni" nel 1839, e univa a lui il suo destino seguendolo in tutte le rivolte e battaglie dall'America latina all'Italia. Abile cavallerizza e combattente, è diventata un’icona del Risorgimento insieme a Giuseppe Garibaldi a cui dava quattro figli: Menotti, Rosita, Teresita e Ricciotti. Nella sua vita breve, morì a soli 28 anni, la determinazione e il coraggio con cui l’ha attraversata la rendono tutt’ora unica.
La fattoria Guiccioli rappresenta l'ultimo rifugio dove giungeva una morente Anita Garibaldi il 4 agosto 1849. All’interno della cascina è ancora conservata una copia del letto di morte di Anita (l’originale è stato bruciato durante l’occupazione nazi-fascista) e due quadri a lei dedicati, di cui uno realizzato da Giulio Ruffini. L’edificio ospita una moderna esposizione di cimeli e ricordi legati alla trafila garibaldina in terra di Romagna, tra cui il Cippo di Anita, in memoria dell’eroina.
Anita Garibaldi, al secolo Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva, dopo aver conosciuto Garibaldi a Laguna, in Brasile, durante la rivolta detta "degli straccioni" nel 1839, univa a lui il suo destino seguendolo in tutte le rivolte dall'America latina all'Italia.
Alla caduta della Repubblica romana, nel 1849 Anita era incinta e febbricitante – probabilmente a causa di un aborto spontaneo – e seguiva a cavallo il marito durante la "trafila" nell'intento di raggiungere Venezia che ancora resisteva agli austriaci nella neoproclamata Repubblica di San Marco.
Giunti a Cesenatico, Garibaldi, Anita e i volontari si imbarcavano e raggiungevano Punta di Goro all'altezza del quale le navi austriache bloccavano il passaggio. Mentre i garibaldini si disperdevano nelle valli di Comacchio, Anita perdeva conoscenza; veniva così trasportata su una piccola barca e adagiata su un materasso e poi condotta presso la fattoria Guiccioli in località Mandriole di Ravenna. Il corpo di Anita, ora sepolto al Gianicolo a Roma, fu frettolosamente sepolto nella sabbia dal fattore e da alcuni amici, nella vicina "motta della Pastorara", allo scopo di nascondere i resti alle perquisizioni delle pattuglie. Sei giorni più tardi, il 10 agosto 1849, la salma venne casualmente scoperta da un gruppo di ragazzini e poi condotta al cimitero di Mandriole.
Paesaggi culturali
Anita Garibaldi, già molto malata, durante la trafila garibaldina fece tappa presso il capanno nella zona acquitrinosa della Piallassa della Baiona di Ravenna, luogo tutt'ora conservato a memoria dell'impresa. La figura di Anita Garibaldi è famosa in tutto il mondo: la frazione di Anita di Argenta in provincia di Ferrara e la città Anita Garibaldi nello Stato di Santa Catarina in Brasile portano il suo nome. Nel 2016 è stato creato un ibrido di rosa dedicato alla sua figura, grazie al progetto “Una rosa per Anita” organizzato dall’Istituto Tecnico “Garibaldi-Da Vinci” di Cesena e dal Museo "Renzi" di Borghi (FC); una pianta è posta di fronte alla fattoria e curata dai gestori del luogo.
Fattoria Giuccioli è situata nelle vicinanze di due stazioni naturalistiche del Parco del Delta del Po; Valle Mandriole è una zona caratterizzata dalla presenza di paludi di acqua dolce che si sono create, nel corso dei secoli, dalle esondazioni del fiume Lamone.