
Marano sul Panaro
Inaugurato nel 1994, si propone di favorire la conoscenza dell'ambiente tramite progetti volti a valorizzare il territorio e a promuovere l'educazione naturalistica, in quanto gestito direttamente dal CISNIAR, Centro Italiano Studi Nidi Artificiali. Il percorso espositivo è suddiviso in sette sale, le prime due sono dedicate alla geologia, alla paleontologia e all'ecologia; il seguito dell'itinerario di visita riproduce tramite pannelli, acquaterrari e diorami i più significativi ambienti naturali dall'Appennino alla pianura modenese. Negli ambienti a piano terra è possibile visitare il Museo delle Energie. Si tratta di una sezione che racconta la prima produzione di energia elettrica attraverso l'esposizione di antichi macchinari e strumentazioni originali, completata da informazioni sui canali, i mulini e gli opifici dei fiumi Panaro e Samoggia.
Le collezioni comprendono reperti mineralogici, paleontologici e zoologici, con migliaia di esemplari provenienti da tutta Europa; tra le raccolte botaniche si segnalano il ricco erbario Branchetti e le sezioni micologica e lichenologica. Completano il percorso didattico una sala multimediale, attrezzata per la visione di filmati e diapositive e un laboratorio scientifico fornito di microscopi biologici e stereomicroscopici, oltre ad altre attrezzature finalizzate allo studio di rocce e organismi vegetali e animali. Testi a carattere scientifico e naturalistico sono consultabili nella biblioteca, nell'emeroteca e nella videoteca del museo .
Pubblicazioni e cataloghi Orsini B. (a cura di), Le lacrime delle ninfe: tesori d'ambra nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Compositori, 2010, p. 287.
Pubblicazioni e cataloghi Museo Civico di Ecologia e Storia Naturale, in i luoghi delle idee. Musei e Raccolte della provincia di Modena, Modena, Provincia, 2005, pp. 78-79.
Pubblicazioni e cataloghi Venturi S., Museo di Ecologia e Storia Naturale, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 65, n. 15.
Pubblicazioni e cataloghi Rabacchi R. (a cura di), Siepi, nidi artificiali e mangiatoie: guida al birdgardening, Caselle di Sommacampagna (Verona), Cierre, 1999.
Storia dell’edificio Il Palazzo ex Enel, già Mulino Montecuccoli. risale al '600. Nel 1907 è diventato, sede della centrale elettrica; acquistato, poi, dalla Società Emiliana per l'Energia Elettrica è passato nel 1963 all'ENEL, che ne ha utilizzato le apparecchiature fino al 1973. Il mulino, invece, ha continuato a funzionare fino al 1916. Nel 1987 è stato acquistato dal Comune che ne ha curato i lavori di recupero del porticato, chiuso precedentemente per sistemare le turbine per la produzione della prima energia elettrica.