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Cucina (foto G. Sabatini, Forlì)
Cucina (foto G. Sabatini, Forlì)
Esterno del Museo
Esterno del Museo
Osteria (foto G. Sabatini, Forlì)
Osteria (foto G. Sabatini, Forlì)
Camera da letto (foto G. Sabatini, Forlì)
Camera da letto (foto G. Sabatini, Forlì)
Stampa a ruggine (foto G. Sabatini, Forlì)
Stampa a ruggine (foto G. Sabatini, Forlì)
Bottega del fabbro (foto G. Sabatini, Forlì)
Bottega del fabbro (foto G. Sabatini, Forlì)

Forlì

Museo Etnografico Romagnolo "Benedetto Pergoli"

Cucina (foto G. Sabatini, Forlì)
Cucina (foto G. Sabatini, Forlì)
Esterno del Museo
Esterno del Museo
Osteria (foto G. Sabatini, Forlì)
Osteria (foto G. Sabatini, Forlì)
Camera da letto (foto G. Sabatini, Forlì)
Camera da letto (foto G. Sabatini, Forlì)
Stampa a ruggine (foto G. Sabatini, Forlì)
Stampa a ruggine (foto G. Sabatini, Forlì)
Bottega del fabbro (foto G. Sabatini, Forlì)
Bottega del fabbro (foto G. Sabatini, Forlì)
Corso della Repubblica, 72 – Forlì (FC)
Tel. 0543 712 627
Email: biglietteria.musei@comune.forli.fc.it

TEMPORANEAMENTE CHIUSO
E' tra i più antichi musei italiani nel campo della cultura materiale. Le sue origini risalgono alle Esposizioni Romagnole Riunite allestite a Forlì nel 1921. In quella occasione Aldo Spallicci, Emilio Rosetti e Benedetto Pergoli realizzarono la Mostra Etnografica Romagnola, che costituì di fatto il primo nucleo del museo, inaugurato ufficialmente nell'aprile 1922 all'interno di Palazzo Merenda. Inizialmente incentrato sui settori artigianali tradizionali (dall'ebanisteria, alla ceramica, alle tele stampate) e sui vecchi mestieri, nel dopoguerra il museo si è notevolmente sviluppato con una crescente presenza di strumenti e oggetti legati agli usi ed al lavoro contadini. Nel 1964 viene aperta, infatti, una nuova sezione museale all'interno di Palazzo Gaddi con macchine e attrezzi agricoli di grandi dimensioni. A seguito dell'inizio dei lavori di restauro nel Palazzo, dal 2004 i materiali attinenti al lavoro contadino sono conservati in un deposito del museo.

Il museo si articola in due ampi settori espositivi. Il primo si sviluppa all'interno di Palazzo Merenda e comprende consistenti collezioni di mobili, ceramiche e suppellettili varie con le ricostruzioni degli ambienti domestici della tipica casa colonica e di quella cittadina. Si succedono poi le botteghe tradizionali, quelle dello stampatore di tessuti a ruggine, del vasaio, del fabbro, del liutaio, del ciabattino, del cappellaio, e, infine, la caratteristica osteria romagnola. Tra gli arredi figura l'interessante serie pittorica dell'artista cesenate Giordano Severi, dedicata alle Rocche e ai castelli di Romagna (1928-30). A Palazzo Gaddi, oltre alle macchine ed agli strumenti connessi ai vari cicli lavorativi nella campagna romagnola, si propongono le ricostruzioni di altre botteghe artigiane: quelle del barbiere, del droghiere, del fabbricante di caramelle, del tabaccaio, del cordaio, del sellaio, del maniscalco, del corniciaio, del falegname. Una sezione è dedicata alle attività marinare in Romagna, con modellini di imbarcazioni e riproduzioni delle vele della flotta peschereccia, ed alle saline di Cervia.

Pubblicazioni e cataloghi Museo Etnografico Romagnolo B. Pergoli, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 47.

Pubblicazioni e cataloghi Tozzi Fontana M., Museo Etnografico Romagnolo “B. Pergoli”, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 175, n. 19.

Pubblicazioni e cataloghi Foschi M., Prati L., Formazione, distribuzione e stato delle raccolte comunali, in Piraccini O., Musei: il caso Forlì, inserto di , n.5, 1988.

Pubblicazioni e cataloghi Viroli G., Per un modello di cultura figurativa. Forlì, città e museo, Bologna, 1980.

Pubblicazioni e cataloghi Gambi L., Il museo etnografico di Forlì, , 1, 1942, pp. 18-19.

Storia dell’edificio Il palazzo fu costruito nel 1722, sul luogo dell’antica Domus Dei, su progetto di Giuseppe Merenda, cavaliere gerosolimitano, come Ospedale della Casa di Dio per gli Infermi.
Lo scalone monumentale, realizzato dall’architetto bolognese Raimondo Compagnini nel 1778, è ornato nelle pareti laterali da due statue di Francesco Andreoli raffiguranti la “Munificenza” e la “Carità” (1815). Altre parti architettoniche furono aggiunte in seguito, come l’oratorio, progettato da Luigi Mirri in forme neoclassiche, consacrato nel 1797.
La facciata venne realizzata nel 1827, su disegno di Giuseppe Pani; nella parete esterna che taglia lo spigolo d’angolo fra la facciata e il prospetto laterale, in una nicchia, è collocato il gruppo statuario raffigurante la Carità, opera del plasticatore faentino Eugenio Saviotti.
Il palazzo dal 1922 è sede della Biblioteca, della Pinacoteca e dei Musei Civici.
Attualmente (2008) è in corso il progressivo trasferimento nel Complesso del San Domenico della Pinacoteca e dei Musei Civici, qui ancora parzialmente ospitati.

Dove si trova

Corso della Repubblica, 72
Forlì (FC)
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