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Ara di Minerva Memor da Caverzago.
Altar of Minerva Memor from Caverzago.
Ara di Minerva Memor da Caverzago. Altar of Minerva Memor from Caverzago.
Stele funeraria di Septumia Massima.
Funerary stele of  Septumia Maxima.
Stele funeraria di Septumia Massima. Funerary stele of Septumia Maxima.

Travo

Materiale di reimpiego del santuario di Minerva nei pressi di Travo

Ara di Minerva Memor da Caverzago.
Altar of Minerva Memor from Caverzago.
Ara di Minerva Memor da Caverzago. Altar of Minerva Memor from Caverzago.
Stele funeraria di Septumia Massima.
Funerary stele of  Septumia Maxima.
Stele funeraria di Septumia Massima. Funerary stele of Septumia Maxima.
Travo (PC)
struttura con attestazione di reimpieghi
edificio di culto
ambito culturale romano
età romana

Le indagini promosse nell'ultimo ventennio lungo la media Val Trebbia hanno portato all'individuazione di numerose tracce relative al popolamento locale fra il Paleolitico e il Medioevo. Di particolare rilievo, quelle ascrivibili al Neolitico rimarcano l'importanza dell'itinerario vallivo già a partire del V millennio a.C. come direttrice di collegamento fra il lembo occidentale della pianura padana e la costa tirrenica. In particolare, uno scavo a S. Andrea di Travo ha messo in luce una grande capanna a pianta rettangolare, ottimamente conservata, appartenente al Neolitico recente (seconda metà IV millennio a.C.).

L'area di Travo è comunque nota per un'importante presenza di età romana – il santuario di Minerva Medica – al quale, mancando testimonianze archeologiche dirette, non si è ancora riusciti ad attribuire una dislocazione precisa. La sua esistenza è ampiamente assicurata dal reimpiego di materiali costruttivi (blocchi in pietra d’Istria) in diversi edifici storici della cittadina come il Castello o le chiese di S. Antonino e S. Maria e dal concentrarsi di iscrizioni di dedica alla divinità riutilizzate a Travo stesso e nelle sue vicinanze.

Sono in discussione la natura del culto – Minerva è guaritrice, ma in relazione a quale elemento naturale? – e conseguentemente l'ubicazione del suo sacello, che certamente continua forme indigene di devozione legate ad una qualche peculiarità del contesto ambientale circostante, come la presenza di acque salutari o di particolari culminazioni, quali la Pietra Parcellara.

Fra le ipotesi di ubicazione a Travo, per via dei reimpieghi nelle sue chiese, oppure a Piane di Dorba o ancora sulla rupe di Caverzago, prevale quest'ultima, sia per le sue caratteristiche topografiche ai bordi di una scarpata strapiombante sul Trebbia, sia per la continuità toponomastica fra l’attuale abitato e l'appellativo Cabardiacensis attribuito a Minerva e confermato nella Tabula Alimentariadi Traiano dall'esistenza di due proprietà terriere (fundi) denominati Cabardiacus. Le caratteristiche di alcune acque locali e la posizione dell'abitato, sopraelevato sul fiume, possono in effetti giustificare la presenza del luogo di culto, che si sa frequentato non solo da genti locali, ma anche di più lontana provenienza.

Segni consistenti della presenza romana si hanno anche nella conca di Bobbio, ove sono noti i resti di una necropoli e materiali funerari di reimpiego nell'Abbazia di S.Colombano.

Personaggi

S. Antonino

Pubblicazioni e cataloghi Lenzi F. (a cura di)
Regio VIII. Luoghi, uomini, percorsi dell’età romana in Emilia-Romagna
San Giovanni in Persiceto
Aspasia
2006
pp. 512-514

Pubblicazioni e cataloghi Passeggiate archeologiche piacentine: da Piacenza a Veleia
Reggio Emilia
Diabasis
2004

Pubblicazioni e cataloghi Dall’Aglio P.L./ Marchetti G.
Considerazioni storico-topografiche e geomorfologiche sull’ubicazione del tempio di Minerva Medica Cabardiacensis
Ocnus. Quaderni della scuola di specializzazione in Archeologia
2003
pp. 97-105

Pubblicazioni e cataloghi Berti F.
Marini Calvani M. (a cura di)
I culti in età romana
Aemilia. La cultura romana in Emilia Romagna dal III secolo a.C. all’età costantiniana
Venezia
Marsilio
2000
p. 326

Pubblicazioni e cataloghi Bernab Brea M. (a cura di)
I primi agricoltori
Parma
1992

Pubblicazioni e cataloghi Marini Calvani M.
Acque minerali, risorsa storica dell’Emilia Occidentale
Chevallier R. (a cura di)
Les eaux thermales et les cultes des eaux en Gaule et dans les provinces voisines
Tours
1992
pp. 379-384

Pubblicazioni e cataloghi Calvani Marini M.
Archeologia
Storia di Piacenza. Dalle origini all’anno Mille
Milano
Cassa di Risparmio di Piacenza e Vigevano
1990
pp. 765-906

Pubblicazioni e cataloghi Sabatini A.
I luoghi di culto celtici nella Regio VIII
Atti e memorie della deputazione di storia patria per le Province di Romagna
1976
pp. 39-48

Pubblicazioni e cataloghi Bollini M.
Minerva Medica Memor
Atti del 3. Convegno di Studi Veleiati
Milano/ Varese
1969
pp. 350-352

Pubblicazioni e cataloghi Corradi Cervi M.
Sacrarium Minervae Medicae Cabardiacensis
Bobbio e la Val Trebbia
Piacenza
1963
pp. 1-12

Dove si trova

Travo (PC)

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