
Poviglio
Inserito nel sistema centuriale facente capo a Brixellum che, grazie alla sua funzione di importante tappa della navigazione sul Po, fu uno dei principali centri antichi dell’area reggiana, il territorio povigliese ha in età romana una connotazione eminentemente rurale sia dal punto di vista produttivo che insediativo, con un’organizzazione del popolamento basata sul consueto sistema di piccoli edifici rustici e di grandi fattorie, caratterizzate dalla simultanea presenza di un settore residenziale e di una serie di fabbricati ad uso agricolo o adibiti all'alloggio della manodopera.
L'occupazione di terre nel Povigliese risale all'età repubblicana (II-I sec. a.C.): da quel momento in avanti l’insediamento rustico inizia un graduale sviluppo che raggiungerà il suo apice in età imperiale, dopo la quale solo alcuni complessi sopravviveranno ancora. L’attraversamento del Povigliese da parte di una grande via di comunicazione che metteva in collegamento Reggio con Brescello ha favorito la prosperità del distretto e motivato il sorgere di alcune ville di ragguardevole estensione (Fodico-Santa Rosa, Fodico-via Piccola, Fodico-via Burra, Le Grazie). Riannodando una tradizione insediativa di lunghissima data, due di queste emergenze si caratterizzano per la scelta dell’impianto sul luogo stesso di precedenti abitati dell’età del Bronzo.
Così è per il complesso di Santa Rosa di Fodico, insistente in parte sulla celebre terramara. Si tratta di una grande villa rustica edificata agli inizi del I sec. a.C., coprente un’estensione di circa 5.000 mq, dotata di un settore agricolo-produttivo e di una parte residenziale, con presenza di ceramica fine e di intonaci.
Non lontano da essa, durante la costruzione del collegamento fra la via d’Este e la strada provinciale, è stata recuperata la stele dei Papinii, iscritti alla tribù Pollia e dunque originari di Regium, che furono probabilmente i proprietari del vicino fondo agricolo.
Anche in località Le Grazie fu eretto, su di un abitato dell’età del Bronzo, un complesso assai vasto con una notevole articolazione planimetrica e vani dotati di mosaici e intonaci parietali dipinti, che ebbe una lunga continuità di vita dall'età repubblicana alla tarda epoca imperiale. Dalle vicinanze del sito, all'incrocio fra una via minore e la Reggio-Brescello, provengono testimonianze (un’iscrizione e il basamento di un monumento funerario) della presenza di un’area cimiteriale probabilmente connessa con la villa.
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