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Formigine. Fornace di Case Sant’Antonio.
Formigine. Kiln of Case Sant’Antonio.
Formigine. Fornace di Case Sant’Antonio. Formigine. Kiln of Case Sant’Antonio.
Formigine, Podere Debbia. Frammento di statuetta in terracotta.
Formigine, Podere Debbia. Fragment of a little terracotta statue.
Formigine, Podere Debbia. Frammento di statuetta in terracotta. Formigine, Podere Debbia. Fragment of a little terracotta statue.

Formigine

Sito romano di Campi Macri

Formigine. Fornace di Case Sant’Antonio.
Formigine. Kiln of Case Sant’Antonio.
Formigine. Fornace di Case Sant’Antonio. Formigine. Kiln of Case Sant’Antonio.
Formigine, Podere Debbia. Frammento di statuetta in terracotta.
Formigine, Podere Debbia. Fragment of a little terracotta statue.
Formigine, Podere Debbia. Frammento di statuetta in terracotta. Formigine, Podere Debbia. Fragment of a little terracotta statue.
loc. Magreta
Formigine (MO)
insediamento
mercato
ambito culturale romano
secc. II a.C./ I d.C.

Il territorio di Formigine ha richiamato l’attenzione di antichisti e archeologi in relazione all'ubicazione dei Campi Macri, una località nei pressi di Mutina ove si teneva una delle più importanti fiere mercato di ovini dell’Italia antica.
In località Magreta diversi studiosi pongono infatti il famoso mercato preromano dedicato allo scambio di carni, latticini, lana e pellame, che prosperò a lungo entrando in un progressivo declino sino al definitivo abbandono nel corso dell’avanzato I sec. d.C.

I Campi Macri vengono citati anche da Columella in relazione alla qualità della lana ricavata dagli ovini allevati in zona. Si ritiene che la denominazione stessa del sito faccia riferimento al termine latino macretum, impiegato per indicare terreni di scarsa fertilità, ma adatti all'allevamento.

A partire dal II sec. a.C. il Formiginese appare investito pienamente dalla colonizzazione romana e sottoposto alla consueta suddivisione territoriale e assegnazione dei fondi rurali con il sistema della centuriazione. Le prime fattorie, corrispondenti a complessi di piccole e medie dimensioni, cominciano a diffondersi con le fasi più antiche della romanizzazione, mentre l’erezione di ville ha inizio tra la fine dell’età repubblicana e il principio dell’epoca imperiale.

L’importanza del sito, in un punto strategico in prossimità di Mutina, alla confluenza fra la via Emilia e la direttrice della valle del Secchia, è ribadita dalla sua scelta come luogo di incontro e di accampamento sia da parte degli eserciti romani inviati a contrapporsi ai Liguri, che dopo l’occupazione di Modena nel 177 a.C. si erano spinti in Appennino, sia da parte del console Licinio che vi aveva svernato con le sue truppe (168 a.C.). Una struttura che potrebbe corrispondere al castrum romano delle operazioni contro i Liguri è segnalata in località Colombaia.

Per ciò che riguarda le ville citate, si tratta di strutture di maggiori dimensioni, ripartite in quartieri residenziali e produttivi, caratterizzate da un livello qualitativo superiore che prevedeva intonaci parietali, spesso decorati, pavimenti mosaicati o marmorei, impianti di riscaldamento, piccole terme ecc. Insediamenti di questa tipologia sono segnalati a Casinalbo (Case Ferrari, Villa Guastalla, strati superiori della terramara di Casinalbo), a Formigine (Villa Gandini) e a Magreta (podere Debbia).

Una serie di fornaci, in parte note sin dall’Ottocento, costituisce una significativa testimonianza di una fiorente attività economica nel campo del laterizio.
A grandi complessi produttivi autonomi come la famosa fornace di Magreta (Pod. Magiera/Ceci), oppure le fornaci di Case Sant’Antonio, si affiacano impianti minori annessi a ville urbano-rustiche e fattorie (podere Debbia, Fossa Gazzuoli). Alcune strutture gravitano sulla strada Viazza, il cui tracciato sembra coincidere con il decimo cardine ovest della centuriazione di Modena, un asse di percorrenza che permetteva appunto il collegamento fra il capoluogo e la zona dei Campi Macri.
I manufatti realizzati dalle fornaci non comprendevano esclusivamente laterizi da costruzione, ma un variegato campionario di materiali fittili che andavano dalle ceramiche fini da mensa alle lucerne, dai pesi da telaio alla piccola statuaria ornamentale. Particolari classi di oggetti rappresentavano la specializzazione, quasi a livello “industriale”, di una specifica fornace, come le lucerne di tipo pergameno fabbricate a Magreta, ampiamente diffuse in Italia centro-settentrionale e Oltralpe nel Norico.

La ricorrenza di marchi di fabbrica relativi alla gens dei Valerii o a quella degli Acutii, o forse ancora a quella dei Matienii, rimarca l’apporto dell’imprenditoria locale che nell'ambito della produzione figulinaria sembra essersi particolarmente distinta anche per innovatività e capacità creativa. Proprio ad officine modenesi si attribuisce infatti l’origine delle lucerne realizzate a stampo con marchi di fabbrica, in accordo con il passo di Plinio ove Modena figura fra i centri che primeggiavano nelle attività legate alla lavorazione dell’argilla.

Fonti

VarroneRes rusticae

ColumellaRes rustica

StraboneGeographia

Tito Livio – Ab Urbe Condita (XXXVIII-CXIX)

Evento

Base per la guerra di espansione

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Regio VIII. Luoghi, uomini, percorsi dell’età romana in Emilia-Romagna
San Giovanni in Persiceto
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I Campi Macri e le fonti archeologiche: nuovi dati e considerazioni
Deputazione di storia patria per le antiche provincie modenesi. Atti e memorie
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Discarica di fornace; Formigine (MO), Magreta, podere Gazzuoli
Aemilia. La cultura romana in Emilia Romagna dal III secolo a.C. all’età costantiniana
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Marini Calvani M. (a cura di)
Territorio e produzioni: gli impianti artigianali
Aemilia. La cultura romana in Emilia Romagna dal III secolo a.C. all’età costantiniana
Venezia
Marsilio
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pp. 352-363

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Archeologia di una città e del suo territorio: Formigine dal Neolitico all’alto medioevo
Formigine. Un paese, la sua storia, la sua anima
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Telesio
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La necropoli di Casinalbo (MO)
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Pubblicazioni e cataloghi Bernabò Brea M./ Cardarelli A.
Bernabò Brea M/ Cardarelli A,/ Cremaschi M. (a cura di)
Tabina di Magreta, Formigine (MO)
Le Terramare. La più antica civiltà padana
Milano
Electa
1997
pp. 321-322

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Lo scavo di Tabina di Magreta e le tracce di divisioni agrarie di età etrusca nel territorio di Modena
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Magreta (Comm. de Formigine, prov. de Modène): Podere Decima
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pp. 361-365

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La bassa pianura modenese in età romanala documentazione archeologica
Archeologia a Mirandola e nella Bassa modenese dall’età del Bronzo al Medioevo
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Pubblicazioni e cataloghi Giordani N.
Documenti sull’attività di produzione e di scambio nelle prime fasi della romanizzazione dell’ager mutinensis
Etudes Celtiques
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Pubblicazioni e cataloghi Giordani N.
Nuovi dati per lo studio degli impianti produttivi dell’ager mutinensis
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Modena dalle origini all’anno Mille. Studi di archeologia e storia
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Panini
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Modena dalle origini all’anno Mille. Studi di archeologia e storia
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Panini
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Pubblicazioni e cataloghi Paini D.
Liguri Friniates e Romani nell’Appennino
L’Emilia in età romana. Ricerche di topografia antica
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Miscellanea di studi archeologici e di antichità
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pp. 47-48

Pubblicazioni e cataloghi Parra M.C.
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La fornace di Magreta
Misurare la terra: centuriazione e coloni nel mondo romano. Il caso modenese
Modena
Panini
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Pubblicazioni e cataloghi Susini G.
L’altare di Baggiovara e considerazioni sui Campi Macri
Athenaeum
1977
pp. 141-149

Pubblicazioni e cataloghi Sabbatini A.
I Campi Macri
Rivista Storica dell’Antichità
1972
pp. 257-260

Pubblicazioni e cataloghi Corradi Cervi M.
I Campi Macri
Mutina
1934

Dove si trova

loc. Magreta

Formigine (MO)

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