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lingotto

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Via Spallanzani, 1 Reggio Emilia (RE)
lingotto
rame/ fusione
ambito etrusco-italico
sec. V a.C. (425 a.C. – 400 a.C.)
cm; g 8,5 (la) 11 (lu) 3,5 (s) 1771 (gr)

n. 9.1771 Camp.

Porzione terminale di barra, rettangolare, con costolature su tre lati; sezione longitudinale a cuneo; su entrambe le facce, ramo con due biforcazioni.

Ritrovamento casuale a Campegine nel 1877 da parte di Pietro ed Enrico Jemmi in un terreno di proprietà di Domenico Sidoli, entro "un vaso d'argilla nera, sepolto in un terreno naturale, alla profondità di 70 centim. e alla distanza di 50 m da una terramara". La terramara in questione potrebbe essere Case Cocconi o più probabilmente Case del Lago
Nello stesso anno sottoposto ad analisi metallografica da Pellegrino Spallanzani, docente di Chimica nell'Istituto Tecnico di Reggio Emilia: rame, oltre il 70%; piombo, 18%; ferro, oltre l'8%; stagno, quasi al 3%.

Bibliografia Macellari R.
8. Campegine (Reggio Emilia)
Pellegrini E./ Macellari R. (a cura di)
I lingotti con il segno del ramo secco. Considerazioni su alcuni aspetti socio-economici nell’area etrusco-italica durante il periodo tardo arcaico
Pisa-Roma
2002
pp. 54-59
pp. 54-59

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