
Bologna
Giordano Francisco (progetto e direzione lavori)
1958/
Bettazzi Marco (progetto strutture)
1961
Tagliavini Alberto s.r.l. (costruzione)
Notizie storiche: restauro e consolidamento
Restauro e recupero ambientale del Ponte Nuovo detto della Bionda sul canale Navile. Committente e finanziamento Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.
Costruzione del ponte su progetto di Giovanni Battista Torri.
Il ponte a schiena d'asino sorge sul punto in cui si ricongiungono i due rami paralleli in cui fu diviso il Navile alla fine del Quattrocento, poco oltre il sostegno Grassi. La struttura consentiva il passaggio agli animali che trainavano in risalita le imbarcazioni lungo il sentiero (detto "restara") parallelo al Navile in direzione di Bologna con una robusta fune (detta "alzaia").
Il progressivo abbandono ed il conseguente deperimento del ponte andarono di pari passo col generale decadimento di tutto il sistema delle vie d'acqua bolognesi. Col passare del tempo la carreggiata è stata invasa da alberature ed una spalletta è crollata, i processi di deterioramento avevano inciso non solo l'esterno, ma anche le sue strutture portanti, con un arco di sostegno che aveva ceduto.
Dopo un lungo ed intricato iter burocratico, è stato possibile compiere il completo restauro e consolidamento del ponte, tra novembre 2003 e maggio 2004. Il ponte restaurato ha riconquistato la sua integrità e buona parte della sua identità: può essere ammirato nel paesaggio formato dalla suggestiva biforcazione del Navile. La delicata ed accurata opera ha interessato tutto il manufatto, con la pulizia ed il restauro di tutte le murature superstiti, il consolidamento e ripristino statico, la reintegrazione dei parapetti secondo le indicazioni della ricerca storica, il ripristino delle pavimentazioni.
Contestualmente al procedere dei lavori un'approfondita ricerca storica ha consentito di scoprire che il ponte fu costruito alla fine del 1686 su progetto di Giovanni Battista Torri.
Grazie al restauro, che è anche recupero ambientale, il ponte è entrato a far parte del grande libro dell'archeologia industriale, testimone del grande sistema delle acque, un importante e bel reperto di un'epoca definitivamente chiusa. Ma il restauro ha anche consentito la scoperta del ponte da parte della cittadinanza che può godere qui di un breve tratto di territorio che ricorda molto da vicino l'antico sistema di navigazione.
Un recupero che ha suscitato grande interesse, nonostante sia indirizzato ad un manufatto architettonico "minore", non solo perché sarà possibile il suo godimento pubblico, ma soprattutto perché si spera che sia un primo passo e da esempio per il pieno e reale recupero di tutto il Navile. Con questo indirizzo, già dal 2005, l'Associazione Culturale IL PONTE DELLA BIONDA, che cura la manutenzione del manufatto, ha recuperato anche l'area circostante, creando l'Arena del Navile, uno spazio per spettacoli all'aperto.
via dei Terraioli
Bologna
(BO)