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(D) testa a sinistra di Vittorio Emanuele III

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Via Piero Maroncelli, 3 (c/o Palazzo del Mutilato) – Forlì (FC)

Trentacoste Domenico

1859/ 1933

Giorgi Luigi

1848/ 1912

moneta

rame
mm
30(d)
sec. XX (1911 – 1911)

Moneta in rame da 10 centesimi di lira. Essa raffigura al diritto la testa di Vittorio Emanuele III rivolta di profilo verso sinistra; nel giro l'epigrafe celebrativa e sotto il taglio del collo le firme degli autori. Sul rovescio presenta le figure allegoriche di Roma e dell'Italia accompagnate da un aratro ornato di fiori sulla destra e da un veliero sullo sfondo a sinistra; in basso a destra è visibile il valore della moneta e l'indicazione della zecca di produzione, mentre in alto a destra le date "1861-1911".

Moneta italiana da 10 centesimi di lira coniata nel 1911 per celebrare il Cinquantenario dell'Unità d'Italia. La moneta, coniata dalla Zecca di Roma in 2 milioni di pezzi, fu disegnata da Domenico Trentacoste e incisa da Luigi Giorgi.
Le prime emissioni di monete aventi valore di centesimi fecero seguito al processo di decimalizzazione della valuta che ebbe luogo nel periodo napoleonico. Con l'avvio della Restaurazione in Piemonte si ritornò per un breve periodo alla monetazione non decimale, ma già nel 1816 Vittorio Emanuele I reintrodusse tale sistema. Sopraggiunta l’Unità d’Italia nel 1861, il nuovo stato ereditò la monetazione del regno di Sardegna, adottando come valuta la lira italiana. La prima moneta del Regno d’Italia da 10 centesimi di lira fece la sua comparsa nel 1862 sotto Vittorio Emanuele II: la moneta in rame riportava al diritto l’effigie di profilo e rivolta verso sinistra del re, mentre al rovescio il valore e l'anno di coniazione al di sotto di una stella raggiata ed entro una corona formata da un ramo di alloro e uno di quercia. Tale modello si conservò inalterato durante il regno di Umberto I, aggiornando solo il ritratto del sovrano sul diritto. Sotto Vittorio Emanuele III, esperto di numismatica, si coniarono invece ben tre differenti serie di monete da 10 centesimi. La prima, rappresentata dall’oggetto in esame, fu coniata nel 1911 per celebrare il cinquantenario dell'Unita d'Italia. La seconda, prodotta tra il 1919 e il 1937, era di dimensioni minori (d. 22,5 mm) rispetto alla precedente e, pur mantenendo uguale il diritto, variava il rovescio raffigurando un'ape posata su un fiore. La terza, definita “Impero” e coniata dal 1936 al 1943, aveva le stesse dimensioni dell’antecedente, variava il diritto solo nell’epigrafe del giro (“VITT • EM • III • RE • E • IMP •”) e sul rovescio mostrava la legenda “ITALIA” accompagnata dallo stemma sabaudo innalzato su un fascio littorio, da una spiga di grano e da due foglie di quercia. Tale serie dal '39 al '43 venne coniata in Bronzital (particolare lega di bronzo composta da rame e alluminio) anziché in rame. Le ultime monete da 10 centesimi di lira furono coniate nel 1943: dopo la seconda guerra mondiale infatti la lira italiana andò incontro a una profonda svalutazione che mise fuori circolazione tutti i tagli in centesimi.

Altre informazioni

Tipo di caratteri: lettere capitali//numeri romani
Tecnica di scrittura: a conio
Trascrizione: VITTORIO EMANUELE III RE D'ITALIA
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a conio
Trascrizione: D. TRENTACOSTE / L. GIORGI INC.
Tipo di caratteri: lettere capitali//numeri arabi
Tecnica di scrittura: a conio
Trascrizione: C. 10
Tipo di caratteri: numeri arabi
Tecnica di scrittura: a conio
Trascrizione: 1861- 1911

Altre informazioniStemmi, emblemi e marchi

Tipologia: punzone
Identificazione: Zecca di Roma
Posizione: rovescio, in basso a sinistra
Descrizione: R.

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