
1837/ 1911
medaglia
Due medaglie d'argento di uguale soggetto (171a,b). Esse riportano al diritto il busto in uniforme da Feldmaresciallo rivolto di profilo a destra dell'Imperatore Francesco Giuseppe I d' Austria, circondato nel giro dall'epigrafe celebrativa. Sul rovescio è visibile una corona formata da due rami di alloro fruttato, legati in basso con del nastro, che contiene l'epigrafe sovrapposta a sei bandiere incrociate (tre per lato).
“Tapferkeits Medaille”, Medaglia austriaca al Valore, istituita il 19 luglio del 1789 dall'Imperatore Giuseppe II d'Asburgo-Lorena, per ricompensare i sottufficiali e i soldati semplici che si erano distinti per atti di eroismo sul campo di battaglia. Originariamente distinta solo in medaglia d’oro e d’argento, nel 1848 l’imperatore Ferdinando I decise di suddividerla in tre classi: medaglia d'oro, gran medaglia d'argento (o di 1 classe) e piccola medaglia d'argento (o di 2 classe), di cui le prime due di dimensioni maggiori (d. 40 mm), mentre la terza leggermente più piccola (d. 31 mm). Il 14 febbraio 1915 l’imperatore Francesco Giuseppe I introdusse poi una quarta classe in bronzo, anch'essa del diametro di 31 mm, che venne generalmente concessa ai soldati appartenenti agli eserciti alleati dell’Austria durante la Prima Guerra Mondiale. La Medaglia al Valore riportava sul diritto l'effigie del monarca regnante all’epoca del conferimento: nel caso in esame quella di Francesco Giuseppe I, tipo 1866, circondata nel giro dall’epigrafe “Francesco Giuseppe con la grazia di Dio imperatore d’Austria”. Il rovescio invece rimase inalterato fino all’aprile del 1917, mostrando, entro una corona d'alloro e al di sopra di bandiere decussate, l’epigrafe in tedesco "Der Tapferkeit" ("al coraggio"), che si vede nelle medaglie oggetto della scheda. Dopo la salita al trono di Carlo I, successore di Francesco Giuseppe, venne invece coniato un nuovo modello di medaglia al valore, che non solo sostituiva come avveniva abitualmente l’effigie e l’iscrizione dell’imperatore sul diritto, ma anche il motto sul rovescio, che venne trasformato nel latino "Fortitudini" ("al valore"). La Medaglia era accompagnata fin dall’istituzione da un nastro triangolare a righe rosse e bianche (qui non conservato in nessuno degli esemplari), su cui a partire dal 29 novembre 1915 si potevano apporre le fascette per indicare un’ulteriore attribuzione dell’onorificenza. Le medaglie oggetto della scheda, d’argento di 2 classe, riportano entrambe la firma dello scultore e medaglista Josefph Tautenhayn (1837- 1911).
Bibliografia
Tassini A.
Con valore e con onore. La storia degli italiani attraverso le medaglie e le decorazioni dal 1800 al 1945
Milano
Intergest
1975
120