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Via del Museo, 2 Monterenzio (BO)
elmo
bronzo/ laminatura
bronzo a stampo
ambito etrusco-celtico
seconda età del Ferro (300 a.C. – 280 a.C.)
cm 15,5 (a) 23,4 (d) paraguance 13 x 10,3. La calotta è alta 15,5 senza elemento decorativo

n. 82044

Elmo di bronzo sormontato da due lamine a motivo solare. La calotta emisferica, rinvenuta al momento della scavo completamente schiacciata, è sormontata da un massiccio bottone apicale decorato a sbalzo (motivo "a pigna"). La base della calotta è decorata con solcature a falso cordone ed è dotato di un paranuca svasato sovrastato da solchi orizzontali.
Alla base della calotta, in posizione laterale, sono localizzati i fori per l'attacco della cerniera di due paraguance. Anteriormente essi hanno una forma "anatomica", posteriormente leggermente convessa; il margine superiore è ripiegato attorno ad un'anima di ferro e fissato mediante ribattini, mentre gli altri margini si presentano rialzati e sottolineati da una larga solcatura.
All'interno della calotta, nella parte centrale posteriore, è presente un ribattino di ferro che fissa una linguetta, e la parte inferiore dei paraguance presenta una placchetta rettangolare fissata da due ribattini di ferro e terminante con un chiodo ripiegato ad elle a capocchia emisferica.
La calotta era sormontata da due lamine arcuate di bronzo.

L'elmo fu intenzionalmente manomesso all'atto della deposizione nella fossa: i due paraguance sono stati strappati alla base della calotta, le lamine deposte a parte. Il sistema di fissaggio del motivo solare alla calotta non fu deposto nella tomba, indizio di una probabile testimonianza di selezione nel recupero degli oggetti metallici posti sul rogo.
La calotta è stata probabilmente schiacciata nel corso dei secoli dallo sfondamento della cassa a seguito della decomposizione delle assi lignee di copertura.
Le impronte di saldatura evidenti sulla calotta dell'elmo indicano un sistema di fissaggio del tutto analogo a quello riscontrato su elmi dello stesso tipo.
Sinora, compreso l'elmo di Monterenzio, questa tipologia con motivo solare è attestata in tre soli esemplari; gli altri due sono stati rinvenuti a Casaselvatica (Parma) e a Pùlica (Lunigiana) e presentavano un innesto delle lamine smontabile all'occorrenza e a sistema basculante.
Il fissaggio dell'elmo al cranio avveniva mediante corregge di cuoio che venivano legate partendo dal ribattino di ferro interno alla calotta sino al sottogola e ai due chiodi ripiegati ad "elle" dei paraguance.

Bibliografia Vitali D.
La necropoli di Monte Tamburino a Monte Bibele
Vitali D. (a cura di)
Studi e Scavi
Casalecchio di Reno
2003
V. 1, p. 420, nn. 20, 31, 34, 34bis

Bibliografia Gottarelli A./ Penzo A./ Proni F.
Archeologia dell’Alta Valle dell’Idice. Guida turistica, archeologico-naturalistica
Bologna
2015
pp. 106-107

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