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Riposo durante il ritorno dall'Egitto, detto 'Madonna della Scodella'

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Strada G. Garibaldi, 15 – Parma (PR)

Toschi Paolo

1788/ 1854

dipinto

carta/ pittura ad acquerello
sec. XIX (1826 – 1826)

n. 2460

Nell'autunno del 1825 gli editori milanesi Vallardi manifestavano l'intenzione di abbinare alla lastra della "Madonna del San Girolamo" di Correggio (Antonio Allegri, 1489-1534), eseguita per loro dal bolognese Mauro Gandolfi, il rame dell'altro capolavoro correggesco, il "Riposo durante il ritorno dall'Egitto", meglio noto come "Madonna della Scodella" (corrispondenza tra i Vallardi e Toschi, conservata al Museo Lombardi, Archivio Toschi, cont. 50, fasc. 58). Il dipinto originale, commissionato per la chiesa di S. Sepolcro a Parma, era stato trafugato in Francia nel 1796 per volere di Napoleone; fu proprio Paolo Toschi a garantire il ritorno in patria dell'opera, che entrò così a far parte della Galleria Ducale (ora Galleria Nazionale) di Parma, tuttora dotata della cornice originale disegnata dallo stesso Correggio. La commissione al Toschi, ratificata dal contratto del 6 maggio 1826 (Museo Glauco Lombardi, Archivio Toschi, cont. 56/e, busta 27), implicava la modifica della forma originale, che presentava gli angoli superiori stondati, per uniformarlo alla lastra del Gandolfi. L'accordo, annullato consensulamente con la lettera di Pietro Vallardi a Paolo Toschi del 25 febbraio 1827, fu seguito a breve da un nuovo contratto, ricalcato sul precedente, con gli editori tedeschi Artaria&Fontaine di Mannheim (27 maggio 1827, ibidem), che solo nel 1846 pubblicarono la stampa.
Provenienza: si tratta dell'originale acquerello preparatorio – preceduto dal disegno a matita che si conserva ancora presso gli eredi Toschi – per l'incisione del capolavoro di Correggio commissionata dagli editori milanesi Vallardi nel 1826; nel febbraio dell'anno dopo l'incisore Samuele Jesi ricordava (in una trascirizione di Glauco Lombardi, Museo Glauco Lombardi, Archivio Toschi, cont. 56/h, busta 8) di aver ammirato l'acquerello nello studio dei Vallardi. Poco dopo la consensuale scissione dell'accordo, l'incisore parmigiano firmò un nuovo contratto con gli Artaria&Fontaine tra le cui condizioni si esplicitava che sarebbe rimasto agli Artaria, oltre al rame anche l'acquerello preparatorio. Si potrebbe ipotizzare che proprio da loro l'opera sia stata acquisita da Luis Maria Rocca (1808-1889), mercante d'arte e di materiale calcografico nato a Musso, sul lago di Como, e trasferitosi poi a Lipsia. Tra i suoi figli, fu Constantin (1845-1902) a ereditare l'opera, che da lui passò poi al figlio Curt (1873-1954) e al figlio di questi, Constantin (1909-1995), padre della donatrice.

Bibliografia Grandi A.
Sandrini F. (a cura di)
Tra arte e affari: alcune vicende imprenditoriali di Paolo Toschi
Paolo Toschi (1788-1854) incisore d’Europa
Parma
Fondazione Monte di Parma
2004
pp. 159-171

Altre informazioni

Trascrizione: P. TOSCHI. DEL./PARM: 1826

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