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2015
2015

Ecce Homo

2015
2015
Corso della Repubblica, 72 – Forlì (FC)

ambito italiano

dipinto

tela/ pittura a olio
cm
37(a) 57(la)
sec. XX (1900 – 1910)

n. 2015

n. 9

La scena mostra Pilato al centro, di spalle, che propone alla folla Gesù flagellato, raffigurato alla sua sinistra con il torso scoperto e le gambe avvolte in un panneggio rosso. Alla brutale indifferenza del carceriere sulla sinistra, che si rivolge quasi divertito a considerare lo spettacolo della folla, corrispondono lo sbrigativo pragmatismo di Pilato, la dolce malinconia di Cristo e l’afflizione della moglie del console romano.

"Il dipinto è una copia di modestissima fattura, resa con piglio bozzettistico, di un noto quadro di Antonio Ciseri (Ronco-Ascona/Canton Ticino, 1821 – Firenze, 1891) la cui vicenda trova origine in una commissione governativa affidata all’artista per ricompensarlo dell’istruzione prestata gratuitamente durante dieci anni all’Accademia di Belle Arti di Firenze e risale al maggio 1871, quando il presidente dell’Accademia comunicava al pittore l’incarico ministeriale ottenuto. Infatti da una lettera senza data rinvenuta da Carlo Sisi fra le carte dell’artista (cfr. Omaggio ad Antonio Ciseri, 1821- 1891. Dipinti e disegni delle Gallerie Fiorentine, catalogo della mostra, Firenze 1991, p. 86) apprendiamo che l’incarico del ministro della Pubblica Istruzione riguardava un quadro di “soggetto italiano” e che il primo pensiero del Ciseri si era rivolto, dopo mature riflessioni circa la convenienza del tema e i suoi meriti artistici, al Tumulto dei Ciompi. La commissione era estesa anche al pittore livornese Enrico Pollastrini, che insieme al Ciseri raggiunse Roma nel luglio del 1871 per ringraziare di persona il ministro e pattuire la cifra del lavoro, stabilita in quindicimila lire ma poi ridotta progressivamente da cinque a tremila lire, fatto che determinò lo sdegno e la definitiva rinunzia del Pollastrini. Ciseri accetterà invece l’incarico con lettera ufficiale dell’1 marzo 1872, ma già il 25 ottobre dell’anno precedente annotava di aver “montato la tela per fare il plebiscito di Pilato” e di avervi tracciato “alcuni segni di composizione”, chiaro indizio che l’idea di un soggetto medievale era stata ben presto superata a favore del tema sentito allora artisticamente più aggiornato. Soltanto nel settembre del 1876 Ciseri prendeva a “sbozzare con colore” l’opera, avviando così la lunghissima fase esecutiva del dipinto che si protrarrà, con ricorsi continui ai modelli, sino almeno al novembre del 1890. L’Ecce Homo fu esposto nello studio del pittore nell’aprile del 1891 per cura del figlio Francesco, e in quella occasione il Saltini notava che al quadro mancavano ancora “alcuni lievissimi accessorii”. Trasferito a Roma nel 1893 presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, il dipinto, anche a seguito delle istanze espresse dall’ambiente artistico fiorentino, tornava a Firenze nel 1915 per essere collocato in deposito presso la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti. Il quadro fu subito celebrato come massima espressione dello stile ciseriano e tra gli apprezzamenti critici espressi dai contemporanei vale qui ricordare la recensione di Diego Martelli (1891) che, notoriamente ostile alla corrente accademica, ammirava invece nel dipinto la luminosità e l’effetto di trasparenza dei bianchi individuandovi forse un’analogia con i moderni indirizzi di ricerca sulla luce. Dell’opera esistono numerosi disegni preparatori, si conosce inoltre il bozzetto ad olio del Museo di Lugano (Fondazione Caccia), ritenuto definitivo e databile intorno al 1872. La copia, già appartenuta a mons, Natalini, che qui si prende in esame, è stata probabilmente ripresa da una riproduzione fotografica del dipinto definitivo del Ciseri ora a Palazzo Pitti." (G. Viroli)

Bibliografia La Collezione Terzo Natalini opere donate da Mons. Terzo Natalni alla Pinacoteca Civica di Forlì
Forlì
Filograf
2001
pp. 68-69

Altre opere in Pinacoteca Civica "Melozzo degli Ambrogi" (830)
Altre opere simili del sec. XX (7472)
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