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28_Maceo_Vedette_sul_Cengio_Monte_Cengio
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Vedette sul Cengio

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Via Piero Maroncelli, 3 (c/o Palazzo del Mutilato) – Forlì (FC)

Casadei Maceo

1899/ 1992

disegno

carta/ carboncino/ pittura ad acquerello
mm
316(a) 235(la)
con cornice: larghezza 45,3//altezza 53,6//profondità 1,7
sec. XX (1918 – 1918)

n. Maceo Casadei, n. 28

Disegno a carboncino acquarellato a due tinte, marrone e grigio, su carta venata di grigio. La scena rappresenta due soldati italiani con lunghi cappotti grigio verdi ed elmetto all'interno di un riparo, di cui uno veglia alla piccola finestra, mentre l'altro riposa appoggiato a una parete. L'opera è firmata e datata in corrispondenza dell'angolo inferiore sinistro, mentre riporta il titolo sull'angolo in basso a destra.

Disegno acquarellato, quasi un monocromo, realizzato nel 1918 dal pittore forlivese Maceo Casadei. Il monte Cengio (1.354 m), appartenente alle Prealpi vicentine, è noto soprattutto per l'estrema resistenza che i Granatieri di Sardegna offrirono all'avanzare delle truppe austro-ungariche durante l’offensiva nemica definita “Strafexpedition” (Spedizione punitiva) del maggio-giugno 1916. La tenuta di questo baluardo, che si affaccia sulla Val d'Astico e la pianura vicentina, fu fondamentale per arginare l’avanzata delle truppe imperiali, ma richiese il sacrificio di oltre duemila soldati.
Maceo Casadei (1899-1992) nacque a Forlì in una famiglia di modeste condizioni economiche che nel 1912 decise di emigrare a Lione; in Francia Maceo proseguì la propria formazione artistica, già iniziata in Romagna come allievo del pittore concittadino Giovanni Marchini. Tornò in Italia nel 1917, quando, appena diciottenne, fu chiamato alle armi: Maceo infatti faceva parte della classe dei “ragazzi del ‘99” che, nonostante la giovane età, fu arruolata per colmare i vuoti di combattenti creati nelle divisioni italiane dalla terribile disfatta di Caporetto. Venne quindi inviato a combattere come soldato nella 211 Compagnia mitraglieri Fiat, che operava in Trentino. L'esperienza drammatica della guerra e la logorante vita di trincea non portò però per il giovane artista alla rinuncia all'arte: molteplici sono infatti i dipinti e disegni realizzati al fronte tra il 1917 e il 1918, che raccontano dei luoghi e dei veri protagonisti della Grande Guerra, ossia i poveri soldati sepolti nelle trincee. I lavori di questa breve stagione, poco noti (non compaiono neanche nel catalogo "generale" delle opere di Maceo edito nel 2008), sono sparsi in varie collezioni e musei, tra cui un nucleo consistente, a cui appartiene l’opera in esame, fu donato dall’artista alla sezione forlivese dell’Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra. L’esperienza della guerra fu per Maceo fortissima, rinsaldando nel suo animo quei sentimenti patriottici di ascendenza risorgimentale che gli erano stati inculcati dalla famiglia: lo stesso nome “Maceo” del resto fu scelto dai genitori in onore del generale Antonio Maceo, rivoluzionario cubano che combattè fino alla morte contro i monarchici spagnoli per l'indipendenza del proprio popolo. A differenza di quanto avverrà durante gli scontri della seconda guerra mondiale, ai quali Maceo prenderà parte come fotoreporter e pittore inviato dall'Istituto Nazionale Luce, per la partecipazione alla Grande Guerra manca tuttavia la cronaca scritta dall'artista: sono infatti andate perse le numerose lettere che l'artista scrisse dal fronte alla sorella, che avrebbero sicuramente arricchito ancor più la testimonianza artistica del pittore forlivese.

Bibliografia Viroli G.
Maceo Casadei (1899-1992)
Venezia
Marsilio
2001
p. 19

Altre informazioni

Tipo di caratteri: corsivo//stampatello
Tecnica di scrittura: a inchiostro
Trascrizione: Vedette sul/ "Cengio"
Tipo di caratteri: corsivo//numeri arabi
Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: Maceo/ Casadei 1918
Tipo di caratteri: numeri arabi
Tecnica di scrittura: a penna
Trascrizione: 28
Tipo di caratteri: stampatello maiuscolo
Tecnica di scrittura: a pennarello
Trascrizione: VEDETTE SUL MONTE CENGIO
Tipo di caratteri: corsivo//stampatello//numeri arabi
Tecnica di scrittura: a pennarello
Trascrizione: Maceo/ Casadei/ FORLI' VIA TADOLINI 5

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