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14_Maceo_Il_Forte_Pozzacchio_Vallarsa_1918
14_Maceo_Il_Forte_Pozzacchio_Vallarsa_1918

Il Forte Pozzacchio – Vallarsa

14_Maceo_Il_Forte_Pozzacchio_Vallarsa_1918
14_Maceo_Il_Forte_Pozzacchio_Vallarsa_1918
Via Piero Maroncelli, 3 (c/o Palazzo del Mutilato) – Forlì (FC)

Casadei Maceo

1899/ 1992

disegno

carta/ pittura ad acquerello
mm
237(a) 283(la)
con cornice: larghezza 46,8//altezza 42//profondità 1,7
sec. XX (1918 – 1918)

n. Maceo Casadei, n. 14

Acquarello su carta bianca che rappresenta una struttura fortificata ricavata all'interno di uno sperone roccioso. L'opera è firmata e datata in corrispondenza dell'angolo inferiore destro, dove è apposto a penna anche il titolo dell'acquerello.

Acquerello, realizzato nel 1918 dal pittore forlivese Maceo Casadei, rappresentante il forte Pozzacchio (m 882), struttura fortificata austro-ungarica attiva nella Grande Guerra e sita alle pendici del monte Pasubio, in Vallarsa. Il forte costituiva un elemento della linea difensiva meridionale dell'Impero asburgico al confine col Regno d’Italia e fu ricavato all’interno in un promontorio roccioso a sud-est del paese di Pozzacchio. La struttura, che era rinforzata in cemento armato e si sviluppava su tre livelli collegati da scale, era dotata di gallerie interne, depositi, alloggiamenti, camminamenti protetti e postazioni di tiro esposte sulla valle; all'interno vi era anche un complesso sistema di canali e vasche che permetteva la raccolta dell'acqua piovana. La costruzione del forte iniziò nel 1913, ma non venne ultimata a causa dello scoppio del primo conflitto mondiale: il comando militare austriaco decise infatti di far arretrare la prima linea di difesa, abbandonando così il forte che venne preso dagli italiani il 3 giugno 1915; il comando italiano tuttavia non ritenne di armarlo in maniera efficace, tanto che il 22 maggio del 1916, nell'ambito dell'offensiva austriaca denominata “Straffexpedition” (Spedizione punitiva), la struttura fortificata fu riconquistata dagli austriaci. In seguito il forte Pozzacchio non fu più coinvolto in azioni significative e venne infine abbandonato dagli austro-ungarici nel novembre del 1918.
Maceo Casadei (1899-1992) nacque a Forlì in una famiglia di modeste condizioni economiche che nel 1912 decise di emigrare a Lione; in Francia Maceo proseguì la propria formazione artistica, già iniziata in Romagna come allievo del pittore concittadino Giovanni Marchini. Tornò in Italia nel 1917, quando, appena diciottenne, fu chiamato alle armi: Maceo infatti faceva parte della classe dei “ragazzi del ‘99” che, nonostante la giovane età, fu arruolata per colmare i vuoti di combattenti creati nelle divisioni italiane dalla terribile disfatta di Caporetto. Venne quindi inviato a combattere come soldato nella 211 Compagnia mitraglieri Fiat, che operava in Trentino. L'esperienza drammatica della guerra e la logorante vita di trincea non portò però per il giovane artista alla rinuncia all'arte: molteplici sono infatti i dipinti e disegni realizzati al fronte tra il 1917 e il 1918, che raccontano dei luoghi e dei veri protagonisti della Grande Guerra, ossia i poveri soldati sepolti nelle trincee. I lavori di questa breve stagione, poco noti (non compaiono neanche nel catalogo "generale" delle opere di Maceo edito nel 2008), sono sparsi in varie collezioni e musei, tra cui un nucleo consistente, a cui appartiene l'acquerello in esame, fu donato dall’artista alla sezione forlivese dell’Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra. L’esperienza della guerra fu per Maceo fortissima, rinsaldando nel suo animo quei sentimenti patriottici di ascendenza risorgimentale che gli erano stati inculcati dalla famiglia: lo stesso nome “Maceo” del resto fu scelto dai genitori in onore del generale Antonio Maceo, rivoluzionario cubano che combattè fino alla morte contro i monarchici spagnoli per l'indipendenza del proprio popolo. A differenza di quanto avverrà durante gli scontri della seconda guerra mondiale, ai quali Maceo prenderà parte come fotoreporter e pittore inviato dall'Istituto Nazionale Luce, per la partecipazione alla Grande Guerra manca tuttavia la cronaca scritta dall'artista: sono infatti andate perse le numerose lettere che l'artista scrisse dal fronte alla sorella, che avrebbero sicuramente arricchito ancor più la testimonianza artistica del pittore forlivese.

Bibliografia Viroli G.
Maceo Casadei (1899-1992)
Venezia
Marsilio
2001
p. 19

Altre informazioni

Tipo di caratteri: corsivo//numeri arabi
Tecnica di scrittura: a penna
Trascrizione: Vallarsa 1918- Il Forte Pozzacchio
Tipo di caratteri: corsivo
Tecnica di scrittura: a penna
Trascrizione: Maceo Casadei
Tipo di caratteri: numeri arabi
Tecnica di scrittura: a penna
Trascrizione: 14
Tipo di caratteri: corsivo//stampatello//numeri arabi
Tecnica di scrittura: a pennarello
Trascrizione: "FORTE POZZACCHIO" (Vallarsa 1918)
Tipo di caratteri: corsivo//stampatello//numeri arabi
Tecnica di scrittura: a pennarello
Trascrizione: Maceo/ Casadei/ FORLI' VIA TADOLINI 5

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