
1860/ 1932
stampa
Stampa riproducente nella parte alta un'opera di Giulio Aristide Sartorio, rappresentante un cavallo grigio lanciato in corsa, davanti a un fregio monocromo marrone di soldati a cavallo; nella parte bassa, su finto basamento, è scolpito il motto e posto, sulla sinistra, lo stemma reale; lungo il margine inferiore è apposta la scritta commemorativa autografa con firma non ben leggibile. Sul retro, probabilmente su un supporto diverso dal rovescio della stampa, è visibile una scritta dattiloscritta in rosso e blu che accompagnava l'invio della stampa: essa è datata in alto e reca in basso la firma autografa del Colonnello Marchino e il timbro del Comando del 3° Reggimento Savoia Cavalleria.
Stampa inviata dal Comando del 3° Reggimento Savoia Cavalleria di Milano alla famiglia dell'eroe della prima guerra mondiale Fulcieri Paulucci di Calboli (1893- 1919), in memoria dell'Arma. La stampa, realizzata presso la litografia Danesi di Roma, riporta l'autografo di Sua Maestà l'Ispettore Generale della Cavalleria (la cui firma non risulta però leggibile) e venne accompagnata dalla comunicazione dattiloscritta presente sul retro, che è firmata dal Colonnello Marchino, Comandante del Reggimento e datata 28 dicembre 1919.
Laureato a Genova nel 1914, il marchese Fulcieri era intenzionato a seguire le orme paterne intraprendendo la carriera diplomatica, quando l'imminenza della guerra lo spinse ad arruolarsi nell’ottobre del 1914 nel plotone allievi ufficiali del reggimento Saluzzo a Milano. Ne uscì ufficiale nel 1915 e fu tra i primi soldati italiani a varcare i confini nel maggio dello stesso anno come tenente di complemento del Reggimento Savoia Cavalleria. Dimostrò coraggio non comune, quando, sebbene ferito due volte nelle battaglie dell'Isonzo tra il 1915 e il 1916 e ormai inabile alla guerra in quanto zoppo, volle comunque rimanere al fronte e ottenne di poter servire come ufficiale osservatore di controbatteria. Il 18 gennaio 1917, presso Dosso Faiti (Carso sloveno), durante un turno di riposo si recò volontariamente ad un osservatorio di prima linea mentre si svolgeva un attacco nemico, in cui riportò la ferita alla schiena per una scheggia di shrapnel che lo ridusse sulla sedia a rotelle (per la paralisi degli arti inferiori). Fu per questo decorato con la medaglia d’oro al valor militare, che gli fu consegnata in ospedale dal Duca di Savoia, Emanuele Filiberto, il 27 gennaio 1917. Tornato in patria, seppur costretto alla sedia a rotelle, divenne uno degli animatori del "fronte interno", occupandosi di mobilitare i civili per il soccorso ai combattenti dopo la disfatta di Caporetto. Venne infine ricoverato in una clinica di montagna a Saanen, vicino Berna, dove morì il 28 febbraio del 1919.
Bibliografia
Mola P. (a cura di)
Wildt: L’anima e le forme
Cinisello Balsamo
Silvana Editoriale
2012
pp. 352-53
Tipologia: stemma
Posizione: fronte, all'interno della figurazione, in basso a sinistra
Descrizione: Stemma ovale crociato a stampa, sormontato da corona e posto al di sopra dell'indicazione "MCMXIX-MCMXX".
Tipologia: timbro a inchiostro
Identificazione: Comando del 3° Reggimento Savoia Cavalleria
Posizione: retro, su foglio dattiloscritto, in basso a sinistra
Descrizione: Timbro a inchiostro che riporta nel giro l'iscrizione "(3°) REGG. SAVOIA CAVALLERIA/ COMANDO" e al centro uno stemma non più decifrabile a causa dello sbiadimento dell'inchiostro.