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Resti di moschetto Automatico Beretta (MAB) modello 1938A
Resti di moschetto Automatico Beretta (MAB) modello 1938A

Moschetto Automatico Beretta (MAB) modello 1938A

Resti di moschetto Automatico Beretta (MAB) modello 1938A
Resti di moschetto Automatico Beretta (MAB) modello 1938A
Via Montanara, 1 – Castel del Rio (BO)

Moschetto Automatico Beretta (MAB) modello 1938A

strumenti e accessori

berretta

acciaio fusione

tornitura

foratura

filettatura

legno taglio

fresatura

foratura

verniciatura

890 (la)
gr. 4800
1938-1961

n. 00000778

Il Moschetto Automatico Beretta Mod. 1938, o più comunemente MAB 38 è un mitra, che ha fatto in passato parte delle armi di ordinanza delle forze armate e dell'ordine italiane.

Funzione: mitragliatrice

utilizzo individuale da parte del singolo militare

Fu progettato e disegnato dall'ingegner Tullio Marengoni ed entrò in produzione nel 1938. Primo e più importante acquirente dell'arma fu il ministero delle colonie che equipaggiò con esso la Polizia dell'Africa Italiana, tanto che nel maggio 1939 il sopra citato ministero ne aveva ordinati già 2000 esemplari all'azienda di Gardone Val Trompia. Contemporaneamente ne fu iniziato l'acquisto anche dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno per potenziare l'armamento dell'allora Regio corpo degli agenti di pubblica sicurezza. Benché già presentato con successo nel giugno del 1938 alle autorità militari e nonostante fosse stato subito omologato dall'Ispettorato di Artiglieria del Regio Esercito, inaspettatamente non fu adottato altrettanto velocemente da quest'ultimo, che decise di introdurlo in servizio solo nel dicembre del 1941, seguìto dalla Regia Marina che ne armò tutto il personale del Battaglione "NP" (Nuotatori Paracadutisti) e dalla Regia Aeronautica che ne consegnò pochi esemplari al suo Battaglione "ADRA" (Arditi Distruttori Regia Aeronautica). A causa del lento ritmo di produzione iniziale l'arma rimase piuttosto rara nel Regio Esercito Italiano. Solo nel 1943, parallelamente alla caduta di Mussolini e alla fuga dei reali in Puglia, vennero raggiunte quote di produzione significative. Per questo motivo il mitra venne adottato soprattutto dalle forze repubblichine e, conseguentemente, cadde spesso nelle mani dei partigiani della resistenza italiana.

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