
Imola
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Lasciando Imola per la via Emilia in direzione Faenza si giunge, dopo aver attraversato il fiume Santerno, a San Lazzaro dal nome del lebbrosario sorto alla fine del 1100. Con la soppressione della commenda da parte della Repubblica Cisalpina la proprietà fu acquisita dalla famiglia imolese dei conti Troni. Fu proprio il conte Tiberio Troni, dopo un periodo di decadenza, a ridare al complesso nuova vita. Oggi i conti della Porta, attuali proprietari e diretti discendenti, tentano di far sì che questi luoghi a loro cari restino vivi e vitali.
Sopraelevata rispetto alla strada e leggermente all’interno appare, fra alberature e siepi, la casa padronale di campagna Palazzo San Lazzaro. Il complesso si presenta ancora oggi come un insieme di edifici che sembrano un piccolo convento con un campanile a vela la cui campana fu benedetta dal Pontefice Pio XII all’epoca della sua visita.
Il fabbricato principale è diverso dai volumi tipici di molti casini padronali del territorio imolese: è meno “severo”, con una bella facciata dal lato di ponente che si apre sul giardino. Nelle cantine sono ben visibili i muri e gli archi più antichi e tutte le modifiche avvenute in questi secoli che hanno portato all’aspetto attuale. All’interno il corpo di fabbrica racchiude un cortile che dà luce e respiro alla parte centrale.
L’elemento predominante è l’Oratorio, incuneato nell’edificio tra due ali parallele con una bella cupola centrale la cui lanterna oggi non esiste più. Sul grande portale d’ingresso si trova una Deposizione opera del Biancini, ivi collocata negli anni ’60. La chiesa, tutt’oggi consacrata, fu rimaneggiata all’inizio del 1800 con affreschi geometrici dai caldi colori ocra. L’altare è andato perduto durante la seconda guerra mondiale così come il quadro raffigurante la resurrezione di San Lazzaro del quale restano parti fortemente danneggiate che si sta tentando di recuperare. Tiberio Troni e i suoi figli sono qui seppelliti come documentano le lapidi sulle pareti laterali. Gli arredi della chiesa provengono dalla cappella privata.
Esemplari di rilievo Intorno alla villa il giardino: cintato a levante da un lungo muro di mattoni, si apre a ponente sulla campagna coltivata a vigneti. Tanti gli alberi fra i quali spiccano grandi Tigli, Pinus Pinea, Querce e Ginko Biloba che denotano un impianto dal retaggio importante. Oggi si può ammirare una bella collezione di rose inglesi e peonie cinesi che conferiscono all’insieme un aspetto di semplicità e serenità agreste.
Via Emilia Levante 9
Imola (BO)