Cerca nel catalogo PatER

Ricerca avanzata

ER   IMG_8738
ER IMG_8738
ER  IMG_8742
ER IMG_8742
IB DSCN7479
IB DSCN7479
IB DSCN7503
IB DSCN7503
ERIMG_8720
ERIMG_8720
IBDSCN7478
IBDSCN7478
ERIMG_8743
ERIMG_8743

Forlì

Cimitero degli Indiani e Cimitero monumentale

ER   IMG_8738
ER IMG_8738
ER  IMG_8742
ER IMG_8742
IB DSCN7479
IB DSCN7479
IB DSCN7503
IB DSCN7503
ERIMG_8720
ERIMG_8720
IBDSCN7478
IBDSCN7478
ERIMG_8743
ERIMG_8743
via Ravegnana 235 – Forlì (FC)

Tel: 01628 507200 cimitero degli indiani
0543 720723 Certosa

La piccola area del cimitero è ben visibile anche dalla strada, con le lapidi in marmo bianco perfettamente allineate nel folto tappeto verde e accompagnate da lunghe e strette aiuole di piante da fiore, come è tipico dei cimiteri militari anglosassoni. La caratteristica peculiare, tuttavia, è l’irregolare presenza tra le tombe di grandi esemplari di bagolaro, dalle chiome assai espanse, che ombreggiano gran parte delle sepolture. Nell’insieme il luogo, così aperto, luminoso e allo stesso tempo in ombra, comunica un’impressione di pace e serenità.

Il Cimitero degli Indiani, segnato lungo il perimetro unicamente da una bassa siepe formale di crespino si estende sul lato opposto della strada rispetto al cimitero monumentale di Forlì, circondato da un alto muro con grandi aperture circolari e ombreggiato lungo la via Ravegnana da uno scenografico filare di annosi pini domestici. Le lapidi bianche, nei tre settori in cui il cimitero è diviso, si allineano secondo direzioni tra loro ortogonali e sono accompagnate da lunghe e strette aiuole dove con grande ordine sono coltivate piante da fiore, erbacee perenni, bulbose e, soprattutto, piccole rose. Nelle aiuole di contorno spiccano composizioni di bergenia e cineraria e arbusti di nandina, bosso, spirea, cotoneastro, erica, ibisco, lauroceraso e sanguinello, che nell’insieme creano una cornice variamente fiorita dalla primavera all’autunno.
Tra gli alberi del cimitero, in prevalenza disposti nelle aiuole dei lati nord, sud e est, si notano tre ginkgo (la maggiore con diametro di 34 cm), una catalpa (diametro 50 cm), due esemplari di acero americano (il maggiore con diametro di 95 cm). Gli esemplari arborei più interessanti, tuttavia, sono sicuramente gli otto bagolari presenti, cinque dei quali possono essere considerati monumentali. Oltre al Monumento Commemorativo delle Cremazioni, all’interno del piccolo cimitero si trova, nell’angolo a nord, un piccolo tempio affiancato da un cippo che riporta una dettagliata cronistoria della guerra in Italia tra 1943 e 1945. A fianco del cimitero è appena stata realizzata un’area verde pubblica, con una zona di orti urbani e giovani esemplari di leccio, sofora (della varietà pendula) e altre specie autoctone ed esotiche.

Il cimitero accoglie le sepolture di 495 caduti, di cui 15 ignoti, inquadrati nella IV, VIII e X Indian Division dell’esercito inglese; soltanto tre sono britannici, gli altri 492 sono indiani. Nel cimitero si trova, inoltre, il Monumento Commemorativo delle Cremazioni, dove sono tumulate le ceneri della pira funeraria di altri 768 caduti indiani di religione Sikh e Indù, che a differenza dei musulmani dopo la morte vengono cremati, i cui nomi sono incisi nel marmo bianco del memoriale. Nel 1944 due divisioni indiane, comprese nell’Ottava Armata Britannica, combatterono sul fronte della Linea Gotica e molti soldati caddero negli aspri scontri avvenuti quando il fronte attraversò questa zona (i forlivesi più anziani ricordano ancora gli alti soldati scuri e con il turbante delle divisioni indiane). Nel dicembre del 1944 l’area dove sorge il cimitero venne scelta come luogo di sepoltura dalla X Divisione Indiana, che era arrivata in zona nell’ottobre precedente e aveva giocato un ruolo importante, con pesanti perdite, nei durissimi combattimenti degli ultimi mesi di quell’anno. La divisione seppellì qui non soltanto i propri morti ma anche alcuni caduti della IV divisione, che l’aveva preceduta nella zona, e della VIII divisione, che combatté su questo fronte nella primavera del 1945. Dal 2007, nella prima metà di agosto di ogni anno, i membri della comunità Sikh dell’Emilia-Romagna si ritrovano qui per rendere omaggio ai loro caduti che combatterono per la liberazione dell’Italia. Nel 2011, durante la commemorazione, è stato inaugurato nei pressi del parcheggio un bel monumento in memoria dei caduti sikh, interamente realizzato a cura e a spese della comunità. Si tratta di una grande scultura in bronzo, alta quasi tre metri, dello scultore Stefan Popdimitrov, che rappresenta un soldato sikh con bandiera e fucile e un secondo soldato che soccorre un ferito italiano. Sul monumento è posta una targa con una frase di Winston Churchill che dà risalto all’importante contributo dei Sikh nella vittoria della Seconda Guerra Mondiale: “Grazie al loro prezioso aiuto oggi siamo in grado di vivere con onore, dignità e indipendenza. Nella guerra hanno combattuto e sono caduti per noi indossando il turbante”.

Esemplari di rilievo Gli otto bagolari che allargano la loro chioma sulle bianche sepolture hanno diametri che vanno dai 73 ai 113 cm (tre superano il metro di diametro e due vi si avvicinano molto); i tronchi grigi, brillanti e fortemente costoluti spiccano lungo i vialetti che si sviluppano tra le tombe. Le chiome sono molto ampie; solo quella dell’esemplare che porta il numero di censimento 352 è stata potata di recente, probabilmente perché aveva dato segni di sofferenza (alla base del tronco, che ha un diametro di 112 cm, sono evidenti i corpi fruttiferi di un fungo). L’esemplare numero 113, quello centrale dei tre allineati lungo la via Ravegnana, esibisce una chioma spettacolare e copre una superficie di terreno di oltre 20 m di diametro.

Esemplari di rilievo I grandi bagolari sono già ben visibili in una delle piccole mappe che furono disegnate, probabilmente per la realizzazione dei vari cimiteri di guerra, dall’Imperial War Grave Commission dell’epoca. Nella mappa, infatti, si notano nove grandi alberi, evidenziati in colore verde-azzurro, che spiccano sul resto della vegetazione, che è invece appena tratteggiata; gli esemplari sono disegnati esattamente nelle posizioni in cui si trovano almeno cinque dei bagolari oggi esistenti (gli altri potrebbero essere stati abbattuti e poi sostituiti per la costruzione dei due monumenti all’interno del cimitero, che nel disegno non erano previsti, almeno nell’attuale posizione). La mappa, quasi certamente risalente agli anni ’40, sarebbe la prova che gli odierni bagolari erano in buona parte già presenti nell’area quando essa fu scelta per realizzare il cimitero ed erano già di discrete dimensioni (i più grandi ora potrebbero avere intorno al secolo di vita).

Edifici e manufatti
Tipo: parcheggio
Particolarità: Sul lato meridionale del Cimitero degli Indiani, si apre un parcheggio al servizio delle aree cimiteriali ombreggiato da vecchi cipressi e ippocastani. Un cipresso all’angolo del piccolo negozio di fioraio ha una bella chioma piuttosto arrotondata (il breve tronco ha un diametro di 60 cm).
Tipo: certosa
Particolarità: Di fronte al parcheggio, oltre via Ravegnana, si trova l’ingresso del cimitero monumentale di Forlì, per la sua austera maestosità una delle principali architetture cimiteriali della Romagna. Dopo il celebre editto napoleonico di Saint Cloud (1804), Forlì attivò sin dal 1807 la costruzione del cimitero cittadino, che fu ampliato nel 1818 da Ruffillo Righini e poi rifatto e nuovamente ingrandito nel 1863. Nel cimitero neoclassicheggiante, tra i marmi bianchi e gli stucchi che spiccano sotto le arcate intorno al Pantheon, è condensato un secolo d’arte e hanno trovato sepoltura vari uomini illustri: il patriota e musicista Pietro Maroncelli, il tenore Angelo Masini, il pittore e architetto Marco Palmezzano, il patriota risorgimentale e politico Aurelio Saffi. Nel cimitero il monumento a Maria Ravaioli è opera di Antonio Canova e diversi altri sono stati eseguiti dal suo allievo Gaetano Lombardini (nato a Santarcangelo). La visita è interessante anche per gli alberi che si incontrano tra i sepolcri. Le aree verdi che fiancheggiano l’ingresso, oltre il muro di recinzione, sono ombreggiate principalmente da grandi cedri, mentre il muro perimetrale lungo via Circonvallazione Nord-est è fiancheggiato all’esterno da un lungo filare di cipressi disetanei. All’interno del cimitero, affollato da grandi tombe di famiglia, gli alberi non sono moltissimi ma quasi tutti di dimensioni ragguardevoli. Nel primo grande campo sulla destra dopo l’ingresso spiccano due cipressi (diametri 64 e 74 cm), un abete del Colorado (diametro 67 cm) e altri quattro cipressi disposti agli angoli di un incrocio di vialetti tra i monumenti tombali. Più vicino al Pantheon spicca la chioma di una farnia (diametro 60 cm) e, sulla sinistra, si innalza un altro cipresso (diametro 72 cm). In una parte del cimitero probabilmente aggiunta in seguito e situata dietro al Pantheon, verso ovest, le tombe sono un poco più rade e crescono un gruppetto di cedri e due esemplari di pino domestico (diametri 65 e 60 cm).

Dove si trova

via Ravegnana 235

Forlì (FC)

PatER