
Bologna
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Giardino storico
Il parco di Villa Aldrovandi Mazzacorati (3,6 ettari), con l’elegante cancellata d’accesso affacciata su via Toscana, si sviluppa in leggero pendio sulle prime propaggini collinari. Si presenta come una folta macchia di verde intorno all’edificio, con una porzione più ornamentale davanti alla facciata. Nel ’600 di proprietà dei conti Marescotti, la tenuta passò verso la fine del secolo agli Aldrovandi, che nella seconda metà del ’700 trasformarono il preesistente palazzo in una monumentale villa in stile neoclassico. Nella prima metà dell’Ottocento la villa passò ai marchesi Mazzacorati. Divenuta pubblica nel 1935, venne ampliata e adibita a convalescenziario e poi a ospedale militare e sanatorio. Il parco è stato aperto al pubblico nel 1974 e la porzione di giardino all’italiana davanti alla villa è stata più di recente intitolata al compositore Ferruccio Busoni, per un periodo direttore del liceo musicale cittadino.
La porzione di giardino all’italiana davanti alla villa si compone di due spazi prativi ornati da alberelli di arancio spinoso, aiuole di rose antiche, siepi di lauroceraso e gruppi di secolari magnolie spoglianti (Magnolia soulangeana) e sempreverdi (M. grandiflora); al centro di entrambi i prati spicca una fontana. La restante parte del parco, ai lati e alle spalle della villa, ha caratteristiche più paesaggistiche e romantiche, con sinuosi viali fiancheggiati da basse siepi di ligustro che delimitano lembi ombreggiati con alberi anche di notevoli dimensioni. Gli esemplari arborei appartengono in prevalenza a specie sempreverdi (secolari lecci e tassi, grandi cedri, cipressi, pini, un imponente esemplare di sequoia gigante) ma compaiono anche numerosi tigli e aceri campestri. Durante la seconda guerra mondiale nel parco vennero abbattute più di trecento piante e buona parte del patrimonio arboreo odierno è stato impiantato nel dopoguerra. Un punto suggestivo è la grotta in travertino con vasca d’acqua, ombreggiata da un bell’esemplare di fotinia e da due tassi, che fa da sfondo al piccolo giardino racchiuso tra le ali posteriori dell’edificio.
La storia della villa ha avuto inizio nel 1616, quando il conte Annibale Marescotti acquistò la tenuta di Camaldoli, lungo la cosiddetta “Strada di Toscana”, non distante dal luogo dove secoli prima sorgeva l’eremo di Santa Maria di Camaldoli, fondato nel XII secolo, di cui non restano più tracce. L’antica presenza del monastero è tuttora richiamata da una croce su colonna, più volte ricostruita, all’inizio dell’odierna via Croce di Camaldoli, che era la strada di accesso all’eremo. La casa colonica al centro della tenuta venne dai Marescotti trasformata in un palazzo signorile circondato da giardini e fontane. Nel 1696 la tenuta passò in eredità alla casata degli Aldrovandi, che tra il 1769 e il 1772, su progetto di Francesco Tadolini, modificarono a loro volta l’edificio, aggiungendo la monumentale facciata neoclassica e le ali laterali porticate. Gli interni della sontuosa residenza si arricchirono del delizioso teatrino privato che Gianfrancesco Aldrovandi utilizzò per allestire spettacoli insieme ai nobili amici. Intorno al giardino, ornato di numerosi vasi con agrumi e piante di fiori, si estendevano frutteti, vigneti e campi coltivati. Tra la fine del ’700 e gli inizi del secolo successivo furono costruite le scuderie, non più esistenti, e una grande “cedraja” per riparare i vasi di agrumi durante l’inverno. Dopo qualche decennio la villa passò ai marchesi Mazzacorati, il cui stemma campeggia sulla facciata, e prima della fine dell’Ottocento alla famiglia Sarti. Il parco della villa, a tratti fittamente boscato, si estendeva allora dal Molino Parisio sino alla Croce di Camaldoli e lambiva la strada di Monte Donato. Nel 1935 la villa diventò pubblica e tre anni dopo venne adibita a Convalescenzario dei Lavoratori. A questo periodo risalgono il prolungamento posteriore sul lato sinistro e altre discutibili trasformazioni. La villa subì gravi danni durante la guerra, quando fu destinata a ospedale militare, e negli anni successivi venne ulteriormente rimaneggiata per ospitare un sanatorio. Attualmente ospita servizi sanitari e sociali dell’Azienda USL di Bologna, uffici di quartiere e spazi espositivi e museali.
Esemplari di rilievo Nel ricco patrimonio arboreo del parco, sul fianco occidentale della villa si nota uno splendido leccio (diametro 76 cm), davanti a un accesso laterale all’edificio,
Esemplari di rilievo a breve distanza spicca un esemplare di sequoia gigante (diametro 115 cm), ancora notevole per la mole grandiosa del fusto anche se un fulmine lo ha privato della cima.
Esemplari di rilievo Dietro ai campi di bocce, tra cedri dell’Atlante e cipressi dell’Arizona, si staglia un secolare cedro dell’Himalaya (diametro 100 cm).
Esemplari di rilievo Tra gli alberi sopravvissuti ai tagli dell’ultima guerra sono presenti anche alcune magnolie, tra cui un bell’esemplare (diametro 60 cm) nelle grandi aiuole del giardino sul retro della villa.
Esemplari di rilievo Nel gruppo di credi che si trova a sinistra dell’ingresso principale del parco, alcuni esemplari raggiungono un diametro di 90 cm.
Esemplari di rilievo Una curiosità, infine, è rappresentata da un leccio (diametro 83 cm) e un tasso(diametro 55 cm) affacciati su via Toscana, che da oltre un secolo hanno fuso le loro chiome.
Provvedimenti di tutela DLgs n. 42/2004, art.10
Provvedimenti di tutela L.n. 364/1909
Provvedimenti di tutela DM (L. n. 1497/1939)
Provvedimenti di tutela Dlgs n.42/2004, art.136, lett c) e d)
via Toscana 19
Bologna (BO)