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borsa

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Piazza Casotti, 1 – Reggio Emilia (RE)

manifattura italiana

borsa

tavola/ pittura a olio
cm
22(a) 18(la)
sec. XIX (1800 – 1848)

n. 6/14

Borsa da sella con cartuccera in cuoio e pelle tinta appartenuta a Carlo Zucchi.

Carlo Zucchi nasce a Reggio nell'Emilia il 10 marzo 1777, muore a Reggio nell'Emilia il 19 dicembre 1863 è stato un generale italiano. Soldato di Napoleone dal 1796, veterano della invasione degli Stati Pontifici, di Corfù, di Novi, della traversata del San Bernardo, del Tirolo, di Dalmazia, del Sacile e del Piave, del Tarvisio, di Raab, di Pressburgo, di nuovo del Tirolo, di Neustadt, di Lutzen e Bautzen e Lipsia. Capitano aiutante maggiore nel 1800, capo battaglione nel 1805, tenente colonnello nel 1807, legion d'onore eppoi generale di brigata nel 1809, governatore militare a Verona, Cremona, Padova, Ispettore Generale di tutta la fanteria del Regno nel 1811 e 1812, governatore della fortezza di Mantova e comandante l'ala destra dell'esercito del Beauharnais alla battaglia del Mincio.
Il 3 febbraio 1831 il duca di Modena, Francesco IV, fece arrestare il patriota Ciro Menotti; a Modena scoppiava l'insurrezione, mentre a Reggio Emilia si organizzava un corpo di truppe al comando del generale Carlo Zucchi, che assumeva la guida del governo provvisorio il 7 marzo. Gli 800 volontari del generale Zucchi impegnarono duramente gli austriaci: memorabile fu il combattimento di retroguardia a Rimini del 25 marzo. Essi ripiegarono poi indisturbati, insieme ai circa 6.000 uomini mobilitati nei territori ribelli, sulla fortezza di Ancona, ove la rivoluzione si spense alcuni giorni più tardi. Ad Ancona il 28 marzo Zucchi fu costretto ad imbarcarsi per la Francia, insieme ad un centinaio di altri rivoluzionari, tentando di mettersi in salvo; ma il brigantino Isotta sul quale viaggiava venne catturato dall'allora capitano di vascello della marina austriaca Francesco Bandiera, padre dei due famosi fratelli Attilio ed Emilio, e tutti i rivoluzionari furono arrestati.
Il 4 giugno 1832 una commissione militare austriaca condannò Zucchi alla pena di morte, poi commutata in venti anni di carcere duro a seguito dell'intervento della corte francese.
I fatti del 1848 lo trovano ancora prigioniero nella fortezza di Palmanova, della quale assunse il comando e dalla quale sostiene l'assedio imperiale con circa 1.440 combattenti tra regolari e volontari.
Nell'ottobre-novembre 1848 fu l'ultimo ministro delle Armi di Pio IX da sovrano costituzionale.
Trascorse gli ultimi anni di vita nella sua città natale, impegnato a scrivere le sue memorie.

Altre opere in Musei Civici – Museo del Tricolore (196)
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