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paesaggio lacustre con figure e barca

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Via Firenze, 164 – Forlì (FC)

dipinto

tela/ pittura a olio,
legno
cm
41(a) 88(la)
altezza con cornice: 46,5//larghezza con cornice: 92//profondità con cornice: 2,5
sec. XX (1950 – 1950)

n. Villa Saffi, n. 50

Dipinto che rappresenta, con stesure molto sottili di colore e toni smorzati, un paesaggio lacustre con due figure e una barca sullo sfondo.

Sopraporta che decora l'entrata di destra del salone grande di Villa Saffi. Secondo quanto riportato nell'inventario della casa museo, il dipinto, insieme al sopraporta di sinistra, sarebbe opera del pittore Amerigo Bartoli Natinguerra (Terni, 1890 – Roma, 1971) e sarebbe stato realizzato intorno al 1950 circa. La notizia, che prende spunto dalle comunicazioni orali della custode storica della villa, è supportata dal vincolo d'amicizia che legava il pittore al conte Aurelio Enrico Saffi (Bologna 1890 – Forlì 1976), nipote del patriota forlivese (era infatti figlio di Giovanni Emilio, secondogenito di Aurelio Saffi), che pur vivendo a Roma, era solito passare le sue estati nella villa di famiglia a San Varano. Laureato in lettere, Aurelio Enrico Saffi fu tra i fondatori della rivista letteraria romana «La ronda», della quale fu dapprima segretario di redazione, per poi diventarne nell’aprile 1920 direttore insieme a Vincenzo Cardarelli. Proprio frequentando l'ambiente dei salotti letterari romani, Saffi entrò in contatto con il Bartoli, tanto da esserne ritratto nel famoso dipinto "Gli amici al Caffè" (1930, Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma), che immortala la terza saletta del rinomato Caffè Aragno di Via del Corso, noto ritrovo artistico del tempo. Nel 1937 Aurelio Enrico Saffi affidò dunque all'amico pittore la realizzazione dei dipinti murali nella cosiddetta "Sala del ping-pong" di Villa Saffi, eseguiti con la tecnica del trompe-l'oeil. La sala deve il suo nome al tavolo da ping pong che Giorgina Saffi, moglie di Aurelio Saffi e nonna di Aurelio Enrico, fece portare a Forlì per intrattenere i propri figli: il gioco, di origine cinese, ai tempi era del tutto sconosciuto in Italia, mentre era diffuso in Inghilterra, terra d'origine di Giorgina. E' del tutto plausibile quindi che in un'altra occasione siano stati realizzati i due sopraporta in questione: il Bartoli era infatti solito accompagnare Aurelio Enrico nei suoi consueti soggiorni estivi a Forlì.

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