
manifattura veneziana
vassoio
n. Villa Saffi, n. 140
Vassoio in peltro ovale e sagomato a crespina; sul retro è presente il punzone che fa riferimento alla produzione dell'oggetto.
Vassoio da frutta in peltro realizzato a Venezia tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo.
Il peltro viene comunemente considerato il sostituto più economico dell'argento, utilizzato per gli oggetti destinati alle classi meno abbienti. In realtà fino al Settecento, vasellame e stoviglie di peltro erano frequenti anche nelle dimore della nobiltà e solamente a partire dalla fine del secolo furono sostituiti nei gusti dei ceti aristocratici e nell'alta borghesia dalla porcellana e dalla ceramica. L’Italia, non possedendo miniere di stagno, che è il principale componente del peltro, non ne incentivò particolarmente la produzione, florida invece nel centro Europa e in Inghilterra (l'origine britannica di Giorgina Craufurd, moglie di Aurelio Saffi, potrebbe quindi spiegare la presenza nella casa museo di diversi manufatti in peltro). Dal momento che lo stagno veniva importato in Italia prevalentemente dalla Germania, le poche botteghe di peltrai si concentrarono nell'Italia settentrionale organizzandosi in corporazioni, con precisi ordinamenti e statuti, e adottando un sistema punzonale o di certificazione analogo a quello degli argentieri. Nel caso del peltro, oltre che a tutelare gli interessi degli iscritti alla corporazione dalla concorrenza, l’uso dei punzoni era volto principalmente a regolamentare la quantità di piombo tollerabile nella lega per la realizzazione di oggetti in peltro destinati a usi alimentari, così da evitare il rischio dell’ avvelenamento da piombo. Sui manufatti veniva quindi apposto il marchio di garanzia, attestante la "bontà" o legalità della lega impiegata: nel caso in esame il peltro è definito "FIN” (fino), ossia la lega migliore, costituita da un'alta percentuale di stagno (superiore al 90%), che si caratterizza per il colore chiaro e brillante. Oltre al marchio di garanzia, sugli oggetti veniva apposto il simbolo territoriale, le iniziali del pubblico bollatore e quelle del peltraio. Sul vassoio oggetto della scheda è ben riconoscibile il simbolo della città di Venezia, cioè il leone di San Marco (in questo caso “andante” e non “in moleca” come in altri manufatti): del resto è testimoniato che i "peltreri" veneziani svolsero in Italia il ruolo di guida nella produzione di questo particolare metallo, tanto da essere richiesti anche all'estero, ad esempio in Boemia. Non è stato però possibile identificare la particolare bottega che produsse l'oggetto in questione e che si firma con le iniziali "AA".
Tipologia: punzone
Posizione: retro, al centro
Descrizione: Punzone impresso rappresentante all'interno di una sottile corona cordonata il leone di San Marco e, al di sotto di esso, la scritta in stampatello maiuscolo "FIN". Ai lati del tondo due marchi rettangolari riportano, a sinistra, le iniziali "AA" e, a destra le lettere "FIN".