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testa di divinità femminile

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Via Contessa Matilde, 10 Valsamoggia (BO)
scultura
marmo
età romana
sec. II d.C. (- – -)
22,5 (a)

n. 226096

La testa, spezzata irregolarmente in corrispondenza del collo, presenta il volto di forma ovale allungata, con lineamenti quasi illeggibili a causa del cattivo stato di conservazione; si riconoscono tuttavia gli occhi, privi di iride, la fessura e gli angoli della bocca e il trago delle orecchie, tutti realizzati con colpi di trapano. Il volto, con postura quasi frontale, è incorniciato da un’acconciatura a doppio nodo.

Primi decenni del II secolo d.C.
Costituita da tre frammenti ricomposti. Dalle analisi si presuppone che si tratti di marmo grigio di Corfù. La presenza di una frattura irregolare in corrispondenza del collo induce ad ipotizzare la sua appartenenza ad una statua di grandezza di poco inferiore al naturale, riferibile ad una divinità femminile. L'importanza della figura rappresentata traspare dalla complessa acconciatura: i capelli infatti, divisi in due bande da una scriminatura centrale, sono raccolti sia sulla sommità del capo, con un nodo a "farfalla" che lascia scoperta una parte del nastro (tenia), sia sulla nuca dove formano un piccolo nodo. Questo tipo di pettinatura, così ricca ed elaborata, ricorre frequentemente nelle sculture raffiguranti due divinità: Venere e Diana Cacciatrice.

Bibliografia Burgio R./ Campagnari S. (a cura di)
Il Museo Civico Archeologico “Arsenio Crespellani” nella Rocca dei Bentivoglio di Bazzano
Bologna
Edizioni Aspasia
2008
pp. 113-115, n. 1

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