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ritratto dell'ingegnere Emilio Rosetti

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Piazza A. Fratti, 4 – Forlimpopoli (FC)

Lolli G.

notizie 1885

dipinto

tela/ pittura a olio
cm
74,5(a) 54,5(la)
sec. XIX (1885 – 1885)

n. 3476

Emilio Rosetti è raffigurato a busto intero, girato di tre quarti verso sinistra, lo sguardo rivolto frontalmente. Veste una giacca nera, con panciotto da cui fuoriesce una candida camicia bianca ornata da una sottile cravatta. Tiene la mano sinistra infilata sotto il lembo della giacca. La figura si staglia su di un fondo bruno che conferisce alla composizione una certa solennità.

Il ritratto è reso con naturalismo, il che denota una certa perizia da parte del pittore. La tela è firmata da G. Lolli, artista di cui ad oggi non si hanno notizie. Si tratta, presumibilmente, di uno dei due ritratti commissionati dal Comune di Forlimpopoli per onorare la figura dell'illustre concittadino. Come si evince da un documento recentemente rintracciato e pubblicato (U. De Giorgio, …), il 14 maggio 1885 il Consiglio comunale si trova a discutere il seguente 'ordine del giorno': "Dono al professore sig. Rosetti Emilio per vari lavori da ingegnere gratuitamente eseguiti al municipio". Difatti il Rosetti, ingegnere e professore di matematiche presso l'Università di Buenos Aires, aveva redatto "due importanti e lodatissimi progetti pel Municipio, il primo per la costruzione di una strada da Forlimpopoli a Meldola e di un ponte sul fiume Ronco, e l'altro per l'erezione di due simetriche (sic) palazzine all'ingresso del nuovo rettilineo interno di questa città. Il lodato professore, ansioso com'era, di lasciare una memoria al paese nativo, gradì molto l'incarico affidatogli, e con squisita cortesia volle dargli gratuitamente esecuzione. Per dare al chiarissimo sig. Rosetti un attestato di doverosa gratitudine di questa Amministrazione, il sig. Presidente propone di fare eseguire a spese del Comune due ritratti del sudetto su tela ad olio, per fargliene un dono coll'uno, e decorarne dell'altro la sala delle adunanze consigliari, a titolo di onoranza. Il Consiglio, plaudendo alla proposta del sig. sindaco facente funzioni, l'approva ad unanimità, incaricando la Giunta a fare in modo che il dono riesca decoroso e soddisfacente, e presto possa vedersi nella sala consigliare l'immagine del cittadino che ha già illustrato col suo nome il paese". Emilio Rosetti (Forlimpopoli, 19 maggio 1839 – Milano, 30 gennaio 1908) fu il fondatore della Facoltà di Ingegneria all'Università di Buenos Aires. Figlio di Pellegrino Rosetti, venne avviato ben presto agli studi, considerate le sue straordinarie capacità intellettuali, perché si impadronisse delle basi del sapere. Studiò a Firenze, poi all’Università di Bologna dove si iscrisse alla Facoltà di Matematica e Ingegneria. Chiamato alle armi, fu inviato a Torino dove si laureò ingegnere nel 1864. Terminati gli studi, ricevette l'invito dal governo argentino a recarsi a Buenos Aires. Nella capitale fu docente di scienze fisiche matematiche e poi di fisica al Collegio nazionale. In seguito fondò la prima Facoltà di Ingegneria presso l’Università di Buenos Aires. Ricevette molti incarichi che gli procurarono fama e prestigio: fra gli altri, a lui si deve il progetto per la costruzione della linea ferroviaria che doveva attraversare le Ande per congiungere Argentina e Cile nonché quello della grande stazione ferroviaria di La Plata.
Per quanto riguarda gli incarichi onorifici, Rosetti fu socio onorario e fondatore della "Sociedad Paleontologica" di Buenos Aires (1865); socio fondatore e primo presidente della "Sociedad Cientifica Argentina", della quale fu membro onorario anche Charles Darwin (1872); socio fondatore e consigliere dell’ "Instituto Geografico Argentino" (1880). Ritornò definitivamente in patria dopo 20 anni, nel 1885, con la carica di Console per la provincia di Forlì del governo argentino. Sposò la sorella di Ernesto Teodoro Moneta, unico Premio Nobel italiano per la Pace (1907). Viaggiatore attento e curioso, Rosetti ebbe modo di visitare molte nazioni ma non dimenticò l’Italia e il suo paese natale. Nell'ultima parte della sua vita si dedicò infatti a studi di storia locale, come ben testimoniano molte delle sue opere fra cui “La Romagna. Geografia e storia” pubblicata a Milano nel 1894, testo imprescindibile per gli studi locali, considerata la prima opera nella quale i confini della Romagna vengono definiti in modo razionale e documentato.

Altre informazioni

Tipo di caratteri: corsivo
Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: G. Lolli

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