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Madonna del Fuoco

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Piazza A. Fratti, 4 – Forlimpopoli (FC)

ambito forlivese

dipinto

tela/ pittura a olio
cm
40(a) 25(la)
sec. XVIII (1700 – 1799)

n. 5358

La Madonna è rappresentata a mezza figura, vestita della tunica rosa e di un manto azzurro, decorato con piccoli motivi dorati. Lambita da lingue di fuoco, tiene il Bambino in grembo, seduto sul lato sinistro: ha sul petto il simbolo della croce. Porta sul capo una corona dorata e decorata con gemme. Ai due lati, simmetricamente, sono riprodotti – contro un cielo turchese – i simboli antropomorfizzati del sole e della luna.

Il piccolo dipinto venne allogato nell'attuale sistemazione in data imprecisata, in sostituzione dell'immagine della "Madonna di Reggio", non più rintracciabile all'interno della chiesa e, verosimilmente, andata perduta. Secondo indicazioni bibliografiche (Aldini 1993), l'immagine della Madonna del Fuoco, patrona della città di Forlì, proverrebbe dalla chiesa di San Nicola di Bari (più comunemente nota come chiesa di San Nicolò), donata nel 1679 dal principe Giulio Savelli di Roma alla Confraternita dei Battuti Neri. L'indicazione è verosimile dal momento che il Valbonesi attesta l'introduzione, per volontà del canonico don Francesco Bazzoli, "della devozione della Novena e Festa nel Febbraro" della Beata Vergine del Fuoco all'interno di questa chiesa. L'immagine riproduce fedelmente l'iconografia tradizionale della Madonna del Fuoco che deriva dalla xilografia quattrocentesca conservata e venerata nell'omonima cappella nella chiesa cattedrale di Forlì: i simboli astrali del sole e della luna, le lingue di fuoco entro cui sono raffigurati la Vergine e il Bambino, a evocare l'evento miracoloso che sta all'origine del culto dell'icona (la xilografia si preservò dall'incendio divampato nella notte del 4 febbraio 1428). La trattazione dei lineamenti e delle proporzioni delle figure della Vergine e del Bambino presenta caratteri molto elementari e, assieme all'utilizzo di colori molto vividi, fa propendere per una produzione artistica a carattere devozionale e popolaresco. La piccola tela forlimpopolese è testimonianza della venerazione e della diffusione del culto della Beata Vergine del Fuoco oltre i confini della città di Forlì.

Bibliografia Valbonesi L.
Notizie storiche delle Confraternita della Buona Morte e dell’Ospedale già dei Pellegrini in Forlimpopoli
Bertinoro
Tipografia Bordandini
1858
p. 69

Bibliografia Aldini T.
La Chiesa e il Convento dei Servi in Forlimpopoli
Forlimpopoli
Nuova Tipografia
1993
p. 105, n. 27

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