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trebbiatrice per riso

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Via San Marina, 35 – Bentivoglio (BO)

trebbiatrice per riso

[trabjadaura]
ditta A. Rigosi e figli- Castel Maggiore (BO)

legno

acciaio

ferro

cm
335 (a) 210 (la) 700 (l)
1965 ca.

n. 401

Il meccanismo fondamentale è il battitore, sorta di tamburo rotante nella griglia o controbattitore. Questa presentava un numero di spranghe fornite di denti e la si poteva avvicinare (chiudere) oppure allontanare (aprire) dal battitore per ottimizzare il risultato, cioè per togliere tutti i grani senza romperli. Griglia e battitore lavoravano come pettini incastrati, di cui quello mobile, il battitore, doveva girare alla corretta velocità.

Funzione: distaccare le carriossidi del riso dalle spighe e separarle dalla paglia e altre impurità

Azionata da una motrice attraverso una puleggia che trasmetteva il movimento al battitore e ai setacci. I covoni erano porti con un tridente; sul pianale della macchina una persona tagliava il legaccio, un’altra persona presentava il covone al battitore e se lo lasciava sfilare dalla mano con regolarità evitando ingorghi e tempi vuoti, che rendevano irregolare lo scarico del riso. Dalle bocchette con sportellino usciva il riso.

Questa particolare trebbiatrice da riso non venne mai utilizzata perchè già fuori mercato, soppiantata dalle mietitrebbie.