
ambito Italia centro-settentrionale
formella a rilievo
n. 1207
Formella curvilinea, componente di una cornice d’arco. Si inseriva nella cornice in modo da lasciare in vista solo il piatto del laterizio, costituendo un elemento unicamente decorativo e non strutturale. Il piatto presenta una bella decorazione con un fregio ondulato di foglie d’acanto con palmette contrapposte. All’interno dei girali vegetali si trovano alternati un uccellino dal volo spiegato e dei girali più sottili volti a spirale, che si di partono dal tralcio centrale. La cornice inferiore è più sporgente rispetto al piano di fondo, composta da un listello piatto e da una fascia di fogliette, perle e fuseruole.
La formella componeva la decorazione di un’arcata di una finestra o probabilmente di un porticato. La decorazione, modulare, si componeva di più tabelle di cotto, tecnicamente eseguite a calco e poi assemblate e stuccate al fine di nascondere le cesure tra i vari elementi (si notano ancora tracce di malta sui lati della formella). Non sono presenti tracce di policromia. Il retro della formella presenta, oltre il fil di ferro aggiunto modernamente per la precedente sistemazione nel Museo, tre scanalature parallele eseguite per la cottura della terra senza fratture.
Lo stile e la tipologia del rilievo fanno propendere per una datazione alla fine del XV secolo- inizi del XVI. Il rilievo elegante e sinuoso infatti può essere accostato ai motivi delle fasce decorative di palazzo Sersanti (1480-1484) o di Palazzo Machirelli-Dal Pozzo (1482 ca.) ad Imola, ed ancora ai frammenti della decorazione del Palazzo Vaini, di grande qualità e freschezza.
Imola può essere detta a titolo, come ogni città padana, “città del cotto” ed in particolare tra Quattro e Cinquecento il mattone divenne il materiale prevalentemente usato nelle costruzioni ed anche nelle decorazioni architettoniche. Numerosi sono i palazzi, tra cui i principali sono quelli precedentemente citati, che fanno ancora sfoggio di varietà di fasce e ghiere decorative in cotto eseguite a stampo, ove tuttavia la serialità è smorzata grazie alla freschezza del rilievo ed alla capacità di variare ornati anche all’interno di uno stesso ambiente. Questa fortuna del cotto si accompagna ad Imola alla stagione del rinnovamento edilizio iniziato con la signoria dei Riario Sforza (1474-1499), sotto i quali, e spesso per loro commissione diretta, vennero eseguiti molti dei palazzi che ancora oggi attestano il gusto decorativo di fine Quattrocento, come palazzo Sersanti (detto precedentemente Riario-Sforza) o l’Albergo El Cappello.
Al di la di questi notevoli esempi sicuramente la presenza dei laterizi decorativi doveva essere molto più capillare e diffusa nel tessuto urbano, anche in edifici privati e più modesti (come accade a Bologna e Ferrara).
Non è nota la provenienza né le modalità di ingresso al museo della tabella, che è componibile con quelle inventariate con nr. 27-29, ricostruendo un significativo brano dell’originaria decorazione.
Bibliografia
Mancini F.
Urbanistica rinascimentale a Imola da Girolamo Riario a Leonardo da Vinci: (1474-1502)
Imola
Grafiche Galeati
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Bibliografia
Pedrini C.
Ceramiche e terrecotte come decorazioni architettoniche: un itinerario imolese
Musei Civici di Imola. Le Ceramiche
Imola
Analisi
1991
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Bibliografia
Pedrini C.
Dalla collezione museale alla città: il cotto ad Imola
Il cotto tra storia e ricerca
Firenze
1997
pp. 31-40