
1888/ 1958
monumento commemorativo
Nella statua in bronzo il giureconsulto è rappresentato a figura intera, con le braccia congiunte all’altezza della cintura e le mani sovrapposte; nella sinistra stringe un fascio di carte. Nel viso incorniciato da barba e baffi la fronte è aggrottata. Su basamento con iscrizione: A / GIUSEPPE MANFREDI / LA NAZIONE.
Giuseppe Manfredi (Cortemaggiore 1828 – Roma 1918), politico e patriota italiano, dopo avere ricoperto diverse cariche a livello locale, fu procuratore generale della Corte di Cassazione a Firenze; nel 1876 venne nominato senatore e fu presidente del Senato del Regno dal 1908 al 1918. Animatore dei moti risorgimentali del 1859 nelle zone di Piacenza e Parma, alla partenza degli Austriaci fece parte, insieme a Giuseppe Mischi e a Fabrizio Gavardi del governo provvisorio di Piacenza, fu poi membro dei vari governi che si susseguirono e organizzatore dei plebisciti che sancirono l’annessione dei territori dell’ex ducato al regno sabaudo. Si dedicò poi alla carriera di magistrato.
Nel 1914 lo scultore Francesco Riccardo Monti (Cremona 1888 – Manila 1958) vinse il concorso per il monumento in bronzo a Manfredi «degno figlio della vicina Corte Maggiore». L’opera, inizialmente collocata in piazza Vittorio Emanuele II, si trova oggi nei giardini pubblici.
Tra le prime descrizioni critiche del monumento è quella di un anonimo cronista del quotidiano cremonese «La Provincia»:
“Egli mi guida tosto fuori della stanza; mi fa attraversare un lungo cortile tutto ingombro di marmi, di opere, di sculture, di modelli, e pervenuto a un certo punto — Eccolo, mi dice — Splendido non potei fare a meno di esclamare subito; e strinsi la mano al modesto artista che rimase commosso a questa mia esclamazione, e più all’atto. Che vuolsi? Si potrà essere stanchi fino quasi alla noia di tante statue erette in ogni dove su basi che certamente si ripetono; ma la statua del senatore Manfredi, modellata al doppio del naturale dal nostro Monti ed ergentesi sopra una base alta circa due metri e mezzo, costringe davvero a guardarla anche chi, come era il caso, non conosce di persona il soggetto figurato. È modellata infatti in un atteggiamento così semplice e a un tempo così espressivo, che fa venir voglia di chiedere: Ma chi è quell’uomo? Certo deve essere stato un uomo insigne.”
La tradizione locale vuole che il monumento magiostrino altro non sia che un avanzo del precedente concorso per il monumento di Busseto a Giuseppe Verdi (1913), adattato al somigliante, ma ben vivo, senatore conte Giuseppe Manfredi. Oltre al monumento, sulla facciata di una casa del paese (via Cavour 15) si trova l’epigrafe: «IN QUESTA CASA NACQUE / IL 17 MARZO 1825 / GIUSEPPE MANFREDI / PATRIOTA E MAGISTRATO / PRESIDENTE DEL SENATO DEL REGNO / NELL’ULTIMO DECENNIO DI SUA INTENSA VITA / 1908 — 1918 / NEL CENTENARIO DEL FATIDICO 1859 / IL COMUNE / VOLLE PERPETUATA LA MEMORIA».
Bibliografia
Piraccini O. (a cura di)
Monumenti tricolori : sculture celebrative e lapidi commemorative del Risorgimento in Emilia e Romagna
Bologna
Editrice Compositori
2012
pp. 83, 84, 158