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il monumento in Piazza Filopanti
il monumento in Piazza Filopanti

statua di Quirico Filopanti in piedi con libro in mano e scialle sulle spalle, su basamento

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il monumento in Piazza Filopanti
il monumento in Piazza Filopanti
Piazza Filopanti
Piazza Filopanti – Budrio (BO)

Golfarelli Tullo

1852/ 1928

monumento commemorativo

bronzo/ fusione,
marmo/ scultura
sec. XX (1913 – 1913)

Filopanti è ritratto in piedi, in movimento, con un libro nella mano sinistra; indossa un cappotto, ed ha le spalle coperte da uno scialle, lo stesso che indossava abitualmente, e che Augusto Majani (Nasica) disegnò nei celeberrimi ritratti dedicati al «professore dell’infinito». Su basamento marmoreo.

Nel 1912, in occasione del centenario della nascita, si formò a Budrio il Comitato per il monumento a Filopanti, presieduto dal maestro Pietro Nanni, amico di Quirico, anch’egli garibaldino, che con lui aveva combattuto a Mentana. Il monumento in bronzo, realizzato dallo scultore cesenate Tullo Golfarelli, fu inaugurato al centro della piazza principale del paese, che dal 1895 ne portava già il nome, il 15 giugno 1913. Le tre epigrafi collocate sul basamento furono dettate dal sindaco, l’avvocato Ugo Lenzi, massone come massone era stato lo stesso Filopanti.
Il «Giornale del Mattino» dedicò l’intera prima pagina a «La grandiosa manifestazione di Budrio», cui presero parte le rappresentanze di centinaia di municipi, associazioni, circoli politici, la maggior parte con bandiere (se ne contarono oltre trecento) e fanfare:
“Mai forse, come per questa solenne e festevole occasione, una così varia e imponente fiumana di popolo rigurgitò nella storica piazza e si pigiò per le vie … Chi può numerare le migliaia di persone, convenute d’ogni parte dell’Emilia e della Romagna a rendere più solenne e grandiosa l’attestazione di gratitudine che i Budriesi vollero rendere al loro grande concittadino? Fin dalla sera precedente e per tutta la giornata fu un ininterrotto riversarsi di pubblico dai treni stipati, che la Società Veneta aveva per l’occasione allestiti in partenza da Bologna, da Massalombarda, da Portomaggiore e da tutti gli altri ordegni, più o meno antiquati, dall’automobile al cavallo, alla bicicletta, che erano stati per l’occasione requisiti. A calcolare approssimativamente, ma piuttosto in difetto che in eccesso, si può affermare che oltre 20 mila persone fossero oggi qui convenute … Bandiere, fiori, musiche, spandevano nell’aria i loro colori, i loro profumi, le loro armonie, sotto lo splendore di un magnifico sole primaverile.”
Al monumento venne riservata la dovuta ammirazione: «Oggi egli (lo scultore Golfarelli) ha compiuto la sua massima opera, fissando nel bronzo la maschia e popolar figura del Filopanti, col quale ebbe lunga ed affettuosa consuetudine di vita. Appena morto il Filopanti, infatti a lui fu dato l’incarico di togliere la maschera (mortuaria) […] La cerimonia d’oggi, però, non ostante sia anche la sua glorificazione, lo troverà immutato nella sua modestia schiva d’onori e di chiasso; poiché egli è un vero artista e solo s’appaga del consenso e dell’approvazione del buon genio che gli detta dentro».
Danneggiato dalle incursioni aeree durante la Seconda guerra mondiale, in particolare nel basamento marmoreo, il monumento è stato sottoposto a restauro conservativo nel corso dell’anno 2011.
Giuseppe Barilli, meglio noto con lo pseudonimo di Quirico Filopanti, da lui stesso scelto in onore alle sue idee umanitarie e filantropiche, nacque a Riccardina di Budrio (Bologna) il 20 aprile 1812, figlio di un falegname. Racchiuse in una complessa e poliedrica personalità le qualità di patriota, soldato, politico e amministratore civico, legislatore, filantropo, scienziato e docente universitario.
Coinvolto nei movimenti patriottici favorevoli all’unificazione italiana sin dal 1831, fu volontario nel 1848, deputato e poi segretario alla Costituente Romana. Come tale aveva steso il decreto di proclamazione della Repubblica Romana (9 febbraio 1849).
Costretto all’esilio, visse a lungo in America ed a Londra, rientrando in Italia nel 1859 e a Bologna nel 1861. Tornato a ricoprire la cattedra di Meccanica e Fisica all’Università (ottenuta nel 1848 per concorso) rifiutò, in quanto repubblicano, di giurare fedeltà al Re e per questo fu allontanato dall’insegnamento, provocando le proteste di tanti colleghi, tra cui Carducci.
Riprese le armi come volontario garibaldino nel 1866 e nel 1867 nella campagna dell’Agro Romano tragicamente terminata con la sconfitta di Mentana.
Deputato repubblicano nel nuovo Parlamento del Regno d’Italia, accettò di prestare giuramento nell’interesse della nazione. Tenace assertore dell’associazionismo operaio, fu tra i fondatori della Società operaia di mutuo soccorso di Bologna (1860). Morì praticamente in miseria a Bologna all’Ospedale Maggiore, il 18 dicembre 1894.
Scrisse molte opere, spaziando in diverse discipline (idraulica, astronomia, filosofia, storia). Nella sua opera più celebre ‘Miranda! A book on wonders hitherto unheeded’ (London 1858) ebbe l’intuizione di suddividere la Terra in 24 spicchi, i fusi orari (idea che prese corpo solo dopo 25 anni). A Bologna era notissimo ed amatissimo, in particolare dal popolo, cui dedicava lezioni di filosofia e di astronomia tenute sulla pubblica piazza. Nel 1999 l’osservatorio astronomico San Vittore di Bologna gli ha intitolato un asteroide appena scoperto, il n. 21687.

Bibliografia Piraccini O. (a cura di)
Monumenti tricolori : sculture celebrative e lapidi commemorative del Risorgimento in Emilia e Romagna
Bologna
Editrice Compositori
2012
pp. 79, 80, 81

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