
1864/ 1933
monumento commemorativo
Il monumento è composto dalla statua in bronzo che ritrae Don Giovanni Verità, posta su un basamento che riporta tre epigrafi. Sul basamento sono poste, in bronzo, una corona ed una bandiera.
Il 22 dicembre 1901 viene indetta, presso la sala della Fratellanza Artigiana di Modigliana, la prima assemblea in cui si decreta l’istituzione di un Comitato esecutivo per un monumento a D. Giovanni Verità. Il Comitato, dotato di un proprio regolamento, è presieduto dall’onorevole Numa Campi, medico e deputato al Parlamento nazionale, ed è costituito da 25 rappresentanti delle Associazioni democratiche locali; viene, altresì, nominato un Comitato d’Onore di cui fanno parte il generale Menotti Garibaldi, figlio primogenito di Giuseppe e di Anita (a lui, scomparso il 22 agosto 1903, succederà il fratello Ricciotti), e l’onorevole Paolo Taroni, sindaco di Modigliana, anch’egli deputato al Parlamento nazionale. Fin dalla morte di don Giovanni Verità (avvenuta il 26 novembre 1885), la città natale aveva espresso la volontà di erigere un monumento a memoria del patriota ma il tentativo di un precedente Comitato esecutivo era miseramente fallito. Il nuovo Comitato, invece,
“è deciso di tradurre in opera il compito assunto, colla fede che mai non vacilla, colla coscienza di chi compie un dovere [per onorare] questa nobile figura, che fu una delle più fulgide e popolari dell’ultimo periodo delle cospirazioni di Toscana e di Romagna; […] che salvò nel 1849 la vita di Giuseppe Garibaldi ai futuri destini d’Italia e da Garibaldi ebbe nel 1860 la missione di guadagnare all’impresa di Sicilia l’aiuto dell’Italia centrale; […] che, morendo povero, riaffermò solennemente la sua fede di sacerdote di Cristo e di italiano, e il cui nome, dopo quasi un ventennio dalla morte, vive tutt’ora nel cuore dei nepoti, circondato dall’aureola della gloria e, dalla leggenda, idealizzato nella fantasia popolare.”
Fin dalla sua istituzione, il Comitato si prodiga nel reperimento di fondi attivando una sottoscrizione popolare a livello nazionale e ricorrendo, persino, all’organizzazione di una lotteria a premi. Solo nell’ottobre 1903 si delibera su tempi e modalità per l’erezione del monumento: questo dovrà sorgere nel «pubblico parterre»; a tale fine, il Sindaco dovrà concedere l’autorizzazione e provvedere ai «lavori di restauro e di abbellimento necessari a rendere [il luogo] atto a ricevere degnamente il monumento». Il Comitato decreta, inoltre, di invitare quegli scultori che in tempi diversi avevano offerto di prestare gratuitamente la loro opera al Comune, a presentare progetti tenendo conto che si potrà disporre di una somma di ottomila lire e che il monumento, in marmo o in bronzo, «dovrà sorgere in un pubblico giardino, circondato da alberi, posto in posizione elevata, all’estremo di una via lunga trecento metri circa; che il Comitato nella scelta del progetto terrà calcolo, oltreché del pregio artistico, anche dell’effetto decorativo e dei patti migliori». Otto scultori rispondono all’appello: i fiorentini Odo Franceschi, Giuseppe Grandi, Romeo Pazzini, Raffaello Romanelli, Fosco Tricca e Italo Vagnetti; il ravennate Attilio Maltoni e, infine, il romano Mauro Benini.
Tempestivamente il Vagnetti, dopo un sopralluogo a Modigliana, invia una lettera in cui definisce, con una certa precisione, il suo progetto pur rendendosi disponibile ad accettare consigli e modifiche su indicazione dello stesso Comitato:
“Il monumento verrebbe così composto: 1) statua di D.G. Verità alta metri 2,60 minimo. Fusa in bronzo in un solo pezzo; a cera perduta secondo le migliori regole dell’arte 2) basamento di elegante architettura armonizzante con la statua. Eseguito in granito di Baveno; o di altra materia di eguale ricchezza, da stabilire d’accordo col Comitato 3) decorazione in bronzo di detto basamento, composto in parte ornamentale; oppure bassorilievo rappresentante episodi principali della vita di D. Verità. Questi verrebbero scelti di comune accordo coi Sigg. del Comitato 4) parte finale del basamento; gradinata a due o più gradini secondo quanto richiederebbe l’armonia della linea per il giusto effetto dell’insieme.”
Nella stessa comunicazione stabilisce la stima dei lavori e le modalità del compenso. Il Comitato sceglie il progetto di Vagnetti «a maggioranza assoluta di voti». Nel luglio 1904 una delegazione si reca a Firenze, presso lo studio dell’artista in piazza Donatello, per visionare il bozzetto in gesso dell’intero monumento. Il 5 settembre, acquisita la relazione artistica del professor Ugo Supino, direttore dei Musei di Firenze, chiamato a esprimere una sua valutazione sul bozzetto, viene sottoscritto dalle parti il contratto, ben definito in tutti i suoi punti: lo scultore, dal canto suo, si impegna a consegnare l’opera entro il 20 settembre 1905. La statua viene realizzata presso la Fonderia Galli di Firenze nel pieno rispetto delle clausole contrattuali e trasferita a Modigliana nel luglio 1906 in modo da consentire il montaggio dell’intero monumento, sotto la vigile direzione dello stesso Vagnetti, in tempo per l’inaugurazione fissata per il giorno 26 agosto. L’epigrafe da iscrivere sul basamento del monumento, dettata dal professor Pio Squadrani, non viene, però, accettata dallo scultore «per ragioni artistiche e tecniche» ed è sostituita, sul fronte, dalla dedica «A DON GIOVANNI VERITÀ – LA DEMOCRAZIA – 1906». Sul lato destro l’appello lanciato al sacerdote modiglianese da Giuseppe Garibaldi, da Genova, il 3 maggio 1860: «APOSTOLO DELLA LIBERTÀ FATE UDIRE LA VOSTRA VOCE POTENTE AI GIOVANI DELL’ITALIA CENTRALE. DITE CHE NON CI LASCINO COMBATTERE SOLI CONTRO I PAPALI ED I BORBONICI»; sul lato sinistro, quello che viene riconosciuto dai più come il testamento politico dettato da don Giovanni Verità sul letto di morte: «CREDO NELLA VERA RELIGIONE DI CRISTO NON IN QUELLA CHE È STATA DETURPATA DAL MONDO E DA’ SUOI MINISTRI —19 NOVEMBRE 1885».
Bibliografia
Piraccini O. (a cura di)
Monumenti tricolori : sculture celebrative e lapidi commemorative del Risorgimento in Emilia e Romagna
Bologna
Editrice Compositori
2012
pp. 72, 73, 150, 151